Bambini iperattivi: cosa fare

Soltanto troppo vivace o c'è qualcosa di più? Ecco cosa si intende per bambini iperattivi e come comportarsi.

Pubblicato il 10 agosto 2016
Mamma

Sentiamo spesso parlare di iperattività: ma cosa si intende davvero per bambini iperattivi? E soprattutto, cosa bisogna fare per aiutarli?

Molto spesso basta che un bambino sia molto vivace per essere definito iperattivo. Tuttavia l’Adhd, ovvero la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo specifico che riguarda solo una parte di quei bambini ritenuti genericamente molto svegli o troppo vivaci.

Come si riconosce un bambino iperattivo?

  • I bambini affetti da questo disturbo sono irrequieti e non mostrano attenzione per ciò che viene loro proposto. Non ci sono quindi attività in cui riescano a concentrarsi.
  • Spesso inoltre mostrano di non rispettare minimamente le regole e i confini di comportamento che vengono loro impartiti. Per questo vengono ritenuti “bambini difficili”.
  • In genere le maggiori difficoltà di questi bambini si manifestano a scuola: difficilmente infatti riescono a stare seduti al loro posto e mostrano interesse per compiti e lezioni. Tuttavia la scarsa attenzione si manifesta anche nelle attività sportive e in quelle sociali.

Detto questo, come bisogna comportarsi in caso di bimbi con Adhd?

Anche se non esiste una vera e propria cura per questo tipo di disturbo, che tra l’altro molti medici tendono a non considerare un vero e proprio disturbo, può essere utile osservare alcune linee guida.

  • La cosa migliore da fare quando i genitori hanno il sospetto che il bambino possa essere iperattivo, è quella di rivolgersi a un esperto che possa valutare la situazione.
  • Importante, poi, imparare a non pretendere dai bambini che riescano a rispettare tutte le regole: meglio puntare su poche regole sulle quali essere intransigenti, altrimenti non solo sarà difficile ottenere dei risultati, ma si rischierà di confondere ancora di più il bambino.
  • Inoltre può essere utile mantenere una strategia da condividere anche con gli insegnanti: in questo modo sia a casa che a scuola il bambino potrà contare su un supporto adeguato e su istruzioni coerenti.
  • Infine, sia i genitori che gli insegnati devono ricevere opportune indicazioni da psicologi qualificati. In questi casi può essere utile per esempio far seguire al bambino una terapia di tipo comportamentale.
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