Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020

Tartan, cappelli contro la pioggia e impermeabili sfilano al Musée Rodin accanto all’inconfondibile silhouette del New Look.

Maria Grazia Chiuri continua la sua personale battaglia di liberazione della donna contemporanea attraverso la moda portando in sfilata alla Paris Fashion Week, con la Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020, oltre che un messaggio che anticipa l’8 marzo anche un vento fresco dall’Inghilterra.

Immancabile, prima di partire per un “nuovo” viaggio, l’ossequio della Maison a Kaiser Karl, scomparso proprio nella capitale francese la scorsa settimana all’età di 85 anni. Gli ospiti, giunti al Musée Rodin per assistere allo show, hanno trovato sulle loro sedie un cartoncino con una nota speciale: “In omaggio all’alchimista dell’eleganza e della bellezza, Karl Lagerfeld”, scritto in francese e inglese.

Ad aprire la sfilata Dior, con una quantomeno atipica introduzione, Tomaso Binga, cioè l’artista Bianca Pucciarelli Menna, a cui va il merito anche della suggestiva scenografia per la passerella, un muro ricoperto con alcune delle sue opere più celebri, Scritture Viventi e Alfabetiere Murale, fotografie in cui con il suo corpo nudo riproduce le lettere dell’alfabeto. “Abbiamo bisogno, come donne e femministe, di gestirci”, legge Bianca Menna. “Hanno impunemente lordato il mondo non operando positivamente. Questa rivolta segna tuttavia una vittoria zittita. Zero”, conclude la sua poesia.

Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)

Partono le note di Tears Dry On Their Own di Amy Winehouse ed è subito british style: nei primi outfit a sfilare, alla silhouette del New Look si unisce il tartan colorato (in rosso, in giallo, in verde) di stivaletti, gonne ampie, bustier intrecciati, cappelli e mantelle per la pioggia, ma anche l’allure londinese di blazer, giacche di pelle, impermeabili e pantaloni corti alla caviglia da portare con scarpe basse, in stile Mods. Una mescolanza vintage nata da un immaginario anni Cinquanta bon ton “sporcato” con dettagli e ispirazioni provenienti da una delle sottoculture più stylish d’Oltremanica.

Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)
Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)

Del resto, come racconta bene la mostra Christian Dior: Designer of Dreams, alla Sainsbury Gallery del Victoria and Albert Museum di Londra dal 2 febbraio al 14 luglio 2019, Monsieur Dior era terribilmente affascinato dalla cultura britannica: “Non c’è nessun altro paese al mondo, oltre al mio, il cui stile di vita mi piace così tanto. Amo le tradizioni inglesi, la cortesia inglese, l’architettura inglese. Adoro persino la cucina inglese”, ebbe a dire.

Nella Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 tornano gli “appunti” di Maria Grazia Chiuri: “Sisterhood Is Global” dicono le t-shirt bianche che rimandano all’antologia del movimento femminista di Robin Morgan. La collaborazione tra donne è, per la stilista, un punto fermo. Lo abbiamo recepito.

Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)
Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)

La sera si veste di nero, le gonne si allungano, si impreziosiscono di ricami e si alleggeriscono con il tulle: gli abiti segnano la vita e lasciano le spalle scoperte.

Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)
Dior collezione Autunno-Inverno 2019/2020 (Getty Images)

Una prima fila “all star” da Cara Delevingne a Eva Herzigova, da Jennifer Lawrence a Karlie Kloss, ad applaudire sì il messaggio, ma anche il mezzo, una serie di creazioni che si candidano come must have certi e portabilissimi per la prossima stagione.

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