Bernardo Bertolucci è morto a Roma, dopo una lunga malattia. Enorme il cordoglio per la scomparsa del grande regista (nato a Parma nel 1941) a cui si devono film che hanno segnato la cultura e il costume, non solo italiano, accanto alla storia del cinema: Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Piccolo Buddha, Novecento, L’ultimo imperatore (che gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale), sono solo alcuni dei titoli impressi nell’immaginario collettivo.

Leone d’oro alla carriera nel 2017, alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia, e la Palma d’oro onoraria al 64esimo Festival di Cannes, Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiuto regista tra il ’60 e il ’61) debutta come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni più tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l’ispirazione creativa va di pari passo con l’impegno civile.

La consacrazione arriva insieme alla clamorosa censura che porterà a bruciare le copie del film del 1972: Ultimo tango a Parigi, dopo la sua prima proiezione a New York, in Italia subì la mannaia della censura (ma si piazzò comunque secondo nella classifica degli incassi 1972-1973): fu sequestrato e ritirato dopo una sentenza della Cassazione il 29 gennaio 1976. Bertolucci fu condannato per offesa al comune senso del pudore, colpa per la quale venne privato dei diritti civili per cinque anni, fra cui il diritto di voto. Dopo svariati processi d’appello, la pellicola venne dissequestrata nel 1987. Bertolucci è ormai un regista di culto, esponente di riferimento della Nouvelle Vague italiana.

La redazione di DireDonna ha stilato la lista dei 10 film da rivedere per ricordare Bernardo Bertolucci.

Bernardo Bertolucci e Marlon Brando sul set di Ultimo Tango a Parigi, nel 1972 (Photo credit should read /AFP/Getty Images)

  1. Ultimo tango a Parigi. Restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, il capolavoro di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider è tornato per qualche giorno al cinema agli inizi del 2018, dimostrando di portare con assoluta grazia i suoi 46 anni: tenero e cinicio, romantico e spregiudicato, racconta l’irrefrenabile passione tra la giovane Jeanne e Paul, l’americano. Il loro rifugio è un appartamento vuoto, nel cuore di Parigi, dove i due sperano di conoscersi tacendosi nome e passato, attraverso i più liberi rapporti sessuali.
  2. L’ultimo imperatore. Nove Oscar e nove David di Donatello per il film ispirato alla vita di Pu Yi, ultimo imperatore cinese incoronato a due anni, nel 1934. Bertolucci ebbe il rarissimo permesso di girare dentro le mura della Città Proibita, divenendo di fatto il primo film occidentale in cui si mostra l’autentica ambientazione della corte imperiale cinese. In previsione del film Bertolucci arruolò circa ventimila comparse e trecento tecnici tra italiani, inglesi e cinesi, che lavorarono sul set per circa sei mesi.
  3. Novecento. Melodramma politico in due atti con un cast internazionale (tra gli altri, Gérard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Stefania Sandrelli), ambientato in Emilia, regione natale del regista. Racconta le vite e l’amicizia di due uomini, Alfredo, possidente terriero, e Olmo, contadino, all’interno dei conflitti sociali e politici tra fascismo e comunismo che ebbero luogo in Italia nella prima metà del XX secolo. Restaurato nel 2017 dalla Cineteca di Bologna.
  4. Il conformista. Tratto dal romanzo di Alberto Moravia, segue le vicende di Marcello, sicario del regime fascista. Protagonisti Stefania Sandrelli e Jean-Louis Trintignant. Scenografie di Ferdinando Scarfiotti e costumi di Gitt Magrini. Alla fotografia, Vittorio Storaro. Restaurato nel 1993 con la supervisione di Storaro e l’aggiunta di un episodio. Nel 2011, in occasione del restauro digitale a cura della Cineteca di Bologna, il film è stato proposto nelle sale di alcune città italiane.
  5. Il tè nel deserto. Nel 1990 Bernardo Bertolucci dirige John Malkovich e Debra Winger nell’adattamento del romanzo omonimo di Paul Bowles (che nel film interpreta la parte del narratore). Una coppia di agiati americani nel 1947 raggiunge Tangeri e si avvia verso il deserto. Lui muore di tifo e lei si unisce a una carovana di nomadi tuareg sino ad Agades attraverso il Sahara algerino.
  6. Piccola Buddha. Dopo il pluripremiato L’ultimo imperatore e il misticismo di Il tè nel deserto, Bernardo Bertolucci resta in Oriente e adotta nuovamente – come per il Pu Yi salito al trono a due anni – il punto di vista di un bambino savant, che reca sulle proprie spalle un fardello di responsabilità insostenibile per i più. Tratto dall’omonimo romanzo di Gordon McGill. Con Keanu Reeves.

    Liv Tyler e Bernardo Bertolucci alla première a Hollywood di Io ballo da sola (Photo credit should read VINCE BUCCI/AFP/Getty Images)

  7. Io ballo da sola. Presentato in concorso al 49esimo Festival di Cannes, è il 13esimo film di Bernardo Bertolucci e il primo girato in Italia dai tempi de La tragedia di un uomo ridicolo: storia una educazione sentimentale. Liv Tyler è Lucy, 18enne orfana di madre, mandata dal padre nel Chiantishire, in Italia, per una vacanza estiva. Alla fine del soggiorno, la ragazza avrà avuto la sua prima esperienza sessuale e scoprirà senza traumi l’identità del proprio padre biologico.

    Bernardo Bertolucci e Louis Garrel al 51esimo San Sebastian International Film Festival (Photo credit should read RAFA RIVAS/AFP/Getty Images)

  8. The Dreamers. Basato su un racconto di Gilbert Adair The Holy Innocents. Nel febbraio del ’68, a Parigi, uno studente americano fa amicizia con due gemelli che lo invitano a trasferirsi nel loro appartamento. Il rapporto tra i tre, legati dalle stesse passioni, si fa sempre più intenso e trasgressivo, rivolto ai fleurs du mal del principio del piacere. Con Michael Pitt, Eva Green e Louis Garrel.
  9. La tragedia di un uomo ridicolo. Un gruppo di terroristi sequestra il figlio dell’industriale caseario Primo Spaggiari e chiede un riscatto di un miliardo di lire. Quando questi si convince che il figlio sia ormai morto, escogita un piano assurdo e truffaldino per salvare la sua azienda dal fallimento. Presentato in concorso al Festival di Cannes 1981, è valso a Ugo Tognazzi il premio per la migliore interpretazione maschile.
  10. Strategia del ragno. Il film, del 1970. si ispira liberamente a un racconto di Jorge Luis Borges, Tema del traditore e dell’eroe. Athos Magnani, figlio e omonimo di un eroe antifascista, torna trent’anni dopo nel natio paese della Bassa. Scoperta la verità sulla morte del padre, non può più uscirne. Fotografia di Vittorio Storaro. Girato a Sabbioneta è stato prodotto dalla Rai.