Zuzzurro e Gaspare in teatro a fare satira politica e televisiva, oltre che culturale in senso lato. L’opera che mettono in scena, “Non c’è più il futuro di una volta”, è un melting pot di avvenimenti e personaggi, che fanno giungere a una conclusione, l’assurdità completa delle usanze contemporanee, dall’abuso delle tecnologie alla icone della pubblicità.

Accostandosi al mezzo televisivo, i due comici milanesi non risparmiano nessuno, da “La prova del cuoco” e i tormentoni di Antonella Clerici e Anna Moroni, alla pubblicità dello yogurt con Alessia Marcuzzi, per finire con la celebre pubblicità dell’amaro, che molti anni fa fece la fortuna del modello Raz Degan.

Non c’è più il futuro di una volta” è andato in scena a Maglie, nei giorni scorsi, nell’ambito della rassegna teatrale “Chiari di luna”. La pièce è stata scritta a otto mani dall’immancabile Carlo Pistarino, Francesco Freyrie, Pamela Aicardi e lo stesso Nino Formicola. I due comici, al secolo Andrea Brambilla e Nino Formicola appunto, si sono raccontati a noi di oneTiVu, in una breve intervista.

Avete iniziato a lavorare come coppia comica nel 1976, cos’è cambiato in tutti questi anni nel cabaret televisivo da allora?

Andrea Brambilla (Zuzzurro):

Innanzi tutto è cambiata la televisione, è cambiato il modo di fare cabaret… In realtà, nessuno ha mai fatto cabaret, il cabaret vero e proprio, ma è cambiato il modo di rapportarsi alle cose. Oggi si tende a far ridere con delle battute su personaggi che sono sufficientemente colpibili, mentre si parla poco del sociale e delle cose che ci sono intorno.

L’esperienza di “Drive in“, il programma che vi ha imposti al grande pubblico, cosa vi ha lasciato?

Nino Formicola (Gaspare):

Ci ha insegnato a stringere i tempi televisivi e a fare gli sketch in quattro minuti, che poi è quello che, da quegli anni in poi ad ora, chiede la televisione. Tuttora, è difficile fare pezzi lunghi: noi ogni tanto ci proviamo, perché facendo teatro abbiamo recuperato dei tempi teatrali e, di conseguenza, fare uno sketch in quattro minuti diventa difficile, soprattutto se non devi dire una frase piena di battute, ma devi raccontare una storia. Alla fine abbiamo imparato a condensare, a liofilizzare degli sketch, per far funzionare gli spettacoli in tutta Italia.

Nell’ultimo anno avete condotto una volta “Striscia la Notizia” e partecipato a Zelig Circus. Il teatro però resta nel vostro cuore, cosa vi da che la televisione non può dare?

Nino Formicola (Gaspare):

Comunque torneremo in TV con Zelig anche quest’anno. Ma in teatro abbiamo il pubblico davanti, il nostro lavoro è far divertire la gente, quando fai televisione non ce l’hai la gente davanti, ma ne hai bisogno, perché la TV è diventata l’unica forma vera di pubblicità.

Andrea Brambilla (Zuzzurro):

Sono rapporti diversi, perché con il pubblico dal vivo, hai delle reazioni di fronte a cui puoi improvvisare, mentre di fronte a una telecamera e a una lucina rossa non lo puoi fare.