Balmain collezione Primavera-Estate 2019

Olivier Rousteing rivisita il glamour, gli eccessi, le sperimentazioni più audaci della moda Eighties, in una sfilata che rende omaggio ai maestri giapponesi.

Pubblicato il 28 settembre 2018
Moda

Olivier Rousteing compie un piccolo miracolo e riesce a condensare tutto il meglio e il peggio degli anni ’80 in venti minuti di sfilata Balmain, con la presentazione della collezione prêt-à-porter Primavera-Estate 2019.

Sulle note di Prince, Whitney Houston fino ai Queen, il giovanissimo stilista (che ai tempi di Under Pressure, con cui si chiude lo show, non era ancora nato) ripercorre il glamour, gli eccessi, le sperimentazioni più audaci della moda Eighties.

Strizza spesso l’occhio ai maestri giapponesi: a Rei Kawakubo e alla sua Comme des Garçons, con sovrapposizioni e destrutturazioni; ai tagli e ai volumi sovradimensionati di Yohji Yamamoto; alle maniche jambon plissettate di Issey Miyake; gli abiti scultura di Junya Watanabe.

Balmain SS 2019 (Getty Images)

Ad aprire e chiudere la sfilata Cara Delevingne che, ritiratasi dalle passerelle nel 2015, torna a volte per stilisti a cui è particolarmente legata (a febbraio era nel finale dell’ultima collezione di Christopher Bailey per Burberry). Per lei un’uscita in total white e una in bianco e nero, entrambe ad alto tasso di seduzione.

Balmain SS 2019 (Getty Images)

E sono tutte seducenti le proposte di Rousteing, all’insegna di una donna forte e femminile, che stempera coi colori pastello una bellezza guerriera fatta di spalle esagerate e di corpetti duri come fossero pezzi di armature.

Reinterpreta il denim delavé, declinandolo in pantaloni, gonne e giacche comode ed extralarge, da indossare con body d’acciaio e tacchi altissimi.

Balmain SS 2019 (Getty Images)

Tante le trasparenze, le nudità; splendidi gli abiti luccicanti, con cappuccio supersexy alla Grace Jones.

Balmain SS 2019 (Getty Images)

Argento e bianco dominano la palette di colori, intervallati a volte dal nero e da colori sorbetto, come il rosa e il turchese.

Balmain SS 2019 (Getty Images)

Belle le borse, di modelli e dimensioni diversi, dai secchielli alle tracolle, dai bauletti a cilindro alle handbag. Da segnalare le versioni racchiuse in contenitori di plexi glass, protette da eventi e intemperie, forse, a cui la amazzone di Balmain si sottopone.

Non c’è spazio per la modestia, niente è minimal: la donna è magrissima e ricchissima, scintillante e sicura di sé. I tempi a cui guardare? Quelli del boom economico, della musica pop e delle nottate in discoteca. L’austerity ha abbandonato per sempre Parigi.

Seguici anche su Google News!

Storia

  • Moda Primavera Estate
  • Sfilate di moda