Alimentazione dell'infanzia: 10 errori da evitare

L' Associazione italiana per la ricerca sul cancro propone guide sull'alimentazione: ecco i 10 errori da evitare nell'alimentazione dell'infanzia.

Pubblicato il 17 aprile 2015

Per i bambini, concluso il periodo dello svezzamento, inizia la fase più delicata dell’educazione alimentare, quella dell’alimentazione dell’infanzia: è in questa fase, infatti, che si consolidano le preferenze in fatto di cibo e le abitudini (giuste o sbagliate) che ci accompagnano per il resto della vita. Arrivano dall’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, le guide sull’alimentazione per ogni età.

Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che oltre il 30% dei tumori ha una concausa legata all’alimentazione e che un consumo di cibi sani fin dalla più giovane età si accompagna a una più bassa incidenza di tumori. Questo dato è stato confermato anche da un grande studio epidemiologico europeo, lo studio Epic. L’elemento determinante, secondo l’Epic è l’elevato consumo di vegetali fin dalla più tenera infanzia, a fronte di un apporto contenuto di proteine di origine animale.

Ecco i 10 errori comuni nell’alimentazione dell’infanzia da evitare

  1. I bambini assumono troppe calorie rispetto al loro fabbisogno quotidiano. Dai 3 ai 6 anni i bambini dovrebbero assumere, in base alle attività fisiche svolte, tra le 1252 e le 1829; dai 6 ai 12 anni tre le 1565 e le 2275. Se si scelgono i cibi giusti, non si rischia di avere carenze in nutrienti o in energia e si controllano meglio anche gli eccessi.
  2. La ripartizione delle calorie nei diversi pasti non è quella corretta. La ripartizione migliore attribuisce le calorie per il 20% alla colazione, per il 5% a uno spuntino in mattinata; per il 40% al pranzo; per un 5% alla merenda e per il restante 30% alla cena.
  3. Spuntini e merendine sono spesso molto calorici ma scarsi dal punto di vista nutrizionale. La merenda di metà mattina dovrebbe essere costituita da un frutto o da marmellata senza zucchero spalmata su pane integrale. Per il pomeriggio bene anche un pezzo di pizza, meglio se di farina integrale.
  4. Il consumo di proteine animali è eccessivo. La carne, il cui consumo è correlato soprattutto ai tumori dell’intestino, non dovrebbe essere servita più di 2-3 volte la settimana (tenendo conto anche di quanto viene offerto a scuola). Va incentivato, piuttosto, il consumo delle proteine provenienti dai legumi.
  5. Il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico come gli zuccheri semplici è eccessivo. L’insulina è un ormone chiave nel rapporto tra cibo e cancro, e viene prodotto con l’aumento degli zuccheri nel sangue. Una glicemia alta, derivante da troppi zuccheri, produce eccessivo testosterone e un eccessivo fattore della crescita IGF-I, fertilizzante per le cellule in generale e per quelle cancerose in particolare. Importante, dunque, ridurre fortemente il consumo di zucchero bianco.
  6. Viceversa, i bambini mangiano poca frutta e verdura, ricche di fibre e di vitamine. Frutta e verdura sono alla base di un’alimentazione sana: può essere difficile per i piccoli arrivare a tre porzioni di verdura e due di frutta al giorno, proponetele anche come spuntini, frullati e centrifughe.
  7. Spesso manca sulla loro tavola il pesce. È importante far apprezzare il pesce al bambino, anche con preparazioni saporite ed elaborate, come delle polpette, in modo che entri a far parte stabilmente del suo menù.
  8. I bambini mangiano troppo spesso fuori casa pasti preparati industrialmente (con troppi grassi, troppo sale e troppo zucchero).
  9. I piccoli mangiano spesso davanti alla TV. Questo favorisce l’obesità perché riduce la capacità di controllare consapevolmente la quantità di cibo ingerito.
  10. I bambini fanno troppo poca attività fisica. Dopo la scuola, spesso fanno i compiti, guardano la televisione, giocano con i videogiochi al pc, mentre avrebbero bisogno anche di muoversi, correre e giocare all’aria aperta.