Gucci fa tappa a Berlino per la campagna Primavera estate 2016

Spensierata e romantica la campagna pubblicitaria Primavera estate 2016 di Gucci, opera di Glen Luchford: ecco il nuovo successo di Alessandro Michele.

Pubblicato il 11 gennaio 2016
Moda

È un inno alla giovinezza, al colore e alla joie de vivre la campagna pubblicitaria primavera estate 2016 di Gucci, che prosegue a Berlino il viaggio iniziato sulle strade di Los Angeles in occasione della campagna pubblicitaria autunno inverno 2015-16. Uno schema, quello scelto da Alessandro Michele, che vuole una città differente ogni stagione, così da generare un dialogo continuo tra le diverse collezioni.

Il direttore creativo della Maison fiorentina, supportato da Christopher Simmonds, si è avvalso dell’obiettivo e della macchina da presa di Glen Luchford (a cui si devono alcune delle campagne più belle di Prada degli anni Novanta) decide stavolta di trarre ispirazione dal linguaggio visivo e dall’estetica della cultura pop tedesca degli anni ’80 a fare da contorno e contrasto con il racconto spensierato e all’insegna dell’edonismo dei suoi abiti.

Ambientazioni inusitate come un bagno pubblico, la toilette di un locale notturno, tetti e capannoni contribuiscono a rendere onirica e surreale l’atmosfera di ogni scatto, tra pavoni, skateboard e giochi di specchi.

La campagna include anche un cortometraggio, presentato su Instagram attraverso una serie di teaser di 10”, mentre la versione originale da 30” viene postata e promossa sulle piattaforme social media ufficiali della Maison. Le versioni originali da 30” e 60” verranno proiettate su circa 1500 schermi nei cinema più importanti in Italia, Francia, UK, USA, Korea e Giappone. In Cina un cortometraggio pre-roll sarà pubblicato su YouKu e IQiyi.

Undici i giovani modelli (Polina Oganicheva, Peyton Knight, Elizabeth Moore, Nicole Atieno, Mia Gruenwald, Anka Kurydina, Viola Podkopaeva, Jacob Hugo Goldhoorn, Timothy Dibble, Arnis Cievala e Anton Tofgart), mentre la colonna sonora del corto è “Goodbye Horses”, canzone del 1988 di Q Lazzarus scritta e prodotta da William Garvey.

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