Gravidanza e problemi alla vista, miti da sfatare

La gravidanza e l'allattamento sono un problema per la vista delle donne? Cosa c'è di vero in queste affermazioni?

Aggiornato il 29 marzo 2019
Mamma

Alcuni luoghi comuni vedrebbero un legame di continuità tra gravidanza, allattamento e un conseguente abbassamento della vista. Si dice infatti che le donne miopi, durante la gestazione e nei mesi successivi subiscano un peggioramento della vista e abbiano difficoltà a utilizzare le lenti a contatto. Ma è tutto vero?

Vediamo insieme cosa c’è di reale in queste affermazioni. La miopia non aumenta con la {#gravidanza} e l’allattamento, ma questa credenza è legata a un’ informazione distorta. Di solito si è miopi per questioni di ereditarietà genetica, per una predisposizione familiare e il peggioramento della vista è legato all’avanzare dell’età e alle abitudini personali. Lavorare davanti al PC per molte ore e guardare la TV da una distanza troppo ravvicinata, ad esempio, contribuisce a stancare l’occhio.

Moltissime donne inoltre credono che ricorrere a un taglio cesareo sia la conseguenza di una miopia marcata, in realtà si ricorre a questa scelta per insofferenza fetale e in caso di complicazioni. Quello che di solito i medici osservano è lo stato della retina, evidenziando problemi legati a un suo probabile distacco e a eventuali patologie legate alla pressione oculare. La miopia quindi non incide né sulla scelta tra un cesareo e un parto naturale, né può aumentare con la gravidanza e l’allattamento.

Molte future madri lamentano una vista sfuocata e poco nitida, ma i medici concordano nell’individuare la responsabilità in una carenza di ferro o di transferrina. Situazione piuttosto ricorrente nelle donne in gravidanza e nei soggetti a rischio anemia; portare avanti la crescita di un feto è un impegno fisico non indifferente, per questo alle puerpere vengono consigliati cibi e integratori che sopperiscano alle mancanze.

Come ad esempio la frutta e la verdura ricche di antiossidanti: pomodori, angurie, ribes, carote, melone, albicocche, zucchine, lattuga, melanzane, prugna, mirtillo, finocchio e cipolla. Tutti quei cibi che rientrano nel gruppo di colori rosso/giallo-arancio/verde/viola/bianco, ricchi di vitamine e capaci di proteggere il nostro corpo dalle malattie e dai germi e che rallentano l’invecchiamento del nostro organismo.

Durante i nove mesi gli occhi possono invece soffrire di secchezza, conseguenza delle modifiche ormonali subite dal corpo. Problematica riscontrabile anche dopo diverse ore passate davanti al PC e risolvibile con le lacrime artificiali, possibilmente senza conservanti. Questa condizione potrebbe rendere più laboriosa la pratica consona di utilizzare le lenti a contatto, in quanto l’occhio risulterebbe leggermente più asciutto. Una condizione che varia da donna a donna, ma è sempre consigliabile consultare l’oculista di fiducia che potrà consigliare nel modo migliore.

Articolo originale pubblicato il 1 settembre 2011

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