Kabir Bedi ambasciatore di Care&Share Italia

La tigre di Mompracem in prima linea per il futuro dei bambini indiani: ecco di cosa si occupa la onlus e come aiutare le attività.

Tempo Libero

Tutto è possibile con il miracolo dell’istruzione“: parola di Kabir Bedi, il celeberrimo Sandokan che da quest’anno è diventato ambasciatore di Care&Share Italia, organizzazione non governativa che da quasi trent’anni sostiene con successo i bambini più vulnerabili dell’India.

La missione? Sostenere i minori degli slums indiani accompagnandoli nel loro percorso scolastico, fino all’università. A parlarne oggi a Roma, negli spazi di Cucina Eliseo, presso il Teatro che dal 2015 ha Luca Barbareschi come direttore artistico, insieme all’attore di origini indiane, il Direttore Generale della Ong, Antonio Benci, e Alviero Martini, patron dell’omonima maison e tra i principali sostenitori. A moderare l’incontro, Ivan Bacchi (co-conduttore de La Prova del cuoco al fianco di Elisa Isoardi).

Kabir Bedi e Luca Barbareschi all’Eliseo (Courtesy Press Office)

Attraverso il sostegno a distanza e la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo in ambito educativo, Care&Share assicura a più di 1.500 bambini e ragazzi indiani l’accesso ad un’istruzione di qualità e la possibilità di proseguire gli studi fino all’università.

Kabir Bedi, il 4 gennaio 2019, dopo aver visitato i diversi progetti a sostegno delle comunità dalit di Hyderabad, ha inaugurato insieme al presidente di Care&Share, Tommaso Carraro, un nuovo Anganwadi nello slum di Sainagar Huts, una piccola ma efficiente struttura con cui si potranno allontanare dalla strada e portare alla scuola tanti bambini, che altrimenti rischierebbero di crescere analfabeti ed essere vittime del lavoro minorile.

Antonio Benci, Aliviero Martini, Kabir Bedi e Ivan Bacchi (Courtesy Press Office)

Da tempo cercavo il modo di mettere in relazione le terre che amo di più al mondo, l’India e l’Italia, inseguendo il sogno di creare un ponte non solo ideologico ma anche tangibile e reale tra questi due meravigliosi Paesi, affinché potessero unire le proprie anime e le proprie forze per la nascita di nuovi e radiosi orizzonti comuni. In Care&Share Italia ho trovato una splendida opportunità“, ha raccontato Bedi.

Come aiutare la onlus? A spiegarlo Antonio Benci: “I modi per sostenere le nostre attività sono tanti e tutti descritti sul nostro sito. Se si sceglie il sostegno a distanza, con 300 euro l’anno, meno di 1 euro al giorno, è possibile cambiare per sempre la vita di un bambino o di un ragazzo povero indiano, garantendogli l’accesso ad un’istruzione di qualità. Siamo convinti che sia proprio l’istruzione il solo strumento capace di liberare autonomamente e consapevolmente un individuo dalla povertà“.

Kabir Bedi e Parveen Dusanj, sua moglie (Courtesy Press Office)

L’attore è protagonista in questi mesi di un tour benefico attraverso alcune delle più importanti città italiane, da Milano a Roma, con 6 serate ricche di eventi socio-culturali finalizzati a coinvolgere il pubblico e raccogliere fondi per la causa della Ong.

Dopo l’incontro con la stampa, infatti, la Tigre di Mompracem (come era chiamato il suo personaggio più celebre, quel Sandokan protagonista di uno degli sceneggiati più famosi degli anni Settanta, diretti da Sergio Sollima e tratti dai libri di Emilio Salgari) è stato l’ospite di un cocktail party in cui ha potuto raccontare ai tanti invitati, tra cui i fratelli Guido e Maurizio De Angelis (noti al pubblico anche come Oliver Onions), del suo impegno per Care&Share.

Kabir Bedi e i suoi invitati nel foyer del Teatro Eliseo (Courtesy Press Office)

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  • Kabir Bedi | Ufficio Stampa