Decima edizione del Galà del cinema e della fiction in Campania con Martone, Garrone e Ranieri

Dall'8 al 13 ottobre, Napoli è il palcoscenico di una kermesse che premia le produzioni cinematografiche e televisive legate al territorio campano.

Prende il via l’8 ottobre la decima edizione del Galà del cinema e della fiction in Campania, ideato da Valeria Della Rocca per premiare le eccellenze di Napoli e dell’intera regione legate all’audiovisivo. Diversi luoghi partenopei ospiteranno convegni, workshop e proiezioni legati alla produzione e al cineturismo, fino a sabato 13 ottobre, quando al castello medievale di Castellammare di Stabia avrà luogo la premiazione delle opere in concorso.

A Roma, in occasione della conferenza di presentazione alla stampa moderata dal direttore Marco Spagnoli, si è tenuta la consegna dei premi a Mario Martone, Premio Speciale per la Regia, e a Matteo Garrone, premiato per Dogman, nella categoria Film Drammatici. Assente per impegni sul set l’attrice napoletana Luisa Ranieri, a cui è andata la statuetta realizzata dall’artista Lillo Esposito, come Migliore Attrice di Film Drammatico.

Matteo Garrone, Valeria Della Rocca, Mario Martone (Courtesy Press Office)

A giudicare i film (divisi in commedie e drammatici), le fiction, i corti  e i loro interpreti una giuria di esperti composta da Titta Fiore (presidente della Film Commission della Campania), Alessandro Barbano (presidente Fondazione Campania dei Festival), Marco Bonini (attore), Valerio Caprara (critico), Corrado Matera (Assessore allo Sviluppo e alla Promozione Turistica della Regione), Riccardo Grandi (regista), Enrico Magrelli (critico), Paola Minaccioni (attrice), Tonino Pinto (critico), Enzo Sisti (produttore).

Ho avuto l’idea del Galà 10 anni fa, avendo notato l’attenzione verso Napoli e il territorio campano in genere da parte delle produzioni cinematografiche e televisive: ho iniziato a rendermi conto di quanti film fossero stati girati nella nostra terra e di quanto molti di essi portassero turisti stranieri dalle nostre parti. Per questo ho deciso di mettere su una kermesse che valorizzasse il territorio“, ha spiegato Valeria Della Rocca.

E a scorrere la lista dei lungometraggi per il grande schermo e delle serialità per il piccolo, i titoli girati in Campania solo dell’ultimo anno sono davvero tantissimi. Non solo il premiato Dogman (presentato al Festival di Cannes e designato per rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 91ma edizione degli Academy Awards), ma anche, tra i tanti film, Napoli velata di Ozpetek, A casa tutti bene di Muccino, The Happy Prince di Rupert Everett; tra le fiction, Gomorra La serie 3, di Cuppellini e Comencini, I bastardi di Pizzofalcone, di Alessandro D’Alatri, Sirene, con Valentina Bellè e Luca Argentero.
Ho girato tanti film in Campania e a Napoli: è un territorio che si presta come un grande teatro di posa con una dimensione intima. Quando abbiamo girato Dogman tutta la troupe era felice di stare lì e credo che quell’energia positiva traspaia”, ha raccontato Matteo Garrone. “Sono stato spesso accusato di non dare una bella immagine di quella terra, ma ho voluto raccontare luci e ombre attraverso l’analisi di personaggi. Il territorio mi serve per raccontare i conflitti umani. Oltre a questo, a Napoli c’è una ricchezza di volti che, per me che vengo dalla pittura e mi interessa l’aspetto figurativo, rappresenta un enorme bacino. C’è solo un problema: riuscire a mettere ordine nel caos delle infinite suggestioni che regala“.

Matteo Garrone alla 71esima edizione del Festival di Cannes (Getty Images)

Napoli è un prisma“, gli ha fatto eco Mario Martone. Il suo Capri Revolution, presentato alla Mostra del cinema di Venezia e distribuito in sala dal 13 dicembre, è girato tra l’isola e il Cilento. “Capri è un’isola che al di là dell’aspetto esclusivo conserva luoghi straordinari dove è ancora possibile passeggiare in assoluta solitudine, godendo della sua bellezza. Ho un legame altrettanto forte con il Cilento, dove ho girato anche Pastorale Cilentana, cortometraggio presentato all’Expo di Milano, e Il giovane favoloso”.

Mario Martone a Venezia con Reinout Scholten van Aschat e Marianna Fontana (Getty Images)

Martone, a differenza di Garrone che malgrado una nonna nata a Napoli è romano, è un napoletano doc, la cui produzione artistica è strettamente legata alla sua città: “Per anni ho guardato all’avanguardia internazionale; la mia città è entrata nel mio lavoro con Morte di un matematico napoletano, al cinema, e con Rasoi a teatro. So cosa vuol dire Matteo quando parla delle accuse di raccontare in maniera sbagliata Napoli. È capitato anche a me con Amore molesto, criticato perché ambientato in una realtà cupa e faticosa. Napoli nel mondo non è il racconto della sua bellezza. È un film bello che porta la gente a Napoli, non un film che la descriva per come è bella. Per questo sono tutte polemiche sterili. Gomorra, il romanzo, il film e la serie hanno significato la nascita di un genere, la nascita di una nuova estetica. Ha a che fare con la realtà e la sua trasfigurazione. Napoli ribolle di contraddizioni e di scontri: la vera forza è riuscire a tenere tutto insieme. Va affrontata tenendo in equilibrio la complessità e la semplicità. Essere napoletano significa essere questo: essere complicati e semplici allo stesso tempo“.

Una complessità semplice (o una semplice complessità) sempre più apprezzata anche fuori dal Belpaese. Basti pensare non solo al successo all’estero di Gomorra – magnificamente illustrato da quel piccolo capolavoro che è Ammore e Malavita dei Manetti Brosaltra pellicola ambientata all’ombra del Vesuvio -,  ma anche ai 10 minuti di applausi con cui sono stati accolti a Cannes i primi due episodi de L’amica geniale di Saverio Costano, dal romanzo di Elena Ferrante (ancora girato a Napoli), o al ritorno in sala, ma stavolta negli Stati Uniti, de L’amore molesto, pietra miliare di Martone del 1995. Senza dimenticare la scalata dei festival internazionali di quel gioiello troppo poco visto in Italia di Gatta Cenerentola, film d’animazione realizzato dalla partenopea Mad Entertainment di rara bellezza. Perché Napoli è un prisma, come ha ricordato Martone, e contiene e significa infinite cose, per questo sempre più amata dai turisti di tutto il mondo.