La TV vista dalla musica

La musica, l’arte di trasformare tutto in melodia, soprattutto con la nascita del rock, ha posto delle premesse per raccontare la realtà in maniera critica. Uno degli oggetti del vaglio di questa critica è stata proprio la televisione, il cui avvento è stato avvertito come una minaccia, ma che in fondo non può fare a meno della musica nella pubblicità, nelle trasmissioni, nelle sigle.

Resta celebre lo spot della BBC con un’inedita versione di “Perfect day” di Lou Reed. Questo perché la TV è un diffusore imprescindibile di cultura pop, che noi lo vogliamo o no.

Ciò che nella storia è riuscita a coniugare perfettamente TV e musica è l’americanissima MTV, emittente che negli anni si è aperta ad altre nazioni. La prima trasmissione di quest’emittente fu salutata con un video di una canzone dei Buggles, dal titolo “Video killed the radio star“, come se una televisione musicale fosse assassina, come se la TV stesse facendo entrare la musica in una nuova dimensione.

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E così furono, in effetti, i pionieri del pop negli anni ’80 come Michael Jackson e Madonna, i quali riuscirono a far divenire le loro canzoni indimenticabili anche attraverso i video musicali. Tanto da meritarsi perfino divertentissime e riuscitissime parodie.

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La musica rap, con il suo carico di critica sociale, non ha risparmiato la televisione da stilettate. Come i Disposable Heroes of Hypoprisy, che con la canzone “Television, the drug of the nation“, raccontarono questo mezzo di comunicazione di massa, descrivendolo come qualcosa che nutre d’ignoranza lo spettatore e diffonde radiazioni.

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Anche in Italia, gli Assalti Frontali, band romana, utilizzano nei loro live questa canzone all’interno del loro repertorio, “Categorie a rischio“. A essere presi di mira sono i giornalisti televisivi che non raccontano la verità al telespettatore: alcuni dei più noti volti del giornalismo televisivo e non del passato vengono persino nominati. Un piccolo posto anche per Aldo Biscardi e il suo pallone.

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