oneTiVu incontra i subber di "Subsfactory"

Aggiornato il 29 luglio 2019

Esistono due gruppi distinti di telespettatori: il primo rappresenta il pubblico meno esigente, il quale, senza troppe pretese, si accontenta del palinsesto di Rai, Mediaset e delle altre TV generaliste. Il secondo, è rappresentato dagli spettatori più esigenti. È a quest’ultima categoria che si rivolge “Subsfactory”: grazie al rilascio di sottotitoli, permette al telespettatore di poter seguire, in contemporanea con gli Stati Uniti, i suoi telefilm preferiti in lingua originale, senza aspettare la messa in onda italiana. In questo modo, è possibile crearsi il proprio palinsesto personale in completa autonomia.

Il sito, online dall’aprile del 2006, è nato da un’idea di Federica Biagini, la quale, nel 2005, decise di coinvolgere nel progetto alcuni amici attivi nel mondo dei sottotitoli. Le visite al sito sono cresciute di giorno in giorno, incontrando un consenso talmente positivo da superare ogni più rosea aspettativa.

oneTiVu ha avuto l’occasione di parlare con un membro della crew di Subsfactory, LordThul, il quale ha spiegato nel dettaglio l’organizzazione alla base dell’incredibile lavoro del team dei subber.

“Subsfactory” è una delle più rappresentative community italiane: consente l’accesso gratuito ad un vasto catalogo di sottotitoli, non solo televisivi, ma inerenti anche al mondo cinematografico e degli anime. Il lavoro è svolto con passione, dedizione e professionalità, da un gruppo eterogeneo di persone. Ma come si diventa subber?

Chiunque può collaborare con noi, sia come subber, che come syncher, ma anche persone che svolgano funzioni di impulso e di moderazione all’interno del forum. Per quanto riguarda i subber e syncher, è necessario passare un test, al quale segue un periodo di prova, prima di diventare effettivi. Ovviamente forniamo ogni supporto necessario e le guide che permettono a chi non abbia mai lavorato “tecnicamente” sui sub di imparare i primi rudimenti. Poi ogni nuovo subber e syncher, con l’aiuto di quelli più esperti, migliora costantemente grazie all’esperienza diretta “sul campo”.

Il processo di traduzione è strutturato e diviso in gruppi di traduttori, organizzati in modo tale da permettere agli utenti di poter usufruire dei sottotitoli poche ore dopo la messa in onda del programma. Come funziona il procedimento?

In pratica per ogni serie c’è un team di traduttori (da 1 a 5 persone di solito) più un revisore. Per le serie di nicchia si va da un solo subber (che spesso fa anche revisione) fino a 3-4. Questo è importante quando si vuol dare ad una certa serie una certa “impronta” nella traduzione e il basso numero di traduttori aiuta in questo.

Non appena sono disponibili i sottotitoli in lingua inglese, il revisore assegna le battute ai subber, chi non può segnala la sua assenza e la sua parte viene ridistribuita equamente nel gruppo. Per tradurre i sottotitoli basta un comunissimo bloc notes oppure si possono usare programmi appositi come subtitles workshop. Un grosso aiuto alla traduzione viene dato da diversi dizionari online, alcuni dei quali contengono un archivio sterminato di termini, idiomi slang e frasi fatte. Si può sopravvivere senza il software specifico, ma non senza questi siti. Oltre che al brainstorming collettivo tramite MSN o sul forum del sito. La revisione è un procedimento a parte, è l’elemento che permette di trasformare un sottotitolo “passabile” in uno di “buona qualità”. Sotto il profilo tecnico la revisione si articola in due fasi, tecnica (controllo ortografico, eliminare sovrapposizioni, ecc ecc) e logica, e è soprattutto in questa fase che si “perde” molto tempo, infatti spesso si ricercano i termini “adatti”, si adattano le frasi in “slang” e soprattutto ci si consulta “in diretta” con i subber per discutere di eventuali modifiche e per trovare le migliori soluzioni di “senso e stile”.

I tempi non sono mai completamente certi: può capitare che non si abbia tempo di tradurre, oppure che si debba fare molta ricerca in rete per i termini più disparati. Però, per serie più “standard” come 24 o Lost sono sufficienti pochissime ore.

Dopodiché rendiamo disponibile il file dei sottotitoli sul nostro sito, che non è altro che un file di testo leggibile con un qualsiasi programma di scrittura e da player appositi. Non ci occupiamo in nessun senso dei video, ma solo dei sottotitoli. Siamo contrarissimi a chi mette in giro versioni video con i sottotitoli integrati a video.

Nella scelta delle serie, film, o anime da sottotitolare, gli stimoli arrivano sia dagli utenti che dai subber?

Se una di queste persone la trova interessante, propone la traduzione allo staff dei subber. Si valuta insieme la fattibilità, si vede se ci sono persone disposte a formare un team di traduttori e poi si parte. Per serie che dispongono di una forte pubblicità e di buone recensioni da parte della critica, questo processo avviene anche prima della messa in onda.

Vedere e ascoltare un telefilm in lingua originale permette allo spettatore di seguire i suoi serial preferiti nella loro interezza, così da non doversi più scontrare con i frequenti errori di doppiaggio, dovuti ad un adattamento non sempre fedele.

A nostro avviso dobbiamo distinguere tre cose: quando il doppiaggio italiano sbaglia la traduzione, cioè quando non viene colto il senso della frase e quindi si finisce con il tradurre erroneamente delle frasi; quando il doppiaggio italiano è costretto a sbagliare, per colpa della censura ad esempio, e dunque frasi nerd di The Big Bang Theory o frasi esplicite di Dr. House sono completamente stravolte e, infine, quando la voce del doppiatore non c’entra niente con la voce originale, un esempio su tutti è Barney di How I Met Your Mohter, oppure Jack di Lost.

“Subsfactoy” è un servizio gratuito: fino ad oggi i subber si sono auto sovvenzionati, riuscendo a coprire i costi di gestione grazie alle donazioni degli utenti. Chiunque volesse contribuire, infatti, può farlo cliccando il link presente nella home del sito.

Articolo originale pubblicato il 12 febbraio 2010

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