Noomi Rapace parla di Prometheus

Noomi Rapace rilascia una lunga intervista su Prometheus, l'ultimo film di Ridley Scott, spiegando la propria vena attoriale.

Noomi Rapace parla di Prometheus, ultima creatura di Ridley Scott. L’attrice svedese si mette a nudo in una lunga intervista, raccontando la sua tecnica attoriale e il rapporto avuto sul set col regista e gli altri attori.

L’intervista rilasciata da Noomi Rapace arriva dopo un lunghissimo periodo di silenzio imposto dalla produzione di Prometheus: Ridley Scott ha avvolto il suo film nel mistero, distillando a poco a poco immagini oscure e nebuolose e aumentando l’aspettativa per quello che si delinea come il prequel di Alien.

Noomi Rapace interpreta Elizabeth Shaw, la ricercatrice che, a tutti i costi, decide di intraprendere il viaggio nello spazio seguendo le orme delle sue scoperte. La Rapace defiinisce il suo personaggio come un grande sognatore, l’unico e autentico motore di tutto il film. Elizabeth Shaw è un personaggio inizialmente fragile, quasi ingenuo, che insegue il suo sogno di esplorazione dello spazio senza pensare alle conseguenze: e quando si renderà conto degli effetti devastanti e negativi che tale viaggio avrà, è costretta a trasformarsi e a dover lottare strenuamente per sopravvivere.

Elizabeth Shaw mostra una grande somiglianza con Ellen Ripley, la protagonista di Alien interpretata da Sigourney Weaver. È la stessa Rapace a fare il confronto con la Weaver e a dire di essere rimasta totalmente coinvolta dall’interpretazione che l’attrice statunitense regalò al pubblico nel 1979.

La Weaver fu un’attrice quasi controcorrente: in Alien recitò senza dare peso alla sua femminilità, senza voler apparire sexy o bella. La Weaver andò oltre qualsiasi connotazione sessuale, interpretando semplicemente un essere umano che lottava per la sua sopravvivenza: cosa che non ha affatto lasciato indifferente la Rapace.

Proprio a tal proposito, l’attrice svedese svela di aver seguito una dura preparazione fisica prima di approdare sul set: voleva cambiare il suo corpo, modifcarlo e adattarlo alle esigenze del film. Ha dichiarato di voler diventare come un gatto, di voler imparare a saltare, ad arrampicarsi e a cadere. Cosa non nuova per Noomi Rapace: in Millennium i suoi piercing erano tutti reali, cosa necessaria per entrare appieno nel personaggio. Questo è il suo modo di prepararsi all’interpretazione di un ruolo: modificare il corpo per renderlo uguale in tutto e per tutto a quello del personaggio. E se il risultato è il dolore o un livido, poco importa.

Ridley Scott è stato molto soddisfatto della collaborazione con l’attrice svedese. La Rapace racconta che lavorare con Scott è meraviglioso: il regista controlla i suoi attori in tutto e per tutto, lasciandoli comunque liberi di interpretare e improvvisare. Il rapporto tra controllo e libertà d’interpretazione garantisce un risultato altamente qualitativo. E questo nonostante la Rapace sia costretta a recitare in una lingua non sua, l’inglese: l’attrice non nasconde le difficoltà che ha nel parlare un’altra lingua, ma afferma anche farlo rappresenta un grande passo in avanti per la sua persona e per la sua carriera.

Fonte: Shock till you drop