Mostre 2019 Roma: calendario, date, Musei

Una piccola guida per conoscere tutte le esposizioni che inaugurano e che finiscono nella Capitale, di fotografia e di arte antica, moderna e contemporanea.

Tempo Libero

Grandi nomi e originali kermesse caratterizzano le mostre 2019 nei musei e nelle gallerie a Roma: Leonardo Da Vinci, Picasso, Robert Mapplethorpe, David LaChapelle e Andy Warhol sono solo alcuni dei grandi protagonisti delle rassegne di quest’anno. Non solo pittura, scultura e fotografia, ma anche grandi opere ingegneristiche e videoart si alterneranno nei grandi musei e nelle gallerie della Capitale: molto attese in calendario la già annunciata antologica su Andy Warhol ai Musei Vaticani (la cui inaugurazione non è ancora stata decisa) e Leonardo. La scienza prima della scienza allestita alle Scuderie del Quirinale nella primavera 2019 (dal 13 marzo al 30 giugno).

Tante le esposizioni iniziate nel 2018 che vanno a chiudersi dopo aver collezionato un buon risultato di pubblico nei mesi passati, sia nei Musei del Comune di Roma, sia in location suggestive come il Chiostro del Bramante, il MAXXI e il Complesso del Vittoriano.

La redazione ha stilato una piccola guida, con luoghi e date, per aiutarvi a non perdere le migliori mostre a Roma nel 2019.

Le mostre a Roma che inaugurano nel 2019

Joint is Out of Time

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Nuovo innesto, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa, che ridefinisce l’attuale allestimento della collezione permanente, rinnovandolo con le opere di 7 artisti contemporanei di provenienza internazionale e segnando così un’ulteriore evoluzione del progetto iniziato conTime is Out of Joint. Disseminate in varie sale della Galleria Nazionale, le opere di Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari, Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse si intarsiano nel preesistente delineando l’emergere di un’inedita costellazione.
Dal 22 gennaio al 2 giugno 2019

Opera di Roni Horn,
Roni Horn, Dead Owl, 1997, Collezione privata, Bologna. (Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano)

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Galleria d’Arte Moderna di Roma
La mostra presenta 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica: una riflessione sulla figura femminile attraverso la visione di artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.
Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019

Olio su tela di Massimo Campigli
Massimo Campigli (Max Ihlenfeldt), Le spose dei marinai, 1934, olio su tela (Courtesy Press Office)

Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti

A Palazzo Barberini
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa. L’esposizione, che esamina la prima attività di Mattia Preti e la sua formazione nella bottega romana del fratello Gregorio, ruota attorno all’Allegoria dei cinque sensi delle Gallerie Nazionali, monumentale tela d’impronta caravaggesca, rimasta per anni in deposito presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate. Il quadro è stato restaurato per l’occasione da Giuseppe Mantella, da anni impegnato sulle opere di Mattia Preti a Malta e in Calabria. Presenti in mostra altre undici opere che raccontano lo stretto legame esistente tra i due artisti calabresi.
Dal 22 febbraio al 16 giugno 2019

Manifesto di Julian Rosefeldt

Al Palazzo delle Esposizioni
L’architettura della Rotonda del Palazzo delle Esposizioni viene ridisegnata da Manifesto, la video installazione articolata in 13 grandi schermi dell’artista tedesco Julian Rosefeldt. L’opera è un omaggio alla pratica novecentesca dei Manifesti, testi diffusi come proclami, asseverativi e categorici, con i quali gli artisti distruggevano il passato per difendere – con parole incisive come quelle di una poesia – una nuova visione dell’arte che fosse specchio di un mondo nuovo. Julian Rosefeldt ha calato i manifesti del Novecento in tredici brevi film, ognuno dei quali dura 10 minuti e 30 secondi ed è ambientato in un diverso contesto. Tutti, a eccezione del prologo della durata di 4 minuti, sono interpretati dall’attrice australiana e due volte Premio Oscar, Cate Blanchett.
Dal 26 febbraio al 5 maggio 2019

Cate Blanchett in mostra a Roma
Manifesto di Julien Rosefeldt (Courtesy Press Office)

Leonardo Da Vinci. La scienza prima della scienza

Alle Scuderie del Quirinale
In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, le Scuderie del Quirinale insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano presentano al grande pubblico la mostra Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza: un percorso conoscitivo alla scoperta del Maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il ‘400 e il ‘500 italiano. L’esposizione è curata da Claudio Giorgione – curatore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – e indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti orginali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe.
Dal 13 marzo al 30 giugno 2019

