Moschino collezione Primavera-Estate 2020

Jeremy Scott presenta la sua sfilata-divertissement omaggio a Picasso, tra toreri, arlecchini e violoncelli.

Moda

È Moschino a chiudere la seconda giornata della Milano Moda Donna, con la collezione Primavera-Estate 2020 che Jeremy Scott ha dedicato a Picasso.

Ispirazione d’artista per la sua sfilata, andata in scena al Palazzo del Ghiaccio trasformato in un’enorme passerella fatta di forme geometriche e gigantesche cornici dorate da cui escono le modelle predilette dallo stilista americano, Irina Shayk e Doutzen Kroes, Gigi Hadid e Bella Hadid, Kaia Gerber e Joan Smalls.

E come nei periodi di Picasso, la collezione procede per blocchi diversi: si parte dall’ispirazione corrida, con gli abiti trompe l’oeil, portati con le giacchine da torero con le spalle importanti e ricoperte di pietre, i cappelli a tema e persino la borsa di pelle nera decorata con le corna rubate al toro.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )

Una carrellata di proposte floreali, dipinte a mano con segni di pennellate o con margherite colorate applicate in 3d.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )

Ecco poi i visi di donna del periodo cubista del pittore spagnolo, ricamati in bianco sui lunghi abiti neri e in nero sulle scarpe bianche.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )

Ogni quadro ha bisogno di una cornice, arrivano così le uscite ispirate a ciò che sta intorno alla tela, dall’abito-scultura pensato per lo show alla sua traduzione più indossabile, con gli elementi decorativi delle cornici che diventano un dettaglio dorato sulle spalline degli abiti o sulla fibbia delle décolleté.

Chiusura in musica, con l’Arlecchino del periodo rosa, gli strumenti musicali del periodo cubista e gli abiti-strumento, il violoncello in pelle dorata e lo spartito in organza, fino alla sposa-nuvola.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )

Un gioco, l’ennesimo, con cui Jeremy Scott balocca le sue fan, dopo i maxi candelabri, la Game Show Couture, il tributo alla Roma di Fellini, il delizioso work in progress dello scorso anno con gli abiti ancora non finiti, in un costante dialogo con il fondatore, Franco Moschino, di cui il 18 settembre 2019 ricorreva il 25esimo anniversario della morte. Tra gli stilisti più irriverenti, creativi e ironici della storia della moda, Moschino sognava di fare il pittore, ma si è ritrovato presto a essere illustratore prima e designer poi.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )

Franco Moschino ha capito qualcosa in cui credo anch’io. La moda dovrebbe essere giocosa, stravagante. Non si è preso troppo sul serio ed è quello che condivido con lui. Allo stesso tempo, ha parlato al suo tempo e io parlo al mio tempo. Sento di essere il più adatto a suonare le sue note, la sua musica. O ti piacciono o no“, ha raccontato Scott in un’intervista a Vogue. E i suoi divertissement sono ancora godibilissimi – derive bling-bling comprese – e tutt’altro che banali.

Moschino Primavera-Estate 2020 (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage )