Leonardo Da Vinci, Picasso, Robert Mapplethorpe e Andy Warhol sono solo alcuni dei grandi protagonisti delle mostre 2019 a Roma: pittura, scultura e fotografia, ma anche grandi opere ingegneristiche e videoart si alterneranno nei grandi musei e nelle gallerie della Capitale: molto attese in calendario la già annunciata antologica su Andy Warhol ai Musei Vaticani (la cui inaugurazione non è ancora stata decisa) e Leonardo. La scienza prima della scienza allestita alle Scuderie del Quirinale nella primavera 2019 (dal 13 marzo al 30 giugno).

Tante le esposizioni iniziate nel 2018 che vanno a chiudersi quest’anno dopo aver collezionato un buon risultato di pubblico nei mesi passati, sia nei Musei del Comune di Roma, sia in location suggestive come il Chiostro del Bramante, il MAXXI e il Complesso del Vittoriano.

La redazione ha stilato una piccola guida, con luoghi e date, per aiutarvi a non perdere le migliori mostre a Roma nel 2019.

Le mostre a Roma che inaugurano nel 2019

Joint is Out of Time

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Nuovo innesto, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa, che ridefinisce l’attuale allestimento della collezione permanente, rinnovandolo con le opere di 7 artisti contemporanei di provenienza internazionale e segnando così un’ulteriore evoluzione del progetto iniziato conTime is Out of Joint. Disseminate in varie sale della Galleria Nazionale, le opere di Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari, Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse si intarsiano nel preesistente delineando l’emergere di un’inedita costellazione.

Dal 22 gennaio al 2 giugno 2019

Opera di Roni Horn,
Roni Horn, Dead Owl, 1997, Collezione privata, Bologna. (Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano)

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Galleria d’Arte Moderna di Roma

La mostra presenta 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica: una riflessione sulla figura femminile attraverso la visione di artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019

Olio su tela di Massimo Campigli
Massimo Campigli (Max Ihlenfeldt), Le spose dei marinai, 1934, olio su tela (Courtesy Press Office)

Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz

Al Palazzo delle Esposizioni

A seguito di un viaggio ad Auschwitz un gruppo di studenti e di studentesse di alcuni licei romani ha iniziato a immaginare un modo diverso di ricordare quei terribili avvenimenti. Dall’incontro con Studio Azzurro, noto collettivo di artisti italiani attivo dai primi anni Ottanta,  è nata una mostra da vivere come un percorso fisico e mentale per mantenere accesa la memoria della storia. Gli artisti di Studio Azzurro guidano in questa esperienza imbastendo  una narrazione destinata alla fruizione collettiva e scandita da una serie di tappe alcune delle quali richiedono la partecipazione attiva dello spettatore.

Dal 27 gennaio al 31 marzo 2019

Marina Malabotti

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita la mostra Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato, a cura di Giacomo Daniele Fragapane. Suddivisa in due sezioni principali dedicate rispettivamente al progetto su quella che era allora la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dal titolo Un anno in Galleria: etnografia di uno spazio artistico (1981), e alle indagini etnografiche condotte sul campo, Indagini sul terreno: tra documentazione e sperimentazione (1970-1984), l’esposizione presenta per la prima volta un’ articolata sintesi dell’attività fotografica dell’artista romana Marina Malabotti, integrando all’interno di un percorso di 170 immagini i progetti portati a termine e quelli incompiuti.

Dal 5 febbraio al 31 marzo 2019

Marina Malbotti in mostra a Roma
Marina Malabotti, puszta di Hortobágy, Ungheria, inverno del 1972 (Fotografia di Francesco Faeta @Courtesy Press Office)

Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti

A Palazzo Barberini

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa. L’esposizione, che esamina la prima attività di Mattia Preti e la sua formazione nella bottega romana del fratello Gregorio, ruota attorno all’Allegoria dei cinque sensi delle Gallerie Nazionali, monumentale tela d’impronta caravaggesca, rimasta per anni in deposito presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate. Il quadro è stato restaurato per l’occasione da Giuseppe Mantella, da anni impegnato sulle opere di Mattia Preti a Malta e in Calabria. Presenti in mostra altre undici opere che raccontano lo stretto legame esistente tra i due artisti calabresi.

Dal 22 febbraio al 16 giugno 2019

Manifesto di Julian Rosefeldt

Al Palazzo delle Esposizioni

L’architettura della Rotonda del Palazzo delle Esposizioni viene ridisegnata da Manifesto, la video installazione articolata in 13 grandi schermi dell’artista tedesco Julian Rosefeldt. L’opera è un omaggio alla pratica novecentesca dei Manifesti, testi diffusi come proclami, asseverativi e categorici, con i quali gli artisti distruggevano il passato per difendere – con parole incisive come quelle di una poesia – una nuova visione dell’arte che fosse specchio di un mondo nuovo. Julian Rosefeldt ha calato i manifesti del Novecento in tredici brevi film, ognuno dei quali dura 10 minuti e 30 secondi ed è ambientato in un diverso contesto. Tutti, a eccezione del prologo della durata di 4 minuti, sono interpretati dall’attrice australiana e due volte Premio Oscar, Cate Blanchett.

Dal 26 febbraio al 22 aprile 2019

Cate Blanchett in mostra a Roma
Manifesto di Julien Rosefeldt (Courtesy Press Office)

Leonardo Da Vinci. La scienza prima della scienza

Alle Scuderie del Quirinale

In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, le Scuderie del Quirinale insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano presentano al grande pubblico la mostra Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza: un percorso conoscitivo alla scoperta del Maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il ‘400 e il ‘500 italiano. L’esposizione è curata da Claudio Giorgione – curatore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – e indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti orginali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe.

Dal 13 marzo al 30 giugno 2019

Leonardo Da Vinci in mostra a Roma
Alberto Mario Soldatini, Vittorio Somenzi. Aliante, 1953. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 4. ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. (Foto: L. Romano @Courtesy Press Office)

Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile

Alla Galleria Corsini

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano  nella sede di Galleria Corsini Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, a cura di Flaminia Gennari Santori. La mostra, che raccoglie quarantacinque opere, si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe (1946 — 1989), notissimo, rivoluzionario e controverso maestro del secondo Novecento: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale. Il 2019 è il trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe e questa iniziativa, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, si iscrive in una serie di mostre dedicate all’artista, tra le quali una grande retrospettiva al Guggenheim di New York e in Italia, al Museo Madre, la mostra incentrata sui viaggi napoletani dell’artista e la relazione con il suo gallerista Lucio Amelio.

Dal 15 marzo al 30 giugno 2019

Robert Mapplethorpe in mostra a Roma
Self-Portrait, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Le mostre a Roma che finiscono nel 2019

Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci

Alla Crypta Balbi e a Palazzo Massimo

Pensata per il grande pubblico, con un allestimento ad effetto che ricorre a proiezioni e magici giochi di luci e ombre per moltiplicare e scandire forme e trasformazioni, a partire dalla narrazione di Giovanni Trevisan (1735-1803), detto il Volpato e della sua fabbrica di ceramiche. Insieme ai lavori di Volpato, alla Crypta Balbi sono esposte altre produzioni dell’epoca del Grand Tour, tra cui oggetti e arredi in micromosaico con vedute di monumenti romani. A Palazzo Massimo, invece, viene messo in particolare evidenza il tema della serialità artistica in tutta la sua complessa varietà.

Fino al 7 aprile 2019

La Strada. Dove si crea il mondo

Al MAXXI

Sono scesi in strada con invasioni, sorprese, disturbi, irruzioni, ribellioni; hanno coinvolto le persone, le comunità, hanno offerto nuovi punti di vista. Sono stati gli artisti, a partire dagli Anni Sessanta, a credere che la strada fosse il nuovo campo di battaglia intellettuale, sociale e politico. In mostra più di 140 artisti e oltre 200 opere per comporre il racconto multiculturale, poliglotta, colorato, spaventoso, stimolante, assordante delle strade di tutto il mondo, il vero grande laboratorio di discussione, creazione, confronto, dove si inventa l’era contemporanea.

Fino al 28 aprile 2019

Dream – L’arte incontra i sogni

Al Chiostro del Bramante

La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo. A opere site-specific si alternano lavori ripensati per gli spazi del Chiostro. “Dream” completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per Chiostro del Bramante, iniziata con “Love” (2016), proseguita con “Enjoy” (2017). Tre grandi mostre dedicate alle più intime emozioni dell’uomo, rappresentate grazie alle tante poetiche dell’arte contemporanea, tre panorami capaci di esplorare i sentimenti dell’anima: dall’ambiguità dei desideri alle più esaltanti gioie sino all’inconscio.

Fino al 5 maggio 2019

Quadro di Anselm Kiefer esposto al Chiostro del Bramante
Anselm Kiefer, Untitled, 1995 (Courtesy Press Office)

Andy Warhol

Al Complesso del Vittoriano

Realizzata in occasione del novantesimo anniversario della nascita dell’artista americano, la mostra parte dalle origini artistiche della Pop Art: nel 1962 il genio di Pittsburgh inizia a usando la serigrafia crea la serie Campbell’s Soup, minestre in scatola che Warhol prende dagli scaffali dei supermercati per consegnarli all’Olimpo dell’arte. L’esposizione, con le sue oltre 170 opere, vuole riassumere l’incredibile vita di un personaggio che ha cambiato per sempre i connotati non solo del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, tracciando un percorso nuovo e originale che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente.

Fino al 5 maggio 2019

Pollock e la scuola di New York

Al Complesso del Vittoriano

L’Ala Brasini del Vittoriano accoglie uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York: Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e molti altri rappresentati della Scuola di New York irrompono a Roma con tutta l’energia e quel carattere di rottura che fece di loro eterni e indimenticabili “Irascibili”. Attraverso circa 50 capolavori – tra cui il celebre “Number 27”, la grande tela di Pollock lunga oltre 3 metri dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari – colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico: l’espressionismo astratto.

Fino al 5 maggio 2019

L'opera Number 27 di Jackson Pollock esposta al Complesso del Vittoriano
Jackson Pollock, Number 27, 1950, (Courtesy Press Office)