Fendi Couture, la sfilata a Roma sul Palatino per Karl Lagerfeld

Al Tempio di Venere, la maison italiana manda in scena The Dawn of Romanity, il suo omaggio alla Città Eterna e ai 54 anni col suo direttore creativo.

Moda

Storia

Bella, bellissima Roma: Fendi Couture sceglie lo sfondo del Colosseo, tra le sette meraviglie del mondo, per rendere il suo omaggio a Karl Lagerfeld, storico direttore creativo al timone della maison italiana per 54 anni.

Dopo la sua scomparsa, il 19 febbraio 2019, Silvia Venturini Fendi, ha deciso di tributargli non solo Karl for Ever, lo spettacolo al Grand Palais insieme a Chanel, ma anche la sfilata di moda sul Tempio di Venere, adagiato sul colle Palatino (Che la maison del gruppo Lvmh ha deciso di restaurare con un finanziamento di 2,5 milioni di euro), dove secondo la leggenda è nata Roma: The Dawn of Romanity si intitola infatti la collezione, fatta di 54 look couture (uno per anno di collaborazione con Lagerfeld) provenienti dall’archivio della griffe, “di cui 21 nuovi, che ho realizzato anche in pelliccia sostenibile, ricavata dalla lavorazione di cachemire e altri materiali. Gli altri sono rimessi a modello, rielaborazioni di pezzi d’archivio“, ha spiegato la stessa Venturini Fendi.

Silvia Venturini Fendi (Photo by Tiziana FABI / AFP / Getty Images)

Tutto il jet set internazionale, star internazionali, attrici di casa nostra e influencer comprese, si è dato appuntamento in cima alla Via Sacra, per assistervi – per la prima volta – a un défilé: c’erano Daisy Ridley, Catherine Zeta-Jones e la figlia, Susan Sarandon e Kiernan Shipka, la nuova Sabrina Spleman di Chilling Adventures of Sabrina, Zendaya. Lisa Bonet insieme a Jason Momoa, Chiara Ferragni e Fedez, Margherita Buy, Miriam Leone, Sara Serraiocco, Kasia Smutniak, Vittoria Puccini, Valentina Cervi, Alba Rowhacher, Isabella Ferrari.

Suggestiva la scenografia della Fendi Couture, che ha ricreato un giardino all’italiana con alle spalle la vista mozzafiato del Colosseo e dei resti di quello che un tempo è stato il tempio più grande della romanità, voluto dall’Imperatore Adriano nel II secolo d.C. in onore di Venere, dea della bellezza, madre di Enea e progenitrice della dinastia di Giulio Cesare, che simboleggia, accanto a Marte, l’origine divina della Città eterna.

Fendi Couture Fall/Winter 2019-2020 (Photo by Tiziana FABI / AFP /Getty Images)

Tra i temi guida della collezione, spunti da Ver Sacrum (Primavera sacra), la rivista ufficiale della Secessione viennese fondata da Gustav Klimt e Max Kurzweil, libro caro a Lagerfeld,  marmi e natura, ricreati anche nell’allestimento scenografico della sfilata, e il cinema, da sempre nel Dna della casa di moda.

Fendi Couture Fall/Winter 2019-2020 (Photo by Tiziana FABI / AFP / Getty Images)

Splendido il trench fatto per Silvana Mangano in seta reversibile in zibellino, creato dalla maison per Piero Tosi, costumista di Gruppo di famiglia in un interno,  film di Luchino Visconti del 1974.

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🖤Romanity🖤Visconti SilvanaMangano and Piero Tosi

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Sulla pedana di travertino, sono andati in scena abiti da ballo stampati con gli stessi tasselli esagonali dei pavimenti mosaico del tardo Impero, ripresi dalle navi di Nemi di Caligola e dai pavimenti della Domus Tiberiana; la pelliccia Astuccio disegnata dal Kaiser nel 1971, riletta da Silvia Fendi in pelliccia sostenibile intarsiata su tulle. Le cappe fatte con materiali che imitano il fur e vere pellicce trasformate.

Fendi Couture Fall/Winter 2019-2020 (Photo by Tiziana FABI / AFP / Getty Images)

E poi robe manteau, cappotti e tailleur in seta anni ’70 (come quello bianco – splendido – che apre la sfilata), abiti larghi in pattern a tasselli di marmo, venature cristalline e colori ultraterreni; abiti impero, gonne longuette, camicette e pantaloni palazzo in moiré.

Fendi Couture Fall/Winter 2019-2020 (Photo by Tiziana FABI / AFP / Getty Images)

Le tecniche di tessitura tornano su preziose baguette in pelliccia, sandali e stivali trasparenti, spighe e fiori pelosi innestati su tulle.

Delicata la palette di colori, che va dai pastello al citrino, dal verde giada al quarzo rosa e del calcedonio ai colori dei minerali e della terra screziati d’oro.

Accanto al tributo alla memoria di Karl Lagerfeld, Fendi prosegue così il suo impegno contro la decadenza di Roma, dopo il restauro della Fontana di Trevi nel 2013,  la ristrutturazione del Palazzo della Civiltà italiana dell’Eur nel 2015  e il progetto Fendi for Fountains per il restauro delle fontane monumentali della città (come, per esempio, quella dell’Acqua Paola al Gianicolo e quella del Mosé): se non è detto che la bellezza salverà il mondo, è certo che Fendi sta facendo di tutto per salvare la bellezza.

 

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