Aerosol bambini: benefici, controindicazioni e consigli

Aerosol bambini: quali sono i benefici, le controindicazioni per i più piccoli e alcuni consigli per svolgere la terapia in maniera corretta.

Pubblicato il 16 dicembre 2015
Mamma

Per curare raffreddori, sinusiti, tosse secca o grassa o anche bronchiti spesso entra in campo l’aerosol per dare sollievo e curare dal malessere: questo può essere impiegato anche per curare anche i malanni dei bambini, anche dei più piccoli.

In genere l’aerosol viene consigliato dal pediatra quando il bambino – per via, magari, di un raffreddore – non riesce a respirare bene attraverso il naso perché questo viene tappato dalle secrezioni delle mucose nasali andando a causare successivamente una serie di altre “malattie” come tosse, starnuti e a volte anche febbre.

Grazie a questo si potranno ottenere benefici tra cui una facile espulsione del muco oltre che l’eliminazione dei germi che si sono accumulati nelle vie orali: questo è possibile grazie all’utilizzo di una soluzione fisiologica (che di per sé viene considerata già “efficace” poiché priva di effetti collaterali) insieme a determinati farmaci, se ritenuto necessario dal proprio pediatra. Per questi ultimi in particolare bisognerà fare attenzione che non siano dei cortisonici, fluidificanti o broncodilatatori poiché controindicati per i più piccoli – neonati e bambini – in quanto risultano essere particolarmente sensibili e quindi i rischi di effetti collaterali sono assai elevati.

Se necessario, l’aerosol può essere un buon aiuto anche per i più piccoli in quanto può essere fatto anche ai neonati durante i loro primi mesi di vita.

Nel caso in cui vi fosse bisogno di fare un aerosol utilizzando dei farmaci viene consigliato di diluire sempre la quantità prescritta nella soluzione fisiologica: in ogni caso le varie dosi verranno date dallo stesso pediatra.

Cosa fare durante  e dopo l’Aerosol

Specie per le prime volte è importante “educare” i lattanti e i bambini ad un utilizzo corretto dell’aerosol, in modo tale che la terapia prescritta per curarsi risulti essere quanto più efficace.

I più piccoli, specie durante il riposo, respirano prevalentemente con il naso: questo, tuttavia, agisce come una sorta di filtro che trattiene la maggior parte dei farmaci contenuti nell’aerosol e così facendo impedisce il loro arrivo a destinazione per curare la propria influenza. Per questo motivo è essenziale fare attenzione che, durante l’aerosol, la respirazione avvenga per via orale: questo non vuol dire aprire semplicemente la bocca ma bisognerà anche incoraggiare il proprio figlio – o figlia – a respirare attraverso la stessa.

La mascherina dell’aerosol andrà sempre tenuta in una posizione verticale in modo che la macchina riesca a produrre il vapore e, ancora più fondamentale, è farla aderire bene al proprio viso: questo può essere fatto anche con l’ausilio di alcuni elastici che andranno assicurati alla stessa, specie se i bambini tendono ad agitarsi una volta iniziata la cura con l’aerosol.

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Nel caso in cui non venga utilizzata una mascherina ma il semplice boccaglio bisognerà sempre stare attenti ad alcuni accorgimenti: lo stesso andrà tenuto tra le labbra – ben serrate – e non tra i denti, facendo attenzione che il bambino respiri attraverso la bocca e non con il naso e non ostacoli il flusso del vapore con la lingua.

Ogni qualvolta si finisce di fare l’aerosol, gli attrezzi utilizzati andranno risciacquati con acqua tiepida e disinfettati, pronti per il prossimo utilizzo: dopodiché viene consigliato in genere di lavare il viso del bambino, specie se è stata utilizzata la mascherina: questo perché così facendo si andranno a togliere le tracce residue del farmaco utilizzato nella nebulizzazione in quanto, a seconda del contenuto, a lungo andare potrebbe irritare la cute del viso.

Specie nel caso in cui siano stati utilizzati dei farmaci cortisonici – ove ritenuto necessario dal proprio pediatra o dottore – viene consigliato di effettuare dei risciacqui orali con collutorio o del bicarbonato disciolto in acqua oppure – se troppo piccoli oppure non autonomi – una caramella che si scioglie in bocca.

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