Fondazione Prada: la mostra The Next Quasi-Complex di John Bock dal 18 luglio al 24 settembre 2018 a Milano

Un percorso dedicato al black humor dell'artista tedesco, tra video e oggetti di uso quotidiano elevati ad arte.

Pubblicato il 18 luglio 2018
Moda

Se avete ancora dei dubbi su cosa fare a Milano in estate, ecco un suggerimento: The Next Quasi-Complex, la nuova mostra dell’artista tedesco John Bock, visitabile dal 18 luglio fino al 24 settembre 2018 alla Fondazione Prada.

Fil rouge dell’intera esposizione, il black humor: categoria “magmatica” a cui lo stesso Bock non sa dare una definizione. “Che cos’è il black humor? Non lo so: sta a ciascuno di noi pensare al suo significato”, ha detto l’artista ieri, all’anteprima della mostra riservata alla stampa. “Per me, ad esempio, è una testa tagliata, che rotola fino a finire in una zuppa di fagioli. E che poi, nella zuppa, inizia a cantare”.

John Bock: The Next Quasi-Complex. Foto Jacopo Farina. Courtesy Fondazione Prada

Ama sfiorare l’esasperazione, Bock. Tra gambe tagliate e vernice rossa su una balaustra, a simulare i segni di una mano. E i video: quello di una ragazza torturata (da lui stesso), a cui viene tagliato un dito. Di un uomo appeso a testa in giù, con il capo costretto in una specie di armadio e sottoposto (sempre da Bock) a ogni tipo di umiliazione, di fronte al pubblico. Ama sfiorare l’esasperazione, talvolta però lasciandosi andare al già visto: l’assemblaggio di oggetti di basso livello, elevati ad arte con il loro accostamento.

La mostra è l’unione di tantissimi oggetti di uso quotidiano: dagli asciugacapelli ai calzini che formano una rete (metafora della trappola), dagli scheletri di due motociclette a una sedia. Grande “palcoscenico”, cornice di una mostra interattiva o, per meglio dire, “in costruzione”: l’8 settembre, con la performance degli attori Lars Eidinger e Sonja Viegener, insieme allo stesso Bock, che attiveranno il palco di When I’m Looking Into the Goat Cheese Baiser.

John Bock: The Next Quasi-Complex. Courtey Fondazione Prada

L’esposizione viene raccontata come un teatro dell’assurdo. Un teatro dell’assurdo, infatti, in cui tutto è funzionale al significo complessivo, al contesto in cui ogni cosa è specificamente inserita. Così la sedia, sospesa: inversione paradossale di un’impiccagione in cui sedie o sgabelli vengono gettati a terra. La lisca di pesce, adagiata sulle carcasse di due motociclette: oggetti morti.

Sono due le installazioni provenienti dalla Collezione Prada: il palco mobile di When I’m Looking Into the Goat Cheese Baiser e il salotto di Lütte mit Rucola. E poi i tantissimi oggetti: scenografia e strumenti per la performance.

John Bock: The Next Quasi-Complex. Courtesy Fondazione Prada

Ancora, Bock, all’inizio della presentazione, ancora impegnato nel suo teatro, nel disegnare nuove impronte sulle pareti, sul tappeto. Apparentemente, senza seguire alcun filo logico, se non la sua idea di “black humor”. E poi l’interazione col pubblico, chiamato a farsi parte protagonista dell’installazione: da vivere. Attraversando un tunnel, salendo le scale, spostando delle tende.

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