La scuola riapre tra le proteste

Ricomincia tra le polemiche l'anno scolastico. Nel 2011-2012 alcune riduzioni d'organico e accorpamenti di istituti scatenano l'ira degli studenti.

Pubblicato il 12 settembre 2011

Scuola, si parte in tredici regioni italiane. Sono cominciate oggi le lezioni per gli studenti di Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta. Martedì al via Abruzzo e Toscana, mentre in Basilicata ed Emilia Romagna primo giorno il 19 settembre. L’inizio però è come di consueto contornato da mille polemiche.

Agitazioni da parte degli studenti fuori dagli istituti, con la prima manifestazione nazionale di protesta programmata per il 7 ottobre. A infiammare gli animi tagli al personale anche del 30%, nel caso dei dirigenti scolastici, oltre a numerosi accorpamenti tra le stesse strutture. Inoltre rimarranno a casa l’11% dei dirigenti amministrativi e 1.100 assistenti amministrativi.

In calo anche le sedi scolastiche: tra le 10.500 presenti lo scorso anno, 900 verranno unite ad altre strutture con almeno 500 iscritti. Quello che gli student temono è un effetto “pollaio”, con classi riempite oltre il limite pur di risparmiare sull’istruzione. Duri i cori di questa mattina, con slogan quali “Ora i conti li fate con noi!” o avvertimenti come “Non accetteremo alcun governo che sperpera risorse in guerre, grandi opere inutili e corruzione mentre le nostre scuole cadono a pezzi”.

Paure che sembrano non essere condivise dal Ministero della Pubblica Istruzione, guidato da Mariastella Gelmini, forte del fatto che i dati sul numero medio di alunni per classe sarebbero in linea con la media Ocse. Tra le altre novità del 2011 anche il tetto del 30% sugli studenti stranieri nelle classi, patente Clil per gli insegnanti e apertura a libri di testo anche in formato elettronico.

Fonte: Corriere della Sera

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