Alexander McQueen. Il genio della moda, il documentario sullo stilista

È nei cinema italiani, dal 10 al 13 marzo, il documentario sul designer britannico che ha rivoluzionato il fashion system.

Alexander McQueen. Il genio della moda, ovvero quasi due ore di documentario sullo stilista britannico che in meno di 20 anni è riuscito a segnare in modo indelebile la storia della moda, conquistando il fashion system (Kate Middleton compresa) con i suoi modelli, tanto affascinanti quanto sinistri.

Ian Bonhôte e Peter Ettedgui firmano un ritratto appassionante e appassionato del designer, dove vita e carriera si intrecciano indissolubilmente: dal suo apprendistato alla prestigiosa scuola di sartoria londinese di Savile Row (celebrata dal film con Daniel Day Lewis, del 2017, Il filo nascosto) fino alla morte, a 40 anni, l’11 febbraio 2010.

A comporre il documentario, non solo interviste a familiari, amici e colleghi (tra cui la stilista Mira Chai Hyde e l’assistente designer Sebastian Pons, professionisti del mercato della moda come John McKitterick e Bobby Hillson, Detmar Blow, vedovo di Isabella Blow, amico intimo e mentore di Lee), ma anche riprese di sfilate di moda e video personali realizzati dallo stesso McQueen precedentemente andati persi.

Era davvero un genio e osservarlo al lavoro era straordinario. Questo era quello che volevamo catturare. Scampoli di stoffe, gessetti, un’infallibile capacità nel misurare e valutare correttamente a una prima occhiata le misure di una giacca o di un paio di pantaloni. Era un giovane talento come Mozart in Amadeus, un genio ossessivo tutto energia e istinto. C’era qualcosa in lui che potremmo definire non totalmente civilizzato”, ha spiegato il regista Bonhôte.

Un'immagine dal documentario sullo stilista britannico
Alexander McQueen. Il genio della moda (Courtesy Press Office)

La trama di Alexander McQueen. Il genio della moda

Diviso in cinque capitoli, Alexander McQueen. Il genio della moda sottolinea i momenti fondamentali della vita del designer attraverso una selezione dei suoi fashion show più rappresentativi: Jack the Ripper Stalks His Victims, del 1992; Highland Rape, del 1995 (il suo spettacolo più controverso); Search for the Golden Fleece la prima collezione disegnata per Givenchy nel 1996; Voss, esplorazione della bellezza e della follia andata in scena a Londra il 26 settembre 2001; il capitolo finale, Plato’s Atlantis del 2009, con cui traccia un viaggio iniziato con La Dame Bleue, collezione Primavera-Estate 2008 creata in memoria della grande amica e musa Isabella Blow (morta suicida), e culminato con lo show finale e ultraterreno realizzato prima che lo stesso McQueen stesso togliesse la vita, impiccandosi.

Un'immagine dal documentario sullo stilista britannico
Alexander McQueen. Il genio della moda (Courtesy Press Office)

Recensione del documentario sullo stilista britannico

Da segnare in agenda – e non solo se si è appassionati di storia della moda – i quattro giorni in cui il documentario Alexander McQueen. Il genio della moda sarà in sala: Ian Bonhôte e Peter Ettedgui hanno il merito di raccontare con tratto leggero ma emozionante la scalata al successo del più controverso (e più rivoluzionario assieme al conterraneo John Galliano) tra gli stilisti contemporanei partendo da una semplice domanda. “Come è accaduto che un timido, giovane ragazzo della working-class, apparentemente senza arte né parte e senza agganci con il mondo della moda, sia riuscito a diventare Alexander McQueen?“.
Attraverso materiale di repertorio, video inediti e filmati delle sfilate più importanti (che emozione vedere su grande schermo spettacoli travolgenti come Voss, con la scrittrice Michelle Olley rinchiusa dentro una scatola di vetro e atteggiata come la modella di Sanitarium di Joel-Peter Witkin!), nonché interviste ad alcune delle persone più vicine a Lee McQueen, i due registi riescono a dar conto di un artista complicato e divertente, geloso degli amici quanto degli amanti, legato alla famiglia, introverso e ribelle, determinato, sin da giovanissimo, a imparare il più possibile da chiunque fosse in grado di insegnargli qualcosa.

Galleria di immagini: Alexander McQueen in mostra a Londra

A più tratti commovente, come al funerale di Isabella Blow, in giacca nera e kilt scozzese: fu lei, stilista, musa e innovatrice con il formidabile dono di sapere scorgere prima degli altri ciò che in futuro sarebbe diventato grandioso (compresi gli strepitosi cappelli e fascinator di Philip Treacy, oggi tra i modisti britannici preferiti dalla Famiglia Reale, Meghan Markle compresa) ad acquistare per intero la prima collezione di McQueen, Jack the Ripper Stalks His Victims realizzata come progetto conclusivo del Master alla St. Martin di Londra.
Un’ode alla bellezza più selvaggia (celebrata con la mostra del 2015 Savage Beauty), l’apporto di McQueen alla moda: un viaggio appassionante negli oscuri antri della creatività la storia della sua vita consegnata ai cinema. Decisamente da non lasciarsi sfuggire.

Un'immagine dal documentario sullo stilista britannico
Alexander McQueen. Il genio della moda (Courtesy Press Office)

Alexander McQueen. Il genio della moda: uscita e trailer

Il documentario sullo stilista britannico, diretto da Ian Bonhôte e co-diretto e sceneggiato da Peter Ettedgui, esce nei cinema in Italia dal 10 al 13 marzo, distribuito da I Wonder Pictures.

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Credits foto:

  • Alexander McQueen | Ufficio Stampa