Dieta: carenza d'affetto? Meglio non esagerare col cibo

In caso di tristezza, ansia o carenze affettive tuffarsi a capofitto nel cibo può essere controproducente.

Pubblicato il 22 novembre 2012
Fitness

Il vecchio detto che chi assume troppo cibo ha carenza d’affetto ha un fondo di verità, come ricorda una psicologa specializzata nei disturbi dell’alimentazione e del peso. Enrica Spalletta conferma infatti che la correlazione tra ciò che si mangia e amore risale alla notte dei tempi.

Tutto però ha un substrato ben preciso, visto che per tutti gli animali – esseri umani compresi – il cibo è fin dai primi istanti di vita il metro con cui si misura l’affetto e l’amore che si riceve dai propri genitori. Prova ne è che per molte persone – di entrambi i sessi – alimenti come la cioccolata, il tiramisù o anche le lasagne e le pizze farcite sono dei surrogati delle attenzioni del fidanzato, della moglie o dei figli che fanno sentire tristi, nervosi o poco amati. Ecco perché si è soliti mangiarli anche se si è a dieta dimagrante.

«Tutto sta nel non esagerare e non spostare di pochi centimetri – dal cuore allo stomaco e quindi alla pancia – un problema che risiede soprattutto dentro ciascuno» spiega la dottoressa. «E questo sembra succedere soprattutto a quelle persone soggette a ansia, che al tempo stesso hanno una personalità complessa e poca stima di sé stessi e tendono a colpevolizzarsi o a sentirsi sfortunate».

Sembra poi che la questione sia come la storia del cane che si morde la coda: più si è tristi e più si mangia. E più si mangia e più si cercano attenzioni. Anzi, torte, pasticcini o dosi eccessive di tortellini con la panna o di bucatini all’amatriciana diventano gli elementi su cui si fonda il ricatto verso chi è intorno e se da un lato non risolvono i problemi psicologici, dall’altro possono crearne altri correlati con la salute, più o meno gravi: dal colesterolo al diabete, dai danni alle ossa e alle articolazioni fino all’obesità.

Come si può spezzare questo circolo vizioso che inizia con la tristezza (o la depressione), continua con le grandi mangiate e finisce di nuovo con la tristezza? Secondo Enrichetta Spalletta ci sono alcuni semplici comportamenti che sarebbe meglio tenere per ritornare alla serenità: la prima cosa potrebbe essere quella di tenere un diario delle proprie emozioni, da mettere su carta appena sorgono in modo da ritardare i cosiddetti “comportamenti impulsivi automatici”. Un altro segreto è quello di riuscire a bilanciare equamente doveri e piaceri, per sentirsi più liberi ed equilibrati. Terzo punto: ogni tanto un po’ di sano egoismo non guasta, prendendosi degli spazi e dei tempi tutti per sé stessi. Altra cosa fondamentale: imparare a darsi delle gratificazioni per i comportamenti anche solo lontanamente positivi, magari dopo aver creato una “lista dei desideri” da realizzare ogni giorno.

«In casi estremi – conclude la psicologa – meglio chiedere aiuto a professionisti o a gruppi di persone di mutuo aiuto: dai primi per trovare una terapia clinica, dai secondi per ricevere sostegno e motivazioni».

Fonte: Melarossa.

Seguici anche su Google News!

Storia

  • Dieta Dimagrante