Alberto di Monaco e Charlene Wittstock, gossip e moda al matrimonio

Si sposano Alberto di Monaco e Charlen Wittstock: tutte le indiscrezioni dell'ultimo momento e le prime impressioni sugli invitati.

Aggiornato il 23 aprile 2019

Dicono sì di fronte a ottocento persone Alberto di Monaco e Charlene Wittstock, nella grande cerimonia religiosa che si tiene in questi momenti nella courtyard del palazzo Grimaldi. Charlene è bellissima nel suo abito di Giorgio Armani, senza gioielli a parte un fermaglio di brillanti sotto la nuca, e con un lunghissimo strascico. Ma che l’eleganza sia diffusa non si può dire degli invitati, alcuni dei quali hanno sbagliato completamente dress code.

A partire da Victoria Silversdedt, arrivata per prima al matrimonio reale strizzata in un abito attillatissimo, mentre invece sfilavano letteralmente il dandy Karl Lagerfeld, che ha disegnato l’abito di Charlene per le nozze civili, e la stupenda Naomi Campbell in verde acqua. La maggior parte delle invitate è vestita in rosa, mentre l’ex first lady francese Bernardette Chirac è molto fine in un abito blu. La sposa è stata introdotta da due damigelle, la stilista Isabelle Kristensen e la cugina di Alberto Donatella Knecht de Massy

Ma non mancano tra gli invitati coloro che indossano vestiti a basso costo, cappellini di tutte le forme e colori e c’è persino qualcuno che ha pensato bene di mettere ai piedi degli orrendamente ibridi sandali-stivali bianchi. Dopo la sposa la più bella è Charlotte Casiraghi, accompagnati dai fratelli Andrea e Pierre, e dalla fidanzata di quest’ultimo Beatrice Borromeo. Sobrie le sorelle regali dello sposo Caroline con un cappello alla Audrey Hepburn e Stephanie con un vestito plissettato.

Intanto, Charlene smentisce le voci sui figli illegittimi di Alberto che ormai si moltiplicano a vista d’occhio. Nessuna crisi per la sposina, che non crede al terzo figlio illegittimo che viene attribuito al suo sposo, per lei si tratta di gossip e di parole completamente prive di contenuto.

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Articolo originale pubblicato il 2 luglio 2011

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