Doveri e piaceri: ecco il Manuale della Felicità

Pubblicato il 14 ottobre 2009

Secondo una ricerca della Pennsylvenis, analizzata poi dalla nota giornalista inglese Ellie Levenson, le donne negli anni ’70 erano molto più serene e allegre dei loro compagni uomini; il risultato, dall’anno 2000, è stato totalmente capovolto. Ecco come un esposto della ricerca definisce questa situazione:

Gli studi confermano che la donna moderna è una specie di catalizzatore di risentimento, sommersa di lavoro, sottopagata, eternamente stressata

E come dargli torto? Ma il nuovo film della solare Julia Roberts (Eat, Pray, Love, letteralmente: “buon cibo, approfondimento spirituale e tanti rapporti intimi col proprio compagno”) esprime una possibile ricetta della felicità; anche se non molte studiose dell’argomento ne sono entusiaste. Che siano anche loro prede di questo pessimismo generale?

Non c’è bisogno di essere pessimisti però; secondo lo studioso Marcus Buckingham, che ha sottoposto a moltissime donne (tra madri, figlie, mogli) cinque domande per valutarne lo stato psicologico:

la risposta è alla portata di molte: le donne felici sono quelle che hanno deciso di esserlo nonostante le varianti salario, prole, carriera. Un esercito di ottimiste a cui le case editrici non offrono contratti milionari per scrivere un libro.

Un piccolo Manuale Della Felicità esiste. Basta solo sapere come applicarlo.

  • Bisogna accettarsi per come si è, evitando di voler a tutti i costi assumere i canoni di perfezione che la società impone alle donne: più belle, più magre, più alla moda;
  • Pensare alla realizzazione dei propri sogni quindi, seguendo uno stile di vita come “proprio” e non conformista come descritto al punto precedente;
  • Imparare ad amare il proprio percorso, per avere molta serenità in famiglia e al lavoro, e affrontare gli impegni con più gioia.

La psicoterapeuta Mila Palma, operante a Londra, ha detto che nella donna la frustrazione è più esposta, si confidano e ne parlano. E ci dice questo:

«A tormentarle, di solito, è il tempo che passa e ricorda i traguardi non raggiunti nell’ambito personale o in quello professionale. La vita come avrebbe dovuto essere anziché com’è.»

Un consiglio: parliamone con qualcuno. Non facciamo finta di nulla, non bariamo alle domande; mentiremmo solo a noi stesse. In fondo è in gioco la nostra felicità.

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