Grandi marchi della moda e del beauty come Burberry, Zara, L’Oréal, Stella McCartney, H&MDove (con tutta l’Unilever), solo per citarne alcuni, scendono in campo per combattere l’uso eccessivo di un materiale che sta distruggendo l’eco sistema del pianeta, cambiando il loro sistema di imballaggio e riducendo la produzione di buste di plastica per lo shopping, un impegno messo nero su bianco dalla New Plastics Economy.

Lanciato dalla Ellen MacArthur Foundation, l’accordo della New Plastics Economy è stato firmato da oltre 250 aziende di vari settori in tutto il mondo, che si stanno impegnando ad affrontare la “crisi della plastica“.

La presenza di plastica in mari e fiumi continua ad aumentare e, poiché il problema diventa sempre più pericoloso per l’ambiente, una lista crescente di brand sta cercando di diventare più eco sostenibile, e non fanno eccezione quelli che operano nel settore della moda e della bellezza, che anzi hanno già avviato un cambiamento verso il cruelty-free e l’eliminazione delle pellicce di animale dalle collezioni.

La New Plastics Economy mira a ridurre al minimo l’inquinamento attraverso diverse iniziative in tutto il mondo e con tre strategie principali:

  • eliminare gli imballaggi inutili e quelli monouso;
  • innovare il modo di produrre gli imballaggi per renderli utilizzabili più volte e riciclabili;
  • ridurre la plastica prodotta aumentando quella riutilizzata.

Proposto in collaborazione con le Nazioni Unite, il programma è stato finora firmato da organizzazioni che rappresentano il 20% della produzione mondiale di imballaggi in plastica. Tutte le aziende che fanno parte dell’impegno saranno obbligate a rivelare pubblicamente i progressi compiuti nel ridurre il consumo di plastica attraverso le suddette iniziative ogni anno.

I rifiuti di plastica e l’inquinamento sono una grande sfida ambientale globale“, ha dichiarato Cecilia Brännsten, responsabile della sostenibilità ambientale di H&M. “Non esiste un unico marchio in grado di affrontare da solo questa sfida a livello di settore. Dobbiamo agire come una sola voce e l’impegno globale della New Plastics Economy è un grande passo nella giusta direzione, in quanto allineerà le imprese e i governi in una agenda e un programma ben precisi da rispettare”.

Tra gli altri, il brand low cost americano Everlane ha già fatto passi concreti, annunciando piani per eliminare tutta la plastica vergine dalla sua catena di fornitura entro il 2021. Il marchio ha anche lanciato una collezione che nasce da bottiglie di plastica riciclata.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

It’s outerwear with an outlook. #ReNewToday – Link in bio to waitlist.

Un post condiviso da Everlane (@everlane) in data:

La quantità di plastica prodotta dalle grandi catene di negozi di moda è notevole e quindi proprio in questo settore, come in quello alimentare, va dato il maggiore esempio e messo il maggiore impegno per la riduzione della plastica in ogni fase di produzione e vendita.