I Simpson rischiano la chiusura

Disaccordo tra l'emittente televisiva Fox e i doppiatori de "I Simpson" a causa di un probabile taglio degli stipendi. Se non verrà raggiunto un compromesso, rischiano la chiusura.

Brutte notizie per gli amanti de “I Simpson”, la celebre famiglia americana di colore giallo inventata da Matt Groening più di venti anni fa: a causa di un disaccordo tra l’emittente 20th Century Fox Television e i doppiatori dello show, “I Simpson” rischiano di chiudere i battenti.

La Fox ha deciso di tagliare del 45% lo stipendio dei professionisti che danno voce a Homer, Marge, Lisa e Bart e tutto il resto degli abitanti della fittizia cittadina di Springfield. Il loro attuale stipendio è di ben 8 milioni di dollari per 22 settimane lavorative all’anno, da qui la decisione della Fox di tagliare i costi.

Ma i doppiatori non l’hanno presa bene e si sono rifiutati di sottostare ad un taglio così netto, rilanciando “l’offerta” con un 30% di taglio dello stipendio da compensare con una parte di profitti derivati dal merchandising delle celebre serie.

C’è da sperare che La Fox e i doppiatori riescano a trovare un accordo, o rischia di chiudere uno degli show che hanno fatto la storia della televisione. Molti neologismi coniati dai personaggi dei “Simpson” sono oggi entrati nel parlato comune, e la celebre espressione di Homer «D’oh!» è addirittura entrata a far parte dell’Oxford English Dictionary.

Con 27 Emmy Awards, 27 Annie Awards (un premio riservato alla categoria dei cartoni animati), 1 Peaboy Award , un posto nella “Walk of Fame” di Hollywood e centinaia di puntate all’attivo, “I Simpson” sono uno degli show più popolari al mondo.

Certo, negli anni non sono mancate le critiche da parte delle associazioni dei genitori – Bart non è esattamente un modello positivo da seguire per bambini e ragazzini – e alcuni paesi hanno deciso di oscurare lo show o non mandarlo in onda in fascia protetta, e non importa se secondo i critici le ultime stagioni non sono al livello di quelle iniziali, chiudere lo show significherebbe tagliare un pezzo di storia della televisione.