Leonardo Da Vinci in mostra a Roma
Alberto Mario Soldatini, Vittorio Somenzi. Aliante, 1953. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 4. ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. (Foto: L. Romano @Courtesy Press Office)

Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile

Alla Galleria Corsini
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano  nella sede di Galleria Corsini Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, a cura di Flaminia Gennari Santori. La mostra, che raccoglie quarantacinque opere, si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe (1946 — 1989), notissimo, rivoluzionario e controverso maestro del secondo Novecento: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale. Il 2019 è il trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe e questa iniziativa, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, si iscrive in una serie di mostre dedicate all’artista, tra le quali una grande retrospettiva al Guggenheim di New York e in Italia, al Museo Madre, la mostra incentrata sui viaggi napoletani dell’artista e la relazione con il suo gallerista Lucio Amelio.
Dal 15 marzo al 30 giugno 2019

Robert Mapplethorpe in mostra a Roma
Self-Portrait, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina

Ai Mercati di Traiano
Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.
Dal 26 marzo al 18 ottobre 2019

Roma nella camera oscura

Al Museo di Roma Palazzo Braschi
La mostra intende presentare l’arte fotografica a Roma coprendo un arco temporale che va dalla nascita della fotografia ai giorni nostri. Con circa 320 immagini conservate nelle ricche raccolte del proprio Archivio Fotografico, il Museo di Roma a Palazzo Braschi celebra i 180 anni della nascita ufficiale della fotografia con uno straordinario excursus negli ambiti più significativi della storia fotografica della capitale prima dell’avvento del digitale. Suggerendo diversi percorsi di visita, la mostra muove dagli esordi della fotografia in città, con artisti attivi già a ridosso dell’invenzione della nuova tecnica, attraversa le epoche che videro mutare sempre più radicalmente il volto della città, per giungere, senza soluzione di continuità, all’opera di artisti viventi, che hanno operato in un significativo rapporto con Roma Capitale.
Dal 27 marzo al 22 settembre 2019

Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia

Al WeGil
Oltre 250 fotografie originali che ritraggono scrittori e poeti per le vie della Capitale, durante perlustrazioni, serate di presentazione, cene, feste in casa, fino a giungere al ricordo della morte di Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia, con scatti di Antonio Sansone, Tazio Secchiaroli, Rodrigo Pais, Dario Bellini, Guglielmo Coluzzi, Francesco Maria Crispolti, Jerry Bauer, Ezio Vitale,  Alberto Durazzi ecc. Inoltre saranno esposti prime edizioni, inserti, riviste e rare incisioni discografiche. L’esposizione, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, è il racconto di un’intera stagione, di un momento incantato della città di Roma, tra gli anni ’60 e ’70, quando poeti e scrittori, felici e desiderosi di creare, costituirono una sorta di comunità d’amicizia.
Dal 30 marzo al 23 giugno 2019

Pier Paolo Pasolini., Dacia Maraini e Alberto Moravia (Courtesy Press Office)

Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia

Al Museo dell’Ara Pacis
La mostra guida i visitatori alla scoperta della vita e il regno del discusso imperatore romano, dalla nascita a Lione nel 10 a.C. fino alla morte a Roma nel 54 d.C., mettendone in luce la personalità, l’operato politico e amministrativo, il legame con la figura di Augusto e con il celebre fratello Germanico, il tragico rapporto con le mogli Messalina e Agrippina, sullo sfondo della corte imperiale romana e delle controverse vicende della dinastia giulio-claudia. In mostra alcune opere di straordinario interesse storico e archeologico: dalla Tabula Claudiana, su cui è impresso il famoso discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 d.C. sull’apertura ai notabili galli del consesso senatorio, al prezioso cameo con ritratto di Claudio Imperatore dal Kunsthistorisches Museum, fino al piccolo ma suggestivo ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore, proveniente da Alba Fucens e concesso in prestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, che testimonia l’interesse di Claudio per il territorio dell’allora Regio IV, dove realizzò l’impresa del Fucino. Una delle novità della mostra è l’esposizione, per la prima volta, del ritratto di Germanico della Fondazione Sorgente Group, opera importante che celebra il giovane e amato principe colpito da un destino avverso.
Dal 6 aprile al 27 ottobre 2019

Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia (Courtesy Press Office)

Il corpo della voce. Carmelo Bene, Cathy Berberian, Demetrio Strato

Al Palazzo delle Esposizioni
La mostra è dedicata alla voce intesa come pura potenzialità sonora. Il progetto espositivo intende ripercorrere quegli avvenimenti che, sulla scia delle avanguardie artistiche del novecento, hanno infranto il legame indissolubile tra il significato della parola e la sua dimensione sonora, attraverso la scelta di alcune opere di tre straordinari protagonisti: la cantante mezzosoprano americana di origine armena Cathy Berberian (1925-1983), l’attore e regista Carmelo Bene (1937–2002) e il musicista cantante di origine greche Demetrio Stratos (1945-1979). In mostra più di 120 opere tra foto, video, materiali di repertorio, partiture originali, corrispondenze, documenti esposti per la prima volta al pubblico oltre a exhibit interattivi, aree di ascolto e apparecchiature elettroniche utilizzate dagli artisti al fine di esplorare i limiti delle proprie possibilità vocali.
Dal 9 aprile al 30 giugno 2019

Carmelo Bene, Hommelette for Hamlet, 1988 (Foto Tommaso Le Pera © Courtesy Press Office)

Bird Cage, a temporary shelter di Zhang Enli

Alla Galleria Borghese
Nell’ambito del programma Committenze Contemporanee, ideato da Anna Coliva, la Galleria Borghese presenta, negli spazi dell’Uccelliera e dell’adiacente Giardino segreto di Tramontana, il progetto monumentale site-specific a cura di Geraldine Leardi e Davide Quadrio dell’artista cinese, che riflette sulla relazione tra l’architettura e l’opera d’arte, in particolare sulla peculiarità del rapporto fra la Galleria Borghese e i giardini segreti limitrofi. In un gioco di trasposizioni, echi storici e ibridismi Zhang Enli crea tre strutture simboliche che rivelano allo spettatore narrazioni inaspettate, che parlano di terre lontane, di contaminazioni e che trasferiscono la complessità del tempo antico nella realtà ugualmente stratificata del presente.
Dal 9 aprile al 7 luglio 2019

Nuovo allestimento dell’Ala Sud

A Palazzo Barberini
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica si presentano al pubblico con un nuovo allestimento delle 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini, restituite tre anni fa dal Ministero della Difesa che le aveva in gestione da più di ottant’anni. Queste sale, per un totale di 750 mq di nuovo spazio espositivo, diventano definitivamente parte integrante del nuovo percorso museale con 78 opere esposte secondo un nuovo progetto allestitivo, un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie. Il tutto al fine di rendere più visibile e leggibile il percorso di visita del museo. Si potranno vedere le opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme.
Dal 12 aprile 2019

Pierre Subleyras, Nudo femminile di schiena (Courtesy Press Office)

Lontano – Caio Mario Garrubba Fotografie

Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
Promossa e organizzata da Istituto Luce Cinecittà, la mostra mette in luce la produzione di un autore italiano amato da Cartier-Bresson, stimato come un autentico maestro a livello internazionale da scuole, riviste e studi, ancora troppo poco conosciuto in Italia. Gli scatti di Garrubba, armato della fedele Leica, mostrano il volto del potere a due passi: Mao e Chruščëv, Kennedy, dittatori e politici, e un’umanità vitale e vivace alle prese con il turbine della Storia. Un’umanità straordinariamente colta di sorpresa nell’atto di vivere. Un mondo che è il nostro, e che ci sorprende vedere mai così nitido e umano. Il percorso espositivo presenta inoltre una suggestiva raccolta di materiali ‘di laboratorio’: provini, negativi, tagli d’autore, e un inedito documentario Alla Folomietova Garrubba, la moglie e collaboratrice fondamentale di una vita, scomparsa nel gennaio di quest’anno, racconta il profilo umano e professionale di Garrubba.
Dal 16 aprile al 2 giugno 2019

Impronte dell’Arte. 2RC 1963 – 2018

Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
La Sala delle Colonne ospita una selezione di 90 lastre matrici e di 45 opere grafiche, prodotte nell’arco di 60 anni che ripercorre l’esperienza della storica stamperia romana 2RC di
Valter ed Eleonora Rossi, fondamentale per la storia della grafica e dell’incisione, non solo a livello italiano. La mostra, a cura di Achille Bonita Oliva, testimonia la preziosa ed intensa collaborazione di 2RC con importanti artisti di provenienza italiana ed internazionale. Viene così messo a nudo il processo creativo dell’artista, colto nel passaggio dal lavoro sulla lastra fino all’esito finale della stampa, risultante di un universo di scelte che si traducono nel segno.
Dal 16 aprile al 2 giugno 2019

