La cognata rivela: Ryan Giggs mi ha costretto ad abortire

Nuove rivelazioni scuotono le cronache rosa già in fermento per la notizia della relazione di Ryan Giggs con la cognata, che sarebbe stata costretta dal calciatore ad abortire.

Come buttare alle ortiche l’immagine di persona affidabile in poche settimane: si può riassumere in questo modo la vicenda che vede protagonista da alcuni giorni il calciatore e uomo simbolo del Manchester United, Ryan Giggs, la cui relazione extra-coniugale avuta (pare) fino a poco tempo fa con la cognata sta tenendo banco su tutti i principali tabloid inglesi, abbattendo l’immagine di un campione stimato finora anche per l’impeccabile, all’apparenza, comportamento dentro e fuori dal campo.

A inchiodare Ryan Giggs sono state le rivelazioni di Natasha Giggs, moglie del fratello del calciatore gallese, che ha raccontato ai media diversi particolari relativi alla storia tra i due, pare durata anni e chiusa solamente poco più di un mese fa, con tanto di strascico “gossipparo” che evidentemente la bella Natasha si guarda bene dal far raffreddare.

Infatti, invece che calmare le acque e non contenta del putiferio scatenato nella vita del marito e del cognato, la ragazza si è lasciata andare a nuove e clamorose rivelazioni, relative a un presunto aborto richiesto da Giggs per impedire lo scoppio dello scandalo.

Secondo quanto dichiarato, la gravidanza indesiderata sarebbe arrivata solo poche settimane prima del matrimonio tra Natasha e Rhodri Giggs e sarebbe ovviamente stata sufficiente a far venire a galla la vicenda e a fallire le nozze, motivo per cui l’ala gallese avrebbe imposto alla futura cognata di abortire, come ella stessa ha spiegato in un’intervista al News of the World:

Abortire è stato orribile, perché anche se stavo con Rhodri e lo amavo, provavo dei sentimenti per Ryan e quello era il nostro bambino. Quando ho fatto il test di gravidanza al lavoro ed era positivo, non sapevo come dirlo a Ryan. Sono uscita dall’ufficio e mi sono fermata a fare benzina vicino a casa sua, e per caso è arrivato lui. Mi ha detto che aveva un impegno con l’Unicef e che ci saremmo sentiti dopo, ma ha capito che qualcosa non andava e gli ho detto che ero in attesa. Poi mi ha chiesto subito se fossi sicura che era suo e io gli ho risposto “al milione per cento”. A quel punto mi ha detto che c’era una sola opzione praticabile, perché, parole sue, “non possiamo rovinare la vita di tutti”.

A quanto pare, Giggs avrebbe perfino deciso di pagare di propria tasca le spese sanitarie, ammontanti a 500 sterline, per l’aborto, con la relazione che, nonostante questo “intoppo”, sarebbe poi continuata per finire solamente lo scorso maggio.

I suoi effetti mediatici dureranno però ancora per parecchio, soprattutto considerato quanta importanza venga data a queste vicende al di là della Manica: la vicenda di John Terry, costretto qualche anno fa a cedere la fascia di capitano dell’Inghilterra per un simile scandalo sessuale, insegna.