Lo chignon: idee da mettersi in testa

Pubblicato il 30 settembre 2009

Non chiamatelo cipolla, lo chignon, già amato nell’Antica Roma e nel Rinascimento, ma ufficialmente nato alla fine della Rivoluzione francese, quando boccoli e acconciature sfarzose lasciavano posto a capelli raccolti in modo più semplice e raffinato, è arrivato fino ai nostri giorni senza passare mai di moda, nutrendosi di nuovi impulsi e reinventandosi continuamente.

“Colazione da Tiffany” ha suggellato il connubio tra chignon ed eleganza: la foto di Audrey Hepburn, con i capelli raccolti in modo ordinato verso l’alto, che lasciano scoperto un sottile collo da cigno e mettono in risalto il suo visino ovale, fa parte dell’immaginario collettivo quando si parla di stile e bon ton.

Dallo chignon più famoso della storia del cinema, i capelli annodati hanno fatto molta strada. E, a dirla tutta, hanno fatto anche molto comodo: quante volte ci salvano la vita in caso di fretta o piega afflosciata? Sarà perché le mode nascono tra le persone comuni, sarà perché questa acconciatura è facile da realizzare, pratica e veloce, fatto sta che oggi la tendenza degli hairstylist è rivisitare fantasiosamente lo chignon, proponendolo in modo che risulti spettinato, selvaggio, più naturale e meno costruito. Ecco quindi che sulle passerelle le modelle hanno chignon maxi, bombati e cotonati, oppure mini e arrotolati come il guscio di una lumaca, raccolti sulla parte più alta della nuca con ciocche lasciate libere qua e là per un look urbanchic, oppure di lato, dietro l’orecchio, per un look vintage o neoromantico.

Insegnamenti della nonna o reminiscenze di infanzia da ballerine permettono di promuovere a pieni voti ogni donna per quanto riguarda il livello basic di realizzazione di uno chignon. Ma per chi volesse osare di più, nuove idee e ispirazioni arrivano da tutto il mondo, basta scegliere quelle che rispondono meglio al proprio stile.

In America è già un must, si chiama magic bun maker ed è una banda di tessuto con un foro centrale, attraversata da un’anima invisibile di metallo. Bastano 30 secondi e 5 mosse (infilare i capelli nel foro, far ruotare due volte verso l’alto la banda di tessuto, farla scorrere verso il basso, arrotolare i capelli, incrociare la banda, chiudere) per avere uno chignon perfetto: da scegliere se si è romantiche o si vuole un effetto vintage, ma anche se si vuole un fascino deciso e magnetico alla Eva Kant.

Dall’Africa arriva il Butterfly Hair Clip, così chiamato per la sua forma, che ricorda le ali di una farfalla, conosciuto anche come pettine magico: si tratta di due pettinini, i famosi fianchini, che fissavano le acconciature delle donne negli anni ’50, legati da un elastico e decorati da pietre o perline. In questo caso bastano 4 mosse (raccogliere i capelli, inserire il primo pettine, tirare l’elastico intorno allo chignon, inserire il secondo pettine) per avere un’acconciatura definita e già decorata. La versatilità di questo accessorio permette di ottenere tantissime acconciature diverse anche a chi non ha molta manualità. Con un po’ di pratica, e aggiungendo alla creazione altri due o tre passaggi, si entra di diritto nell’olimpo degli scultori del capello. L’ispirazione in questo caso viene da se stesse (o dai molti e cliccatissimi tutorial che girano in rete).

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Dall’Oriente arriva lo chignon, tenuto su da un bastoncino di legno, che è ormai stato sostituito da penne, matite, bacchette cinesi e chi più ne ha più ne metta: creano un look perfetto tra il ricercato e il distratto, da sfoggiare in ufficio o a scuola.

Dall’Europa, infine, arriva una chicca per “mettere la testa a posto”, precisamente da Parigi: il bar à chignon di Marianne Gray (rue Saint André des Arts 52, nel Quartiere Latino). Nel menù troverete banane, cipolle e company, non certo da mangiare ma da ordinare in formula speedy: in 10 minuti avrete lo chignon ad hoc per recarvi a qualunque genere di appuntamento, incontro o impegno.

Non avendo in programma un viaggetto a Parigi, che altre idee avete “in testa”?

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