Piccole donne (film 2019), perché non ci ha convinto

Arriva in sala l'ennesimo adattamento del celebre romanzo di Louisa May Alcott, diretto da Greta Gerwing con Saoirse Ronan, Emma Watson e Timothée Chalamet

Spettacolo

Arriva al cinema Piccole donne, diretto da Greta Gerwig, e il momento più fashion dell’anno è servito con uno dei film del Natale 2019, in uscita il 9 gennaio 2020 distribuito da Warner Bros Italia.

Saoirse Ronan torna al fianco dell’autrice e regista di Lady Bird per interpretare l’eroina del classico americano di Louisa May Alcott su quattro sorelle che crescono negli anni dopo la guerra civile. Con lei, Emma Watson, nel ruolo di Meg, Florence Pugh, nei panni di Amy, mentre Eliza Scanlen è Beth; Laura Dern e Meryl Streep sono Marmee e zia March. Timothée Chalamet interpreta Laurie e Louis Garrel è Fred (per l’occasione non più tedesco come nella versione originale, ma francese).

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Saoirse Ronan in Piccole donne (Courtesy Press Office)

Piccole donne: la trama

Greta Gerwig sceglie di giocare il film in un continuo rimando di flashback e anticipazioni, facendo partire la storia quando Jo già vive da sola in una pensione di New York, guadagnandosi da vivere come tutrice in una famiglia e vendendo i suoi racconti al direttore del Weekly Volcano.

Nel frattempo, Amy studia pittura a Parigi, come dama di compagnia della ricca zia March (Meryl Streep). È corteggiata da un britannico benestante e passa le sue giornate con il ritrovato amico di famiglia Theodore Laurence, noto come “Laurie”.

La sorella maggiore Meg è una giovane donna, già sposata, e vive in un cottage con mezzi modesti con il marito insegnante John Brooke (James Norton), ex tutore di Laurie. Solo uno sguardo verso Beth, mentre suona piano, per ragioni che sono molto chiare a chiunque abbia familiarità con il romanzo. Introdotte le 4 piccole donne già cresciute, il film torna indietro di sette anni per mettere in parallelo l’esperienza delle sorelle da giovani adulti con la loro adolescenza a Concord, nel Massachusetts.

Emma Watson, Saoirse Ronan e Florence Pugh sul set con Greta Gerwing (Courtesy Press Office)

La recensione del film di Greta Gerwig: perché non ci ha convinto

  • Storia femminile per eccellenza, il nuovo adattamento del romanzo di Louisa May Alcott, si trasforma grazie (o per colpa, dipende dai punti vista…) della costumista Jacqueline Durran una sorta di Sex and the City di fine Ottocento, dove a Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh ed Eliza Scanlen tocca in sorte interpretare quattro sorelle povere ma super trendy nei loro Prairie Dress che sembrano usciti da una collezione di moda Primavera-Estate 2019. Ed è un tripudio di stampe floreali e check, un trionfo di mix&match, un peana di maniche a sbuffo, gonne a campana, ruches, ricami e romantici fiocchi al collo che non ci sarà fashion victims sulla faccia della terra che non desidererà indossare almeno una volta nella vita, rubando per il proprio guardaroba quei gilet maschili così chic che la Jo di Soarsie Ronan mescola in modo tanto contemporaneo a sottogonne e camicie alla coreana come solo Carrie Bradshaw, correndo per le strade di New York un secolo dopo saprà fare.

    Louis Garrel in Piccole donne (Courtesy Press Office)
  • Gerwig confeziona un film talmente bello da sembrar fatto per le pagine di Vogue più che per il grande schermo: zeppo di citazioni e di suggestioni estetiche che sembrano arrivare soprattutto dall’Italia e da Visconti (e dai costumi del divino Piero Tosi), dalla spiaggia di Morte a Venezia fino al gran ballo del Gattopardo.

    Florence Pugh, Saoirse Ronan e Emma Watson (Courtesy Press Office)
  • Attori e attrici tutte brave. Non solo Saoirse Ronan, alla seconda prova con Greta Gerwing dopo il fortunato Lady Bird, ma anche Florence Pugh (dotata di un nasino all’insù che nulla ha da invidiare a quello di Elizabeth Taylor) ed Eliza Scanlen.  Più debole l’interpretazione di Emma Watson, sempre troppo imbronciata o troppo sorridente. Accanto a loro giganteggiano – e non potrebbe essere altrimenti – Meryl Streep e Laura Dern (a cui dopo i due exploit in Big Little Lies e Storia di un matrimonio è ormai assicurato un posto nell’olimpo delle più brave a Hollywood). Louis Garrel più misurato di Timothée Chalamet, a tratti troppo preso da una recitazione convulsa e in definitiva confusionaria.

    Timothee Chalamet in Piccole donne (Courtesy Press Office)
  • L’andamento della trama obbliga a un montaggio adrenalico, fatto di continui salti temporali, accompagnato da movimenti di macchina lasciati al minimo indispensabile: una scelta estetica legittima anche se decisamente invasiva nell’economia del racconto.

    Florence Pugh e Meryl Streep in Piccole donne (Courtesy Press Office)
  • Tuttavia, a Gerwig va il merito di aver dato una nuova versione di un classico della letteratura americana alle nuove generazioni, regalando nuovi volti e nuova linfa a quattro personaggi e quattro tipologie femminili credibili anche nel nuovo millennio.
Saoirse Ronan in Piccole donne (Courtesy Press Office)

Emma Watson e Piccole donne

A Emma Watson, che interpreta MegMarch, si deve il progetto Book Fairies, iniziato a marzo 2017.  Allora, l’attrice britannica nascose più di mille libri, tutti con una sua dedica, in giro per la metropolitana di Londra. Negli anni ha ripetuto l’evento, esportandolo in più di 26 paesi.

Ora ha distribuito (e nascosto) ben 2 mila copie del libro di Louisa May Alcott in 38 Paesi di tutto il mondo. Ognuna di queste con una dedica scritta a mano dalla stessa attrice statunitense.
Ad annunciarlo, felice, è stata la stessa Emma Watson con un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

Sono emozionata all’idea di raccontarvi il mio grande sforzo con Book Fairies per nascondere 2 mille copie di Piccole donna“, ha scritto l’attrice sui social.

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  • Piccole donne | Ufficio stampa