Le ricette di dicembre per anticipare il Natale

Natale e possibilità per i pasti delle vigilie: la parola d'ordine è pesce, perché da tradizione la vigilia è "di magro". Ma il gusto regnerà comunque sovrano.

Aggiornato il 6 novembre 2019

Il Natale come sempre porta con sé molti giorni di festa. E anche molte vigilie di festa. E si sa, la vigilia è “di magro”. Si tratta solo di un modo di dire, che nella tradizione culinaria italiana significa: via libera al pesce. Pesce e frutti di mare sono i must imprescindibili in queste occasioni, per cui tutto ciò che viene dal mare è sempre ben accetto. Tuttavia, in particolare per le feste natalizie, ci sono dei piatti o delle specialità tradizionali che rappresentano una vera e propria ricchezza per la tavola di quei giorni. Ecco quindi alcune ricette da preparare per le immense tavolate natalizie.

Un punto fermo del Natale è il capitone arrosto: l’animale va portato in casa vivo e tenuto un giorno a spurgarsi, dopo di che si può preparare al barbecue. Il capitone è una ricetta che viene dalla tradizione napoletana, ma che molto spesso è accostato a un’altra ricetta di pesce, quella del baccalà alla vesuviana. Per la preparazione, il baccalà va messo in ammollo per due giorni e la ricetta prevede la presenza di olio d’oliva, porri, peperoncino molto piccante, concentrato di pomodoro, sedano e prezzemolo.

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Tra i piatti di pesce in occasione delle vigilie delle feste natalizie, c’è un primo che si incontra il gusto di molti, ossia i bucatini con frutti di mare. I frutti di mare in questione possono essere vongole, cozze nere, calamari e gamberi, che vanno bolliti prima di essere saltati in padella con prezzemolo e pezzettoni di pomodoro fresco. Possono essere aggiunte anche delle acciughe a piacimento. Specialità natalizie in molte pescherie italiane sono le conchiglie Saint Jacques, che possono essere gratinate al forno con besciamelle.

Infine, dalla tradizione pugliese, anche se non proprio un piatto a base di pesce, c’è una frittura speciale per il pasto “di magro” cioè le pittole. Si tratta di una pastella fatta con farina di fiore, farina integrale, lievito di birra e acqua. L’impasto da ottenere deve essere molto morbido e può essere farcito prima della frittura con patate dolci, cavolfiore, pomodoro, acciughe e olive, ma anche lasciato al naturale. In quest’ultimo caso le pittole ottenute possono essere cosparse col miele, diventando un delizioso dessert.

Articolo originale pubblicato il 29 novembre 2012

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