Natale 2011: arriva la bambola che dice oscenità

Cosa regalare alle bimbe per il Natale 2011? Dagli USA arriva la bambola che dice parolacce, e le polemiche non mancano.

Aggiornato il 2 dicembre 2011
Mamma

Natale 2011 è alle porte e i negozi di giocattoli saranno presto presi d’assalto per scegliere il regalo più adatto ai bambini. Ma se tra i piccolissimi impazza la tecnologia, le classiche bambole non hanno ancora perso credibilità, se non fosse che per accontentare le bimbe più esigenti molte case produttrici lanciano novità creative.

Stiamo parlando dell’ultima trovata in materia di giochi per bambini, che a un mese dal Natale 2011 sta facendo nascere non poche polemiche e proteste tra i genitori americani: la Toy RUS, infatti, ha ideato la bambola che dice parolacce, anzi, un trio di bambolotti dalla lingua un po’ troppo lunga.

Si chiamano “You and me Interactive Play&Giggle Triplet Dolls”, e per circa quaranta dollari si mettono d’impegno per insegnare alle bimbe alcuni dei peggiori insulti di uso, purtroppo, abbastanza comuni tra gli adulti. Dopo la bambola da allattare al seno, che ha mandato in rivolta le mamme statunitensi, e la Barbie tatuata, che ha sortito più o meno lo stesso effetto, ecco l’ennesimo giocattolo che non mette tutti d’accordo.

Niente frasi tenere del tipo “mamma ti voglio bene”, né tantomeno simulazioni di pianti a indicare la necessità di un cambio di pannolino. Queste bambole dall’aspetto tradizionale sono decisamente diverse dalle altre nel contenuto, o meglio, nelle potenzialità linguistiche.

La cosa peggiore è che, secondo la casa produttrice, sarebbero adatte ai bambini di due anni di età, nel pieno della formazione del loro linguaggio e con la capacità di assorbire tutti gli stimoli esterni in un lampo. I commenti dei genitori non si sono fatti attendere, e lamentele di ogni tipo hanno inondato le caselle di posta della Toy RUS, ma con scarsi risultati.

Le bambole, infatti, continuano ad affollare gli scaffali dei negozi USA, e gli ideatori affermano a chiare lettere che non c’è nulla di cui preoccuparsi, poiché dalla bocca di questi finti neonati escono solo sillabe infantili. C’è anche chi, tuttavia, afferma che non è il caso di pagare quaranta dollari per insegnare ai bambini quelle espressioni che, prima o poi, impareranno da soli, e senza costi aggiuntivi.

Fonte: Daily UK

Articolo originale pubblicato il 22 novembre 2011

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