Esami da fare in gravidanza: l'elenco completo

Trimestre dopo trimestre, una donna incinta si trova ad affrontare una serie di temi e degli esami da fare in gravidanza per la salute propria e del feto.

Aggiornato il 27 marzo 2019
Mamma

Il Ministero della Salute ha pubblicato un’utile agenda in cui sono riportati gli esami da fare in gravidanza, che illustra i temi che, trimestre dopo trimestre, la donna incinta si troverà ad affrontare. Ecco a seguire l‘elenco completo degli esami da fare in gravidanza, a seconda del periodo.

Primo trimestre

  • È il trimestre che va fino a 12 settimane e sei giorni.
  • Il primo appuntamento con il medico o l’ostetrica dovrebbe avvenire entro le 10 settimane per avere il tempo di pianificare nel modo migliore l’assistenza alla gravidanza.
  • In questa occasione devono essere misurati il peso e la pressione arteriosa.
  • Gli esami da fare sono quelli delle urine per verificare la funzionalità renale.
  • Una urinocoltura per rilevare una eventuale infezione delle vie urinarie.
  • L’esame del sangue per determinare il gruppo sanguigno e il fattore Rh, l’eventuale presenza di anemia o di altre malattie fra cui quelle infettive (toxoplasmosi, rosolia, sifilide, HIV).
  • L’ecografia per confermare, nei casi dubbi, a quale settimana di gravidanza ci si trova.
  • Pap test, se non è stato effettuato da almeno tre anni.
  • Fra le 11 settimane e le 13 settimane e 6 giorni, va fatta l’analisi del sangue ed ecografia con translucenza nucale (test combinato).
  • Fra le 15 settimane e le 20 settimane: analisi del sangue (ad esempio: triplo test), villocentesi e amniocentesi.
  • Si inizia a parlare dell’ecografia da effettuare nel secondo trimestre per rilevare eventuali anomalie del feto.

Secondo trimestre

  • È il trimestre che va da 13 settimane a 27 settimane e 6 giorni.
  • Se gli esami del sangue mostrano che il livello di emoglobina è inferiore a 10,5 g/100 ml, può essere indicata una terapia.
  • Viene misurata la pressione arteriosa.
  • A partire da 24 settimane viene misurata la distanza fondo uterino-sinfisi pubica per la verifica dell’accrescimento fetale.
  • Se non si è immuni, è proposto un esame del sangue per rosolia e toxoplasmosi.
  • Se si appartiene a un gruppo a rischio per il diabete, viene offerto un esame del sangue (curva da carico di glucosio).
  • Viene offerta e illustrata l’ecografia (detta comunemente morfologica) per la diagnosi di eventuali anomalie del feto, da eseguire fra 19 e 21 settimane).
  • Sono offerte informazioni sui corsi di accompagnamento alla nascita.

Terzo trimestre

  • È il trimestre che va da 28 settimane al termine della gravidanza.
  • Se gli esami del sangue mostrano che il livello di emoglobina è inferiore a 10,5 g/100 ml, può essere indicata una terapia.
  • Viene misurata la pressione arteriosa.
  • Viene misurata la distanza fondo uterino-sinfisi pubica per la verifica dell’accrescimento fetale.
  • Sono proposti esami del sangue per toxoplasmosi (se non si è immuni) e altre malattie infettive (epatite B, sifilide, HIV).
  • Il tampone per streptococco.
  • La profilassi anti-D alle donne con fattore Rh negativo.
  • A 36 settimane, si verifica che il feto sia in presentazione cefalica: se è ancora in presentazione podalica vengono fornite informazioni sulla possibilità di effettuare le manovre ostetriche esterne per farlo girare.
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Articolo originale pubblicato il 17 febbraio 2016

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