Scoprire Istanbul: cosa vedere e cosa mangiare

A spasso per Bisanzio, tra suggestioni, suoni e colori con cui la città si impadronisce, seduttrice, dei sensi e dell'anima del turista.

Tempo Libero

Atterrati all’aeroporto di Istanbul, preso possesso di una stanza in uno dei tanti hotel della città, non c’è altro da fare – prima di scoprire cosa visitare e cosa mangiare – che accomodarsi in uno dei caffè o delle sale da tè e sorseggiare un çay, quel tè turco con cui a poco a poco ogni turista impara a fare l’abitudine.

Seduti a guardare la vita stambuliota che vortica senza sosta come una qualsiasi metropoli, attorniati da centinaia di gatti, affacciati sulle acque del Corno d’Oro o del Bosforo, l’antica Bisanzio lentamente si dischiude in tutto il suo splendore di città moderna e antichissima: i minareti delle moschee che si spartiscono il panorama con i grattacieli, il canto del muezzin che richiama i fedeli nell’ora della preghiera, i colori del tramonto sul Bosforo, fino al chiaro di luna, le luci colorate che illuminano i ponti tra l’Europa, il garrito dei gabbiani, sono alcune delle immagini e dei suoni con cui Istanbul si impadronisce, seduttrice, dei sensi e dell’anima del turista.

Istanbul: cosa vedere

Un gatto all’entrata della moschea di Solimano il Magnifico (Foto: iStock)

È sufficiente un breve soggiorno di qualche giorno per scoprire che le bellezze da vedere, l’ottimo cibo e le buonissime bevande sono solo un’infinitesima parte dei motivi per cui programmare una visita a Istanbul; a restare nel cuore e far desiderare di tornare più volte ci sono la gentilezza dei turchi, le passeggiate su e giù attraverso una città faticosamente appesa su sette colli (che si gira però alla perfezione anche con i mezzi pubblici) ripagate ogni volta da uno scorcio mozzafiato, le soste corroboranti negli hamam.
Tra moschee, palazzi reali, musei e centri culturali, ecco una selezione – incompleta, of course! – delle cose da vedere e una lista delle delizie della cucina turca da non perdere.

Le moschee più belle di Istanbul

  • Moschea Blu: conosciuta anche come Sultanahmet camii è stata costruita dall’architetto Sedefkar Mehmed Agha nel Seicento. L’esterno è un gioco di linee sinuose con una cascata di cupole e sei minareti. L’interno è ricoperto di mattonelle di ceramica blu. È una meta così popolare che l’accesso è limitato, per non turbare la sua atmosfera di sacralità. I fedeli possono entrare nella porta principale, mentre i turisti devono passare dall’ingresso settentrionale.

    L’interno della Moschea Blu (Foto: iStock)
  • Moschea di Solimano: incorona uno dei sette colli di Istanbul, da cui domina il Corno d’Oro e fornisce un punto di riferimento visibile da tutta la città. Commissionata da Solimano il Magnifico, è opera di Mimar Sinan, il più celebre tra gli architetti di corte. All’interno le proporzioni della moschea tolgono il fiato.

    La moschea di Solimano il Magnifico (Foto: iStock)
  • Aya Sofia: dedicato alla Sophia (la sapienza di Dio), dal 537 al 1453 l’edificio fu cattedrale ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli (ma tra il 1204 e il 1261 fu convertito dai crociati a cattedrale cattolica di rito romano sotto l’Impero latino di Costantinopoli). Divenne moschea ottomana il 29 maggio 1453 e tale rimase fino al 1931. Fu poi sconsacrato e il 1º febbraio 1935 e divenne un museo. La sua bellezza è dovuta alla maestosa cupola e alle decorazioni dei magnifici mosaici, composti da circa 30 milioni di tessere dorate.

    Hagia Sophia (Foto: iStock)

I palazzi reali di Istanbul: non solo Topkapi

  • Palazzo di Topkapi: costruito nel 1453 in seguito alla presa di Costantinopoli da parte di Maometto il Conquistatore, che vi ha abitato fino alla sua morte. È stato il palazzo reale per 26 dei 36 sultani dell’Impero Ottomano. Superata la magnifica Porta Imperiale ci si trova in un insieme eterogeneo di chioschi, harem, cortili, corridoi e belvedere che nasce dalle continue modifiche e ampliamenti introdotti dai diversi sultani. Ma la sua forma tentacolare è anche una sorta di campo nomade pietrificato, che ricorda e ricalca le usanze e i costumi di un popolo in continuo movimento.