Henry Moore, Stone reclining figure with architectural background – 1979/80 (Courtesy Press Office)

At Home. Progetti per l’abitare contemporaneo

Al MAXXI
La celebre Villa Malaparte a Capri in dialogo con il rifugio sulle Dolomiti dei giovani DEMOGO; i Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo con il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem; la Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma con la casa “spaziale” di Zaha Hadid in Russia; Il Bosco Verticale di Stefano Boeri, a Milano con la Moryama House di Tokyo; la casa del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Francesco Berarducci a Roma con un’edifico progettato a Joannesburg da Jo Noero. Sono alcuni dei duetti del nuovo allestimento della collezione di architettura del MAXXI che racconta l’evoluzione del concetto di abitare dal dopoguerra a oggi, analizzato attraverso le opere dei grandi maestri del Novecento e delle nuove figure emergenti del panorama architettonico internazionale.
Dal 17 aprile 2019 ad aprile 2020

Paolo Di Paolo. Mondo perduto

Allo Spazio Extra MAXXI
A Paolo Di Paolo e alla sua storia straordinaria il MAXXI dedica una grande mostra, a cura di Giovanna Calvenzi, main sponsor Gucci. In mostra oltre 250 immagini, molte delle quali inedite, parte dell’immenso archivio (250mila negativi, provini, stampe e diapositive) ritrovato per caso da sua figlia Silvia in cantina, una ventina d’anni fa. Il percorso di mostra è organizzato per sezioni, che si intersecano e dialogano tra loro e ruotano intorno al ri-allestimento della redazione de Il Mondo, con tanto di scrivania, lampade e immagini di Mario Pannunzio al lavoro con i suoi redattori.
Dal 17 aprile al 30 giugno 2019

Gina Lollobrigida e Giorgio De Chirico Roma, 1961 (Foto Paolo Di Paolo, © Archivio Paolo Di Paolo Courtesy Collezione Fotografia MAXXI)

Troisi Poeta Massimo

Teatro dei Dioscuri al Quirinale
In una mostra fotografica e multimediale, in oltre 80 scatti privati e immagini d’archivio, locandine, documenti e carteggi inediti, installazioni audiovisive, un viaggio nell’animo umano di uno degli attori e autori più amati di sempre. L’esposizione, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e la supervisione di Stefano Veneruso, arriva a 25 anni dalla scomparsa dell’attore. Un anniversario che registra la mancanza, all’arte e al pubblico, di un artista popolare nel senso più vero e nobile. E registra quanto Troisi in questo tempo si sia affermato in modo sorprendente come un mito e in modo indiscutibile.
Dal 17 aprile al 30 giugno 2019

Marcello Mastroianni e Massimo Troisi in Che ora è di Ettore Scola (Archivio Appetito © Courtesy Press Office)

David LaChapelle

Alla Galleria Mucciaccia
Trentaquattro opere in mostra alla Galleria Mucciaccia ripercorrono tutta la produzione del grande artista americano, a partire dagli anni Ottanta, quando si allontana dal mondo dei rotocalchi e della pubblicità per avvicinarsi all’arte, fino alle opere più recenti.Atmosfere hawaiane, paesaggi inaspettati, figure mitologiche e suggestioni oniriche, popolano le opere di David LaChapelle, in una mostra che procede a ritroso nel tempo: dagli ultimi lavori, New World, Lost and Found e Behold, suggestive foto scattate nel 2017 nell’incontaminata foresta pluviale delle Hawaii, dense di misticismo e spiritualità, a quelli meno recenti, realizzati a Los Angeles, come i due grandi pannelli della serie Aristocracy (2014), della monumentale Showtime at the Apocalypse (2013), il famoso ritratto di Natale della famiglia Kardashian, dei Landscape, delle floreali Earth Laughs in Flowers e di Rape of Africa (2009), un’opera provocatoria contro la violenza subita dal continente africano, che dà il titolo all’omonimo progetto presentato nel 2008.
Dal 18 aprile al 18 giugno 2019

David LaChapelle, After the Deluge: Cathedral, Los Angeles (Courtesy Press Office)

