Chanel a Venezia 75 con il restauro del film L’anno scorso a Marienbad

La Maison ha finanziato il lavoro di restauro del lungometraggio di Alain Resnais che sarà presentato in anteprima in Laguna il 5 settembre.

Chanel e il cinema: un amore profondo che trova nel finanziamento del restauro de L’anno scorso a Marienbad di Alain Resnais l’ultimo capitolo di una storia che viene da lontano. La versione restaurata del film sarà presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 75 nella sezione Venezia Classici, il 5 settembre 2018 (sarà distribuita nelle sale francesi dal 19 settembre).

La maison francese Chanel ha voluto eliminare i difetti, modificare la gradazione del colore e dell’illuminazione e ripristinare la colonna sonora originale della celebre pellicola del 1961 di Resnais.

Il film, con protagonisti Delphine Seyrig, Giorgio Albertazzi e Sacha Pitoëff, adattato da Alain Robbe-Grillet dal romanzo L’invenzione di Morel dello scrittore argentino Adolfo Bioy Casares, vinse il Leone d’oro al Festival di Venezia del 1961 e fu candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale nel 1963.

Capolavoro onirico, tra le maggiori fonti d’ispirazione della Nouvelle Vague, il lungometraggio deve molto non solo alle composizioni musicali di Francis Seyrig, ma anche ai costumi di Bernard Evein, molti dei quali della Haute Couture Chanel.

Alain Resnais e Delphine Seyrig sul set del film

La trama de L’anno scorso a Marienbad

In un grande palazzo barocco, in Germania, un uomo afferma d’aver incontrato l’anno prima una donna. Tentata dalla corte incessante dello sconosciuto che sostiene di averla già incontrata, la donna è contesa fra la possibilità di una evasione sentimentale e la precarietà del rapporto con il suo attuale compagno, che non ne avverte i turbamenti. Lei sembra lasciarsi persuadere dallo sconosciuto, ma la partita rimane aperta.

Alain Resnais e Delphine Seyrig durante le riprese

L’anno scorso a Marienbad: i costumi

I costumi de L’anno scorso a Marienbad di Bernard Evein sono essenziali alla narrazione del film e permettono allo spettatore di ricostruire la cronologia della storia.
Alain Resnais, in modo audace e poco convenzionale per l’epoca, non voleva che Delphine Seyrig indossasse costumi appositamente creati, ma desiderava piuttosto un guardaroba legato alla vita di tutti i giorni, che evocasse il fascino delle star del cinema degli anni ’20.

Gabrielle Chanel, che alle soglie degli 80 anni ancora dettava le tendenze della moda, era l’unica in grado di vestire con una modernità senza tempo la protagonista. Sul grande schermo, Delphine Seyrig brilla con le sue silhouette sofisticate, ultra-chic e desiderabili, con scarpe e gioielli sontuosi.
Il look rimasto nell’immaginario collettivo dell’epoca? Un abito in chiffon nero, diventato subito il “vestito alla Marienbad“, consacrazione definitiva per la petite robe noir di Chanel.

Delphine Seyrig in abito di chiffon nero di Chanel

Gabrielle Chanel e Delphine Seyrig

Non solo gli abiti di chiffon bianco e lamé argentato indossati da Delphine Seyrig furono disegnati da Coco Chanel: l’attrice, per questo ruolo, assunse le sembianze di una brunetta dai capelli corti, non tanto diversa dalla fondatrice della Maison.

Gabrielle Chanel in uno scatto di Lipnitski del 1936

Da allora, anche fuori dal set non fu raro vedere la Seyrig vestita Chanel; con un abito della maison salì sul palco per ricevere il premio come migliore attrice al Festival di Venezia per il ruolo di Muriel.

Una profonda amicizia e un sincero rispetto reciproco legarono a lungo l’attrice e Mademoiselle. In un’intervista televisiva del 1971, Delphine Seyrig spiegò di apprezzare Chanel perché, mescolando eleganza e comfort, aveva permesso alle donne di sentirsi “a proprio agio come gli uomini“, un argomento caro all’attrice che sarebbe diventata una femminista fervente. Non a caso, nel 1977 avrebbe prodotto e diretto Sois belle et tais-toi, un film documentario in cui intervistava le attrici. Una mossa impertinente e audace che sarebbe stata molto ammirata dalla sua amica Gabrielle.

Delphine Seyrig in abito e collier di Chanel

Venezia Classici: la sezione della Mostra dedicata al restauro

Dal 2012, Venezia Classici presenta alla Mostra del Cinema di Venezia, in anteprima mondiale, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Stefano Francia di Celle, la sezione permette di vedere anche una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori. La Giuria presieduta da Salvatore Mereu è composta da 26 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

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Credits foto:

  • L'anno scorso a Marienbad | Ufficio stampa