    La stanza del trono all’interno del Topkapi (Foto: iStock)
  • Palazzo di Dolmabahçe: il primo palazzo in stile europeo di Istanbul, costruito dal sultano Abdul Mejid I tra il 1843 e il 1856. Fu progettato dagli architetti armeni Garabet Amira Balyan e Nigoğos Balyan, rispettivamente padre e figlio. È situato nella parte europea della città, affacciato sul Bosforo esattamente di fronte a Scutari. Con una facciata di oltre 600 metri e una superficie di 15.000 metri quadrati, il Palazzo Dolmabahçe è il palazzo più grande della Turchia. Ha 285 stanze, 43 sale, 68 servizi e 6 bagni turchi.

    Dolmabahce Palace (Foto: iStock)
  • Palazzo Beylerbeyi: “Il Signore dei Signori“ questo è l’altisonante nome del piccolo gioiello ottomano incastonato sulla sponda asiatica del Bosforo. Oltre ad aver ospitato le migliori personalità dell’alta aristocrazia dell’epoca è stato il luogo dove, in esilio, si è spento nel 1918 il sultano Abdülhamid II. Fiore all’occhiello è il gran salone al piano terra, con un’enorme piscina dalle forme rococò che serviva a rinfrescarsi quando il caldo diventava insopportabile.

    Palazzo Beylerbeyi (Foto: iStock)

I musei e i centri culturali da non perdere a Istanbul

  • Museo di Arte Moderna di Istanbul (Istanbul Modern Sanat Müzesi): centro culturale che offre numerose opportunità per conoscere non solo la cultura della Turchia contemporanea ma anche le avanguardie artistiche dell’ultimo momento provenienti da tutto il mondo. È una delle sede principali della Biennale di Istanbul. La splendida sede a Karaköy è chiusa per ristrutturazione e il museo è spostato temporaneamente in un edificio a Beyoğlu. In Meşrutiyet Caddesi, 99.
  • Museo di Pera (Pera Müzesi): inaugurato l’8 giugno 2005, è un museo privato fondato dalla Fondazione Suna e İnan Kıraç con l’obiettivo di offrire una gamma eccezionale di diversi servizi culturali e artistici di alta qualità. Attraverso le tre collezioni permanenti della Fondazione Suna e İnan Kıraç, “Dipinti orientali”, “Pesi e misure anatolici” e “Piastrelle e ceramiche Kütahya”, il museo tenta di diffondere la bellezza di queste collezioni e di creare un dialogo con il pubblico sui valori e alle identità che racchiudono. Dalla sua inaugurazione, collabora annualmente con istituzioni nazionali e internazionali. In Meşrutiyet Caddesi, 65.
  • Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk (Masumiyet Müzesi): ricavato in una abitazione del XX secolo nel nel quartiere di Çukurcuma nel distretto Beyoğlu, per evocare alcuni aspetti del romanzo omonimo, scritto da Orhan Pamuk nel 1988. Il premio Nobel riesce a offrire uno scorcio di vita della borghesia di Istanbul dal 1970 ai primi anni 2000. Il romanzo narra nei dettagli la storia di Kemal, un ricco che si innamora della cugina povera, mentre il museo raccoglie gli oggetti che raccontano la loro storia d’amore. Il museo presenta ciò che i personaggi del romanzo hanno “utilizzato, indossato, sentito, visto, raccolto e sognato, il tutto meticolosamente disposto in scatole e vetrine. In Çukurcuma Caddesi, Dalgıç Çıkmazı, 2.
  • SALT Galata: centro culturale con sede in u magnifico edificio brillantemente restaurato dallo studio di architettura Mimarlaz Tasarum, è un’istituzione all’avanguardia costituita da uno spazio espositivo, un auditorium, una biblioteca di libri d’arte, un caffè e un elegante caffè sul tetto. In Bankalar Caddesi, 11.
  • Arter: spazio di quattro piani dedicato all’arte contemporanea, tra i centri culturali più stimolati della città.Oltre alle aree espositive, l’edificio dispone di sale per spettacoli, aree di apprendimento e attività, una biblioteca, un laboratorio di conservazione, una libreria specializzata in pubblicazioni d’arte e aree per mangiare. In Irmak Caddesi, 13.

