Come scegliere la pasta migliore

Si fa presto a dire pasta: bianca o integrale, artigianale, industriale o senza glutine, i consigli per portare in tavola la qualità.

Cucina

Bianca o integrale, artigianale o industriale, senza glutine e di legumi: come scegliere la pasta migliore da portare in tavola tutti i giorni, vista l’ampia scelta sugli scaffali dei supermercati?

Non bastavano i gusti riguardo al formato a “scatenare” diatribe in famiglia (in ognuna c’è chi preferisce lo spaghetto e chi non rinuncia al rigatone, specialmente con il sugo): la proposta negli ultimi anni si è moltiplicata esponenzialmente tra tipologie, semole, ingredienti, certificati, esigenze speciali e prezzo (si va da meno di 1 euro a 8-9 euro al chilo).

I dubbi, quindi, sono più che legittimi. In redazione ci siamo domandati se, al di là del gusto personale, ci siano dei criteri utili per scegliere la pasta migliore.

Vi abbiamo guidato tra le migliori marche di pasta italiana, artigianale e non, alla scoperta di quella integrale e di quella senza glutine, cercando di fare chiarezza su annose questioni come il glifosato.

Ecco, ora, alcuni consigli pratici e trucchi per scegliere una pasta di qualità.

Come scegliere la pasta migliore: 7 consigli utili

  1. Leggere l’etichetta. La prima cosa da fare, per scegliere una pasta di qualità, è leggere bene l’etichetta. Perché permette di conoscere il tipo di grano (o di cereale), l’acqua utilizzata, i metodi di trafilatura e di essiccazione. Le materie da preferire sono di origine italiana controllata, tra le migliori sicuramente la semola di grano duro bio. La trafilatura al bronzo è preferibile a quella al teflon, perché la superficie della pasta assume una maggior capacità di trattenere i condimenti. Fondamentale l’essiccazione, che dovrebbe avvenire a cicli lenti e a bassa temperatura (non superiore ai 50°c), in modo che la pasta non perda le sue proprietà nutritive (soprattutto vitamina B1 e B2 e proteine).
  2. Indicazioni nutrizionali. Le indicazioni nutrizionali possono dar conto della qualità della pasta. In che modo? Specialmente grazie al contenuto di proteine: la pasta migliore ha tra l’12 e il 15% di proteine.
  3. Assaggio. La pasta migliore si riconosce anche durante la prova di assaggio che potete fare in casa a fine cottura, prima di aggiungere il condimento. Cosa valutare? Soprattutto l’aspetto, la consistenza, la collosità, la tenuta di cottura e la capacità di assorbimento del sugo (oltre che ovviamente il sapore).
  4. Pasta e dieta dimagrante. Chi ha detto che durante la dieta dimagrante va eliminata la pasta dal menu? La pasta è una soluzione perfetta ed equilibrata per il pranzo sia di chi è a dieta per perdere i chili di troppo sia di chi punta su un’alimentazione sana. Preferite quella integrale, perché – ricca di fibre – placa la fame più velocemente e più a lungo, e conditela con verdure fresche di stagione e olio extravergine di oliva a crudo. Occhio, naturalmente, alla quantità.
  5. Pasta di legumi. La pasta di legumi è una delle novità sempre più diffuse sugli scaffali dei supermercati. Saporita e salutare, apporta molte proteine e fibre, è perfetta per chi soffre di intolleranze alimentari e per chi deve fare i conti con l’indice glicemico. Meglio non esagerare, però con le quantità e pesarne al massimo 70 grammi a persona.
  6. Esigenze speciali. A proposito di indice glicemico, veniamo appunto alle esigenze che sempre di più condizionano gli acquisti. Chi soffre di diabete, per esempio, in generale dovrebbe preferire la pasta integrale. Gli intolleranti al glutine quella di riso o di legumi. Esistono poi tante proposte per ogni situazione, come la pasta in piccoli formati per i bambini.
  7. Sapori. La scelta della pasta può essere fatta anche in base ai sapori con cui deve abbinarsi. I sapori molto delicati, ad esempio, si esaltano con paste dal gusto non preponderante. Qualche idea? La pasta di grano Senatore Cappelli ha un sapore quasi speziato, quella di Matt rotondo e leggero.

Credits foto: