La chirurgia plastica etnica

I canoni di bellezza diventano sempre più occidentali e spopola, così, la chirurgia estetica etnica. Ecco gli interventi più richiesti, anche dalle celebrity.

Pare che la bellezza oggi abbia canoni occidentali. Molte donne africane e afroamericane, ma anche asiatiche e ispaniche, si rivolgono alla chirurgia plastica in tutto il mondo per cambiare i loro caratteristici tratti etnici: gli interventi più richiesti sono la correzione degli occhi a mandorla, del naso piatto e delle labbra giudicate troppo carnose: i canoni estetici si stanno globalizzando?

Aumenta sempre più il numero delle donne e degli uomini dai lineamenti asiatici o africani che si sottopongono alla chirurgia estetica per “occidentalizzare” i loro tipici tratti somatici. Questo fenomeno, iniziato in sordina, negli ultimi anni è diventato una vera e propria tendenza, tanto che a New York, città multirazziale per antonomasia, aprono sempre più cliniche specializzate in operazioni di chirurgia plastica su pazienti delle principali etnie che abitano negli USA.

L’intervento di chirurgia estetica più richiesto dai soggetti di origine africana è la rinoplastica per correggere il naso, giudicato troppo largo o schiacciato: operazione tanto richiesta da far nascere un’apposita rinoplastica “africana”, chiamata slumpimplant, finalizzata alla riduzione delle strutture in cartilagine e utilizzata per rimpicciolire le narici o affinare la punta del naso.

Sempre dalla stessa tipologia di pazienti viene richiesta la correzione delle guance e le labbra vengono spesso reputate troppo carnose: questo simbolo di sensualità, attributo ricercato dalle donne occidentali, viene giudicato particolarmente eccessivo e poco proporzionato rispetto all’armonia generale del viso. L’intervento per la diminuzione delle labbra è la cheiloplastica riduttiva: tramite incisioni realizzate dal chirurgo estetico per mezzo di un laser, è possibile ridurre il volume delle labbra senza cicatrici visibili, perché l’operazione interessa l’interno della bocca.

Le donne asiatiche, invece, ricorrono spesso alla blefaroplastica asiatica o etnica per i loro occhi: nell’occhio a mandorla la palpebra e la zona compresa tra il sopracciglio e le ciglia formano un piano quasi verticale, privo della “occidentale” piega palpebrale; l’occhio che appare così più piccolo, viene spesso associato a un’espressione triste e abbattuta. Per mettere maggiormente in risalto il proprio sguardo, molti asiatici ricorrono a questo tipo di operazione, detta cantoplastica, richiesta particolarmente dalle donne giapponesi desiderose di modificare i propri occhi a mandorla con uno sguardo più aperto e lineamenti più occidentali.

Gli ispanici, invece, rappresentano l’insieme che si sottopone a interventi di chirurgia estetica più di ogni altro gruppo etnico, secondo gli studi dalla Società Americana dei Chirurghi Plastici e dell’Accademia Americana di Chirurgia Estetica. I pazienti di origine latino americana ricorrono al chirurgo soprattutto per ottenere un lato B più voluminoso e tondo, contrariamente alla maggior parte delle donne che farebbe qualsiasi cosa per liberarsi dei chili accumulati sui fianchi.

Il fenomeno della chirurgia etnica è in espansione anche in Italia: questa tendenza è rafforzata dalla diffusione di immagini stereotipate come icone ed esempi di bellezza, oltre alla volontà da parte di persone immigrate di uniformarsi alla comunità ospitante, cercandone l’assimilazione. I VIP sono i primi a ricorrere a questo tipo di operazioni, nonostante a volte la celebrità già conquistata: un trend che porterà alla fusione dei canoni estetici e a un unico target di bellezza?