I bazar più belli di Istanbul

Bazar delle spezie (Foto: Ufficio Cultura e Informazioni
dell’Ambasciata di Turchia)
  • The Spice Bazaar : spezie dai colori vivaci sono esposte in questo mercato dell’era ottomana, dove è possibile trovare anche frutta secca.
  • Fish Market: bancarelle di frutta, verdura, caviale, sottaceti e altri prodotti.
  • Kadıköy Produce Market: punto di riferimento per acquistare i migliori prodotti freschi, si può curiosare liberamente o fare una passeggiata culinaria guidata.

Tre imperdibili luoghi da visitare a Istanbul

  1. Torre di Galata: la Galata Kulesi è una delle torri più antiche del mondo. Dalla sua cima ci si ha una delle migliori viste panoramiche di Istanbul. Costruita nel 1348, dai genovesi che abitavano la zona di Beyoğlu, per secoli è stata l’edificio più alto della città e ancora oggi ne domina lo skyline a nord del Corno d’Oro, offrendo dalla sua vertiginosa balconata una vista a 360 gradi.

    La Torre di Galata (Foto: iStock)
  2. Basilica Cisterna: la Yerebatan Sarnici, che in turco significa “il palazzo inghiottito”, è stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532. Lunga 143 metri e larga 70 metri, forniva acqua per il palazzo imperiale con un serbatoio di 80.000 metri cubi. Il suggestivo percorso turistico si snoda lungo passerelle, collocate sull’acqua alla fine del XX secolo, prima delle quali era necessario utilizzare le imbarcazioni.

    La Basilica Cisterna (Foto: iStock)
  3. San Salvatore in Chora: la Kariye Müzesi è uno dei migliori esempi dell’arte bizantina del mondo. Il fiore all’occhiello della chiesa sono i suoi affreschi e mosaici bizantini, che possono vantare un ottimo stato di conservazione. La chiesa fu trasformata in moschea dopo la conquista di Costantinopoli da parte dell’Impero Ottomano e li affreschi e i mosaici furono ricoperti di gesso; grazie a questo materiale sono giunti a noi in perfette condizioni.

    Uno degli affreschi nella chiesa di San Salvatore in Chora (Foto: iStock)

Cosa mangiare a Istanbul

Una gastronomia variegata e saporita, frutto dell’incontro di diverse culture ed influenze; un insieme di sapori e ingredienti sempre freschi che stanno alla base di un’evoluzione culinaria unica e tra le più apprezzate al mondo. Come tutte le grandi tradizioni, l’evoluzione della cucina a Istanbul è il risultato di una perfetta fusione delle tradizioni turche con quelle ottomane, in primis, ma anche asiatiche, mediterranee, medio orientali e balcaniche.

  • Colazione turca: impossibile non provare almeno una volta, durante il soggiorno a Istanbul, una kahvaltı (che letteralmente significa “prima del caffè“), la tipica colazione turca ricchissima. Si compone di formaggio (beyaz peynir, kaşar), burro (tereyagi), olive (zeytin), uova (yumurta), pomodori (domates), cetrioli (salatalik), peperoni verdi, marmellata (reçel), miele (bal), salsiccia (sucuk), salsiccia piccante (pastirma), latte (sut), il tutto accompagnato dall’immancabile çay. Un’altra specialità turca per la prima colazione è il menemen, preparato con uova, pomodori e peperoni verdi soffritti in burro o in olio d’oliva.

    Una tipica colazione turca (Foto: iStock)
  • Kebab: è il piatto più conosciuto della cucina turca. Ne esistono moltissime varianti, dal döner kebab in cui la carne viene infilzata in uno spiedo e fatta abbrustolire. La carne può essere di agnello, manzo o pollo e, una volta cotta, può essere inserita in pane (durum) o servita su un piatto e accompagnata da yogurt, salsa di pomodoro e burro fuso, l’İskender kebabı, una ricetta della città di Bursa esportata poi in tutto il Paese.
  • Börek: sono tutti i prodotti fatti con pasta fillo. Il più comune è fatto con strati di pasta fillo bolliti, formaggio e prezzemolo. Ve ne sono poi molti altri tra cui fritto e pieno di carne e a forma di sigaretta e solitamente farcito con formaggio.
  • Pide: è una delle specialità turche più comuni e può essere fatta con carne macinata insieme a cipolle, pomodori, prezzemolo e spezie, con formaggio, con spinaci, con pezzi di carne, con sucuk, con pastırma e/o uova. Ne esiste una versione aperta, quasi a formare una sorta di occhio, e una versione chiusa.
  • Balık ekmek: è una specialità di strada, del quartiere di Eminönü, il panino con pesce alla griglia, pomodori e insalata. Tra le esperienze memorabili per i turisti a Istanbul c’è quella di godersi un panino di pesce mentre si passeggia sul Bosforo.
  • Meze: sono una sorte di antipasti serviti in piccole quantità che generalmente vengono consumati per accompagnare gli alcolici. Da quelli più comuni come melone affettato con formaggio di feta cremosa e pane caldo, allo sgombro essiccato e marinato, cozze e calamari fritti serviti con salsa, ma anche l’humus (purea di ceci in ‘tahina’ e sesamo tritato), polpettine di lenticchie rosse e bulgur, çiğ köfte (carne cruda impastata con finissimi cereali e peperoncino in polvere), melanzane marinate ripiene, peperoni con spezie e frutta secca e sottaceti.
  • Lokum: sono piccoli cubetti gelatinosi fatti di amido e zucchero e ricoperti con ogni varietà di croccante, zucchero o polveri dolcificanti.
  • Baklava: è presente in quasi tutte le cucine della vicina Asia e dei Balcani, ma l’unica variante riconosciuta indicazione geografica protetta è l’Antep baklavası o Gaziantep Baklavas (IGP dal 2013), un tipo di baklava il cui ingrediente principale è il pistacchio di Antep prodotto nella provincia di Gaziantep. Si fa con pasta fillo, sciroppo di zucchero (o miele) e, in base alle ricette, pistacchi, noci o nocciole. Le varianti vanno dal numero di fogli di pasta (una decina o addirittura 33 strati secondo gli Ortodossi, come gli anni di Cristo) alla soluzione in cui immergere il tutto (zucchero e succo di limone, miele e spezie o anche acqua di rose).

    Assortimento di dolci turchi (Foto: iStock)
  • Dondurma: è un gelato dalla consistenza gommosa, da non lasciarsi scappare almeno una volta passeggiando lungo İstiklal Caddesi, il viale dello shopping che porta a Piazza Taksim. Qui sono frequenti gli scherzi dei gelatai, vestiti in genere con tradizionali abiti ottomani, che possono tirare il gelato estendendolo da un estremo all’altro come un elastico. Saprete che vi state avvicinando a uno di loro quando sentirete un suono di campanelle.

Cosa bere a Istanbul

  • Caffè: si chiama Türk Kahvesi e i turchi sono soliti dire che offrire un caffè turco si ricorda per mille anni “bir kahvenin bin yıllık hatırı vardır”. Da sempre è sinonimo di rispetto e bontà. Non viene filtrato e si sedimenta sul fondo della tazza. Si accompagna spesso con i lokum, le gelatine turche, per addolcire il palato. Nel 2013,è stato iscritto nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco.

    Il caffè turco servito con i lokum (Foto: iStock)
  • Çay: il tè nero è la bevanda più diffusa in Turchia. Viene servita in bicchierini dalla forma simile alla corolla di un tulipano. L’aroma è ottenuto mediante la lavorazione delle foglie proveniente dalle piantagioni del Mar Nero.
  • Rakı: è il rinomato liquore all’anice, immancabile in ogni vacanza che si rispetti nella terra della Sublime Porta. Si beve diluito con dell’acqua e cubetti di ghiaccio; in questo modo assume la sua inconfondibile colorazione bianca, per cui viene chiamato “latte dei leoni”. È tradizione accompagnarlo come aperitivo formaggio bianco e melone, o pasteggiare in una meyhane, locanda specializzata in antipasti, con un ricco assortimento di meze.
  • Nar Suyu: il succo di melograno, delizioso dolce e dal colore stupefacente, preparato al momento si trova in vendita nelle strade di Istanbul.
  • Ayran: bevanda nazionale preparata con yogurt acqua e sale emulsionati. È molto dissetante e gustosa, perfetta per le giornate di gran caldo.

    Piatti tipici della cucina turca accompagnati con l’ayran (Foto: iStock)

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