Con Geppi Cucciari, La7 sempre più TV delle donne

Geppi Cucciari come esempio di una TV come La7, sempre più attenta a dare l'immagine delle donne "normali", quelle intelligenti, che con acume si portano anche qualche taglia in più addosso.

Aggiornato il 8 aprile 2019

Che La7 sia ormai considerata un’emittente differente dal resto della TV generalista è ormai palese. Fa da corollario a questo il fatto che sia sempre più la TV delle donne, e l’emblema di questa televisione che fa attenzione alle donne “normali” è Geppi Cucciari. La comica conduce “G’Day” su La7 e ha faticato non poco a guadagnarsi la sua bella fetta di ascolti, ma ce l’ha fatta con semplicità.

La ricetta di Geppi è semplice, come ha spiegato lei stessa nel presentare la sua trasmissione tempo fa:

“Mi occuperò del mondo delle donne. Per esempio di certe pubblicità che campeggiano sui cartelloni delle città, dove il corpo della donna è esibito in modo volgare. A me mette disagio guardarle. Quello offerto in pubblicità e in televisione è un modello femminile da cui sono allegramente lontana. Oggi il piccolo schermo è pieno di donne che si somigliano. A 15 anni, senza spirito critico, può fare male vedere queste proposte. Come fa male andare a fare shopping e non entrare nella 46 perché hanno cambiato le taglie. Insomma vorrei essere un’ alternativa che conforta.”

Di donne così, da Daria Bignardi, a Luisa Costamagna, passando per Lilli Gruber, è piena {#La7}. Si tratta di una vera e propria scelta di campo, un modo di intendere la televisione con molta informazione e meno spazio per l’intrattenimento, senza veline, senza donne in abiti succinti che abbiano bisogno di mostrare i propri corpi, senza donne che sentano il bisogno di urlare per difendere il proprio punto di vista. E con tanti uomini che le rispettano e che lavorano con loro spalla a spalla.

Sembra un’utopia a dirsi, ma è questo che dovrebbe essere un normale posto di lavoro in una televisione normale. Fatta di donne normali, uomini normali, con un cervello normale. Perché in fondo non sono i grandi uomini che compiono i grandi gesti, ma in un’umanità in cui la generazioni hanno potenzialità sempre maggiori, l’intelletto va solo stimolato al meglio.

Articolo originale pubblicato il 28 giugno 2011

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