La legge Brunetta sulla malattia finisce alla Consulta

Finisce alla Corte Costituzionale la Legge Brunetta, che prevede una decurtazione dello stipendio durante la malattia dei dipendenti pubblici.

Un lusso per il lavoratore. È così che un giudice del Tribunale del Lavoro di Livorno ha definito l’assenza per malattia ai tempi della Legge Brunetta.

L’ordinanza, emessa dal giudice Jacqueline Monica Magi a fronte di un ricorso presentato da 50 docenti e lavoratori Ata, solleva una questione di legittimità costituzionale sull’art. 71 della legge 133/2008, che prevede una decurtazione dello stipendio per i primi dieci giorni di malattia dei dipendenti pubblici.

La sentenza, datata 5 agosto 2011 e resa nota ieri dall’avvocato Claudio Altini, legale dei 50 lavoratori, spiega:

“Di fatto la malattia diventa un lusso che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata e in ogni caso sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa”

La Legge Brunetta presenterebbe in particolare profili di incostituzionalità in riferimento a diversi articoli della Costituzione, e in particolare per quanto riguarda l’art.3, in quanto con essa si verificherebbe una “illegittima disparità di trattamento nel rapporto di lavoro dei lavoratori del settore pubblico rispetto a quelli del settore privato”.

Inoltre, in riferimento all’art. 32, la legge 133/2008

“crea di fatto un abbassamento della tutela della salute del lavoratore che, spinto dalle necessità economiche, viene di fatto indotto a lavorare aggravando il proprio stato di malattia, creando così un vulnus a se stesso e al Paese”.

L’accoglimento della richiesta dei lavoratori livornesi, e il conseguente sollevamento dell’eccezione di costituzionalità dei provvedimenti voluti dal Ministro Renato Brunetta, sarà senz’altro di esempio a molti altri dipendenti pubblici ai quali sia stato decurtato lo stipendio durante una breve malattia.

La decisione del Tribunale del Lavoro, l’ultima da Giudice per Jacqueline Monica Magi che è intanto diventata magistrato, invia la Legge Brunetta alla Corte Costituzionale, la quale dovrà decidere se sussistono effettivamente conflitti di costituzionalità. La sentenza chiude con un monito che non piacerà a Renato Brunetta, da sempre in lotta con i dipendenti pubblici:

“Privare durante la malattia un lavoratore di parte dello stipendio e della retribuzione globale (…) fa venire meno i mezzi di mantenimento e assistenza al cittadino in quel momento inabile al lavoro”.

Fonte: La Repubblica