Lo “Zoo di 105“, programma di punta dell’omonima Radio 105, è da sempre conosciuto e apprezzato da molti ascoltatori per essere poco politically correct. Ma alcune delle ultime dichiarazioni non sono piaciute alla comunità omosessuale, tanto che è scattata la querela. E su Facebook, per vendetta, è partita una vera e propria “caccia alle streghe” contro i gay.

Qualche giorno fa i simpatici conduttori hanno visitato un ristorante popolato di bellissime donne sudamericane. Dopo aver affermato che di fronte a tanta bellezza anche i gay si sarebbero ricreduti, viene introdotta tal Eva, una transessuale prostituta definita con il ben poco edificante nomignolo de “Il re dei ricchioni”. Un’ascoltatrice transessuale non ha gradito l’uscita e ha querelato il programma.

Un reazione esagerata? Forse, ma saranno eventualmente le autorità di competenza a deciderlo. Quel che stupisce, invece, è l’indignazione dei fan di Radio 105 che, senza troppi peli sulla lingua, hanno iniziato a insultare la comunità LGBT dalle pagine dei social network. A dare il via allo scherno omofobico, uno status aggiornato dai conduttori, così come riporta Gay.TV. Per correttezza informativa, sottolineiamo come al momento non ci è stato possibile ritrovare il messaggio, forse perché cancellato o disperso fra i numerosi commenti della bacheca:

“Vi faccio ridere: Un trans ci ha querelato per le battute di ieri in apertura!! Dicendo che siamo diseducativi!!! Noi???? Il mondo gira al contrario ca**o…”

E gli ascoltatori non si son fatti di certo attendere: tra chi sostiene che i “fr*ci” non abbiano diritto di parola, chi sottolinea come una transessuale sia di per sé diseducativa e altri interventi irripetibili che, come ormai usanza nelle intolleranze via Web, invocano l’eliminazione fisica e altre barbarie, il quadro che ne esce è decisamente scioccante. Tanto da spingere lo stesso “Zoo di 105″ a richiamare i propri utenti all’ordine con un intervento, questa volta ancora leggibile, sempre dalla bacheca Facebook.

“Facciamo chiarezza: Mazzoli ha detto: “Anch’io che sono gay, vedendo tante fig*e al festival latino Americano stavo per ricredermi” e poi ha parlato di un suo amico “Cristian” detto “Eva”, che ha capito tutto dalla vita e guadagna 2.500 al giorno prostituendosi!!! Non inventate ca**ate per creare il caso!!! […] P.s. Se dovete scrivere messaggi razzisti, fatelo sulla vostra pagina!! Questa è la pagina dello Zoo e nessuno di noi è razzista, non vogliamo che questa pagina abbia problemi in futuro per colpa di commenti idioti. La vostra libertà di parola finisce dove inizia quella degli altri. Grazie”.

Un commento doveroso, soprattutto nella seconda parte, che ha colto il gradimento di quella parte di pubblico che non aveva visto di buon occhio certe uscite di alcuni ascoltatori senza freno.

Non è la prima volta che il programma radiofonico sale agli onori della cronaca. Lo scorso ottobre, ad esempio, si era diffusa la voce che lo “Zoo di 105″ potesse essere eliminato perché troppo volgare, questione questa poi smentita dall’autorità garante dell’Agcom. Nel 2009, invece, gli animalisti avevano protestato per una puntata ritenuta cruenta nei confronti degli animali, tanto che l’emittente aveva deciso di sospendere momentaneamente le trasmissioni. Questa nuova querelle avrà strascichi simili?