I genitori di Chiara Poggi si oppongono al telefilm ispirato alla morte della figlia

Sono passati quasi tre anni dal giorno del terribile delitto di Garlasco del 13 agosto del 2007, giorno nel quale avvenne la morte della giovanissima Chiara Poggi. A distanza di tempo ancora non si conosce il colpevole dell’omicidio, inizialmente individuato nel fidanzato Alberto Stasi.

I media, si sa, sono sempre pronti dietro l’angolo per trovare uno spunto convincente per realizzare qualcosa di accattivante da proporre ai telespettatori e, perciò, l’idea era quella di dar vita a un telefilm per il piccolo schermo ispirato alle vicende di Chiara Poggi e Alberto Stasi.

Ovviamente, come era facilmente prevedibile, arriva la protesta da parte dei genitori della povera Chiara, i quali si dicono non favorevoli alla realizzazione di un prodotto televisivo che sfrutti la tragedia che ha colpito la famiglia Poggi.

Per noi significa riportare a galla il dolore. Non è giusto che venga fatto un film su una tragedia del genere, io non lo guarderei! Non lo trovo giusto: vorrei impedirlo ma non so se posso farlo. Non sta a me giudicare una cosa simile, ma io non la farei.

Ed è comprensibile come un papà e una mamma avvolti dal dolore per la perdita della loro figlia si dicono contrari a una fiction su Chiara: perché infierire? Intanto Alberto Stasi, il principale indagato del delitto, in seguito alla sua ultima apparizione in TV e dopo esser stato assolto con formula dubitativa, vuole rimanere un po’ tranquillo, lontano dai riflettori e dai giornalisti.