Volti di Roma. Fotografie di Luigi Spina

Alla Centrale Montemartini
L’esposizione fotografica propone un intenso dialogo tra 37 ritratti di epoca repubblicana e imperiale appartenenti alle collezioni capitoline e 60 opere moderne del fotografo d’arte Luigi Spina. La fine ricerca fotografica lo ha portato alla realizzazione di immagini che, cogliendo vari e originali aspetti dei volti scolpiti, suggeriscono particolari e dettagli non sempre facilmente individuabili a una prima osservazione. I visitatori vengono così invitati a intraprendere un nuovo originale percorso di visita, un vero e proprio viaggio che è vera scoperta della contemporaneità espressa dai tratti fisiognomici delle antiche sculture, proposte in tutta la loro vibrante umanità ed espressività.
Dal 18 aprile al 22 settembre 2019

World Press Photo 2019

Al Palazzo delle Esposizioni
La mostra ospita in prima mondiale le 140 foto finaliste del prestigioso contest di fotogiornalismo, che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo così a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale. A vincere questa edizione per la foto dell’anno è stato John Moore con lo scatto Crying Girl on the Border che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre lei e la madre Sandra Sánchez vengono arrestate da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas, il 12 giugno 2018. Ad aggiudicarsi invece il premio World Press Photo Story of the Year, è stato Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan.
Dal 25 aprile al 26 maggio 2019

John Moore, Crying Girl on the Border (Courtesy Press Office)

Le mostre a Roma che finiscono nel 2019

La Strada. Dove si crea il mondo

Al MAXXI
Sono scesi in strada con invasioni, sorprese, disturbi, irruzioni, ribellioni; hanno coinvolto le persone, le comunità, hanno offerto nuovi punti di vista. Sono stati gli artisti, a partire dagli Anni Sessanta, a credere che la strada fosse il nuovo campo di battaglia intellettuale, sociale e politico. In mostra più di 140 artisti e oltre 200 opere per comporre il racconto multiculturale, poliglotta, colorato, spaventoso, stimolante, assordante delle strade di tutto il mondo, il vero grande laboratorio di discussione, creazione, confronto, dove si inventa l’era contemporanea.
Fino al 28 aprile 2019

Dream – L’arte incontra i sogni

Al Chiostro del Bramante
La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo. A opere site-specific si alternano lavori ripensati per gli spazi del Chiostro. “Dream” completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per Chiostro del Bramante, iniziata con “Love” (2016), proseguita con “Enjoy” (2017). Tre grandi mostre dedicate alle più intime emozioni dell’uomo, rappresentate grazie alle tante poetiche dell’arte contemporanea, tre panorami capaci di esplorare i sentimenti dell’anima: dall’ambiguità dei desideri alle più esaltanti gioie sino all’inconscio.
Fino al 5 maggio 2019

Quadro di Anselm Kiefer esposto al Chiostro del Bramante
Anselm Kiefer, Untitled, 1995 (Courtesy Press Office)

Andy Warhol

Al Complesso del Vittoriano
Realizzata in occasione del novantesimo anniversario della nascita dell’artista americano, la mostra parte dalle origini artistiche della Pop Art: nel 1962 il genio di Pittsburgh inizia a usando la serigrafia crea la serie Campbell’s Soup, minestre in scatola che Warhol prende dagli scaffali dei supermercati per consegnarli all’Olimpo dell’arte. L’esposizione, con le sue oltre 170 opere, vuole riassumere l’incredibile vita di un personaggio che ha cambiato per sempre i connotati non solo del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, tracciando un percorso nuovo e originale che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente.
Fino al 5 maggio 2019

Pollock e la scuola di New York

Al Complesso del Vittoriano
L’Ala Brasini del Vittoriano accoglie uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York: Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e molti altri rappresentati della Scuola di New York irrompono a Roma con tutta l’energia e quel carattere di rottura che fece di loro eterni e indimenticabili “Irascibili”. Attraverso circa 50 capolavori – tra cui il celebre “Number 27”, la grande tela di Pollock lunga oltre 3 metri dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari – colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico: l’espressionismo astratto.
Fino al 5 maggio 2019

L'opera Number 27 di Jackson Pollock esposta al Complesso del Vittoriano
Jackson Pollock, Number 27, 1950, (Courtesy Press Office)

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  • Museo Ara Pacis | Ufficio Stampa