Christina Aguilera vola a Haiti come ambasciatrice contro la fame

La cantante americana Taylor Lautner, una delle eterne seconde del dorato mondo della musica d’oltreoceano (prima considerata rivale di Britney Spears, poi, dopo il crollo emotivo e fisico di quest’ultima, scalzata da Beyoncé, adesso in competizione con un’altra bionda, Lady Gaga), tra il lancio di una collezione moda e quello del nuovo album, “Bionic”, ha trovato il tempo di volare a Haiti per fornire sostegno alla popolazione ferita dal violento terremoto dello scorso 12 gennaio.

Uno scenario insolito per la Aguilera, che fino a ora aveva stupito il pubblico, oltre per le sue indubbie qualità vocali, anche per il suo trasformismo: l’abbiamo vista passare dal look da bionda teen-ager degli esordi a quello da ragazzaccia sexy, e di cambiamento in cambiamento, fino alla mise stile anni ’30 in occasione del singolo “Candyman”, inserito nell’album “Back to Basics”.

Certo la Aguilera è una che non ha paura di osare, visto che la maggioranza delle donne comuni prima di tagliarsi un centimetro di capelli ci pensa per due settimane: è passata, ad esempio, dal biondo platino al nero corvino con una naturalezza sorprendente.

Stavolta, però, fa parlare di sé per qualcosa di socialmente utile: nel corso della visita, effettuata in qualità di ambasciatrice contro la fame per il Programma Alimentare Mondiale, la Aguilera ha servito alla mensa, ha incontrato i bambini rifugiati nel campo dei senza tetto, e infine ha cantato in una scuola della capitale haitiana Port-au-Prince.

Con la sua voce da black-woman, la Aguilera ha dedicato a Haiti un Happy Birthday speciale, intonato per sottolineare che il terribile sisma e i danni da esso prodotti non vanno dimenticati, così come l’attenzione dell’opinione pubblica non deve scemare.

Del resto la cantante americana non è nuova a iniziative di tipo benefico: il suo brano “Mother”, infatti, è stato inserito in una compilation curata da Amnesty International per sensibilizzare l’opinione pubblica sul genocidio del Darfur.

Certo, si sa che le star aderiscono a questo tipo di iniziative anche per motivi di tornaconto personale, visto che è innegabile la pubblicità gratuita che inevitabilmente ne ricavano, ma considerando la presa che i personaggi famosi hanno sui loro fan, e quindi su vaste fette dell’opinione pubblica, tutto sommato forse è meglio questo che la solita festa glamour per straricchi, che dite?