La collezione Chanel Métiers d'art 2019/2020

Al Grand Palais di Parigi Virginie Viard ricostruisce gli interni di 31 rue Cambon e manda in scena la sfilata dedicata alle eccellenze del Made in France.

Pubblicato il 5 dicembre 2019

A Parigi è tempo di Chanel Métiers d’art 2019/2020: Virginie Viard ha mandato in scena al Grand Palais la sua prima Métiers d’art, la collezione inventata da Karl Lagerfeld nel 2002 per omaggiare le eccellenze francesi che fanno grande la Haute Couture.

Niente viaggi in capo al mondo (Roma compresa, nello spettacolare allestimento creato da Lagerfeld al Teatro 5 di Cinecittà), stavolta, ma si è rimasti nella Capitale francese, vessata dagli scioperi contro il governo (tanto da imporre un cambio di data alla sfilata, dal 5 al 4 dicembre).

Per l’occasione, la stilista, a capo della Maison dopo la dipartita del Kaiser, fa della celeberrima scala déco del 31 di Rue Cambon, dove ha sede da sempre Chanel, la grande protagonista della serata: a suggerire la scenografia Sofia Coppola, la regista di Marie Antoinette che già al Teatro dell’Opera di Roma, nell’allestimento de La traviata voluto da Valentino e Giancarlo Giammetti, di una scala aveva fatto il fulcro della scena. Là, a morire era Violetta Valery, qua a decedere è il sogno Chanel.

Chanel Métier d’art 2019/2020 (Courtesy Press Office @ Olivier Saillant)

La nuova sfilata della griffe riesce infatti nella difficile impresa di non farsi desiderare mai, malgrado la preziosità dei materiali, la perizia delle lavorazioni, la profusione di cristalli, strass e paillettes. Chanel Métiers d’art 2019/2020, ovvero come ti uccido il desiderio.

La Métiers d’art 2019/2020 (Courtesy Press Office)

In passerella, dominata come sempre da Gigi Hadid, Vittoria Ceretti e Kaia Gerber, l’ennesimo lussuosissimo rimestare nell’heritage della doppia C, tra giacchine con bordi arrotondati e gonne a vita bassa che tentano disperatamente di trovare un’allure fresca e giovanile.

Chanel Métiers d’art (Courtesy Press Office)

Sfila anche un abito ispirato a una creazione di tweed rosa creato da Gabrielle Chanel nel 1960, un completo di pizzo, ispirato al ritratto che di Gabrielle Chanel ha fatto Cecil Beaton nel 1935, una minaudière a forma di gabbia dorata, che ricorda la gabbia di uccelli nell’appartamento di Mademoiselle, e poi camelie, perle, scarpe bicolori, spighe ricamate e tutte quelle decorazioni che stanno a testimoniare l’alto artigianato che sta alla base della Chanel Métiers d’art 2019/2020.

Chanel Métiers d’art 2019/2020 (Courtesy Press Office)

Ricco il front row, delle tante attrici che sui prossimi red carpet vedremo indossare più di una di queste creazioni: Kristen Stewart, Vanessa Paradis, Lily-Rose Depp, Penélope Cruz, Alma Jodorowsky, Marine Vacth e Yara Shahidi, insieme a Sofia Coppola, Marion Cotillard, Isabelle Adjani, Carole Bouquet, Angèle, Margaret Qualley e Sébastien Tellier. Per loro, a seguire, una cena a La Coupole, con un’esibizione della cantante belga Angèle.

Chanel Métiers d’art 2019/2020 (Courtesy Press Office)
Chanel Métier d’art 2019/2020 (Courtesy Press Office @ Olivier Saillant)
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