Donatella Versace si scusa per la t-shirt su Hong Kong che ha offeso la Cina

La stilista ha voluto rispondere personalmente alle polemiche sul web con delle scuse personali.

News

Donatella Versace ha chiesto personalmente scusa per una gaffe su Hong Kong fatta dal suo brand. Nei giorni scorsi si era accesa una forte polemica sul web a causa di una stampa su alcune t-shirt Versace. Il motivo? Queste magliette non attribuiscono Hong Kong e Macao alla Cina, mettendole tra le città indipendenti. Così la stilista ha dovuto scusarsi pubblicamente, come accaduto lo scorso anno a Dolce & Gabbana.

Sono profondamente dispiaciuta per il recente sfortunato errore che è stato fatto dalla nostra azienda e che è attualmente oggetto di discussioni sui social“, ha scritto Donatella Versace su Instagram e Facebook.

Infatti sulle t-shirt e sulle felpe, dal prezzo di 340 euro, sono elencati nomi di città nelle quali si possono acquistare, con la nazione in cui si trovano. Se per Milano troviamo Italy, per Hong Kong e Macao non troviamo China, ma le città stesse.

Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina ed è per questo che ho voluto scusarmi personalmente per questo errore e per qualsiasi problema causato“, ha continuato la stilista. La merce intanto è stata ritirata dal mercato.

Il tutto è accaduto proprio in un momento di forti tensioni tra Hong Kong, da mesi attraversata da manifestazioni pro-democrazia, e Pechino.

Il marchio si prende la responsabilità e sta esplorando le azioni per migliorare il modo in cui operiamo quotidianamente per diventare più coscienziosi e consapevoli“, ha concluso Donatella.

Diversa era stata la faccenda Dolce & Gabbana: i due stilisti si erano dovuti scusare dopo delle loro affermazioni molto inopportune e degli spot ritenuti razzisti. Infatti, alcuni stereotipi sulla Cina erano stati ritenuti fuori luogo nelle pubblicità del brand italiano. La situazione si era aggravata dopo la pubblicazione in rete di conversazioni Instagram tra DietPrada e Stefano Gabbana. Lo stilista esprimeva opinioni razziste e offensive contro la Cina. Il video delle scuse, diventato virale, per alcuni aveva solo peggiorato la situazione.