Industrial music: dai Throbbing Gristle ai Nine Inch Nails

L'industrial music, genere nato alla fine del anni settanta, unisce le sonorità tipiche della civiltà industriale moderna alle sperimentazioni più estreme, dando vita a uno degli stili musicali pi

Nasce da una fusione tra musica elettronica, rock e pura sperimentazione l’Industrial, uno dei generi più provocatori e trasgressivi dell’intero panorama musicale. Prendendo il nome da una frase coniata da Monte Cazazza, l’artista e compositore statunitense che nel 1976 definì “Industrial Music for Industrial People” la musica degli allora nascenti Throbbing Gristle, che proprio da lì trassero l’ispirazione per dare il nome Industrial Records alla loro prima etichetta discografica, questo particolarissimo genere nasce segnato da alcune caratteristiche ben precise, come l’uso prorompente del rumore e il rifiuto di forma melodica e tecnica musicale.

Tra i pionieri del genere ci sono proprio i Throbbing Gristle che, influenzati da gruppi degli anni sessanta come Can e The Velvet Underground e da compositori come John Cage, proponevano controverse esibizioni live a base di campionamenti, testi oscuri e immagini disturbanti come foto porno o raffiguranti gli orribili delitti dei campi di concentramento nazisti.

Con loro ci sono poi Foetus e i Cabaret Voltaire che, con l’atmosfera oscura del primo e il sound elettronico e d’avanguardia dei secondi, gettano con i Throbbing Gristle le basi per tutti coloro che negli anni seguenti si sono avvicinati al genere, elaborando poi i diversi stili che si sono sviluppati nelle più disparate direzioni.

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Sempre contraddistinti da suoni cupi e liriche violente e misteriose, nascono i Coil e il progetto Current 93, che nella musica inseriscono il concetto di misticismo e pessimismo cosmico, prendendo in considerazione l’analisi esoterica di Aleister Crowley, da molti considerato il fondatore del moderno occultismo. Sempre nel Regno Unito si fanno strada i Clock DVA, gruppo che propone un misto di industrial ed EBM basato sull’uso di sintetizzatori e loop registrati su nastro affrontano tematiche come le scienze di confine e l’avvento della cibernetica.

In Germania invece è la volta degli Einstürzende Neubauten, fondatori del movimento artistico Die Genialen Dilettanten, che introducono l’utilizzo di strumentazioni costruite ad hoc a base di martelli pneumatici, tubi e lamiere in grado di produrre suoni alienanti e dissonanti tipici della civiltà industriale moderna. Notevole è anche la presenza nel panorama musicale degli sloveni Laibach che, nello scenario dell’allora Yugoslavia, prendono in prestito gli immaginari dei sistemi dittatoriali per creare un’opera sovversiva, rappresentando a pieno titolo l’ala musicale del collettivo politico e artistico Neue Slowenische Kunst.

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Dalla seconda metà degli anni ’80 in poi, con l’avanzare della scena industrial, spuntano tantissimi sottogeneri che vanno dall’industrial-rock all’Electronic Body Music (EBM), dall’electro-industrial al power noise e via discorrendo. È quindi la volta di Skinny Puppy, KMFDM, Die Krupps, Front 242 e Front Line Assembly solo per citarne alcuni. Sarà però proprio l’industrial-metal, derivato caratterizzato dai forti accenti heavy metal ed elettronici spesso confuso con la sua versione più rock, a dare la svolta fondamentale al genere rendendolo noto al grande pubblico. Tra i nomi i più famosi ci sono sicuramente i Ministry, fondatori del genere, i Nine Inch Nails e i Marilyn Manson, due delle band più mainstream del genere, contraddistinti da un sound perforante e aggressivo fatto di synth, chitarre distorte e beat ossessivi e martellanti creati da drum machine o da batterie reali.

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Ecco alcuni dei brani più significativi del genere Industrial:

  • Cabaret Voltaire – Expect Nothing;
  • Clock DVA – Relentless;
  • Coil – Panic;
  • Einstürzende Neubauten – Was ist ist;
  • Foetus – I Am Surrounded by Incompetence;
  • Laibach – Mi kujemo bodočnost;
  • Ministry – Stigmata;
  • Nine Inch Nails – Wish;
  • Skinny Puppy – Tin Omen;
  • Throbbing Gristle – E-Coli.