Presentato a Londra il nuovo ambizioso progetto Huawei, Unfinished Symphony, che è stato in grado di terminare l’Ottava sinfonia di Schubert grazie a una Intelligenza Artificiale applicata alla musica sinfonica: con un concerto presso la Cadogan Hall, l’azienda leader mondiale nel settore tecnologico ha mostrato i frutti del suo lavoro: tra gli ospiti della serata anche il Maestro Giovanni Allevi.

Il progetto Huawei Unfinished Symphony

Huawei ha sempre lavorato con l’Intelligenza Artificiale nella creazione di prodotti indispensabili per il progresso e il miglioramento della vita dei propri utenti. Dopo aver insegnato all’AI a guidare un’automobile e aver migliorato, grazie a StorySign, la vita dei bambini sordi, il brand si spinge ancora oltre. Motto del progetto è infatti #HumanlyPossible, perchè per Huawei tutto è possibile per l’uomo con l’ausilio della tecnologia.

Questa volta l’ambizioso progetto Huawei Unfinished Symphony punta alla fusione tra tecnologia e cultura, che devono necessariamente andare di pari passo, senza il timore che una impedisca l’avanzamento dell’altra.

Presentato a Londra Huawei "Unfinished Symphony"
La presentazione a Londra di Huawei “Unfinished Symphony” (foto Ufficio Stampa)

In cosa consiste la sfida? Grazie all’utilizzo di un nuovo modello di Intelligenza Artificiale, si è stati in grado di generare la melodia per il terzo e il quarto movimento dell’incompleta sinfonia No. 8 di Schubert. Con un ricalcolo di timbro, tono e metro dei primi due movimenti, l’AI ha ricostruito quelli che sarebbero potuti essere i successivi atti dell’opera. Nonostante gli svariati tentativi dei musicisti di tutto il mondo nel corso dei decenni, nessuno era mai riuscito a rielaborare in maniera così fedele e convincente la sinfonia di Franz Schubert. Lo spartito creato dalla AI di Huawei è stato poi messo a punto e riadattato per l’orchestra dal compositore vincitore dei premi Emmy Lucas Cantor.

Presentato a Londra Huawei "Unfinished Symphony"
La presentazione a Londra di Huawei “Unfinished Symphony” (foto Ufficio Stampa)

L’evento a Londra per Huawei Unfinished Symphony

L’inedita sinfonia creata dal progetto Huawei Unfinished Symphony è stata presentata dall’azienda con una performance dal vivo tenutasi a Londra, presso la Cadogan Hall, lo scorso 4 febbraio 2019. A eseguire la Sinfonia n°8 è stata la English Session Orchestra, davanti a un pubblico di oltre cinquecento persone.

Presenti all’evento Walter Ji, Presidente Huawei, il compositore Lucas Cantor, che si è occupato della trasposizione orchestrale, e il Maestro Giovanni Allevi. Il risultato? Una presentazione mai realizzata prima della celebre sinfonia, per la prima volta eseguita completa. Ovviamente nessuno può accertare quali fossero le intenzioni di Schubert per gli ultimi due movimenti, ma questo è il prosieguo più verosimile che si potesse realizzare.

Presentato a Londra Huawei "Unfinished Symphony"
Walter Ji alla presentazione di Huawei “Unfinished Symphony” (foto Ufficio Stampa)

In Huawei siamo fermamente convinti del ruolo cruciale della tecnologia per rendere il mondo un posto migliore. Così, abbiamo insegnato al nostro Mate 20 Pro ad analizzare la Sinfonia No. 8 di Schubert, lasciata incompiuta per quasi 200 anni. L’ha completata rispettando lo stile del suo celeberrimo compositore“, ha dichiarato il Presidente Huawei Walter Ji.

Presentato a Londra Huawei "Unfinished Symphony"
Il concerto sinfonico di Huawei “Unfinished Symphony” (foto Ufficio Stampa)

Il compositore Lucas Cantor ha parlato della sua esperienza nell’affascinante progetto Huawei: “Il mio ruolo in questo progetto è stato quello di estrarre il meglio dall’AI e affinarlo, per garantire che il risultato finale fosse impeccabile. Doveva essere pronto per essere suonato da un’orchestra sinfonica. Il risultato di questa innovativa collaborazione con l’Intelligenza Artificiale dimostra ancora una volta che la tecnologia offre incredibili possibilità“.

Presentato a Londra Huawei "Unfinished Symphony"
Giovanni Allevi alla presentazione di Huawei “Unfinished Symphony” (foto Ufficio Stampa)

Dello stesso parere Giovanni Allevi, che sottolinea come la cultura non debba temere l’avanzare della tecnologia: “Questo è l’inizio di una collaborazione musicale tra l’uomo e il computer, che va giudicata in vista di sviluppi futuri, come se fosse il primo volo dei fratelli Wright. È una avventura entusiasmante che va sostenuta e guardata con ottimismo e senza paura“.