Pillola anticoncezionale, come ridurre al minimo i pericoli

La pillola anticoncezionale è il contraccettivo ormonale più sicuro tra quelli reversibili, ma adesso uno studio ha dimostrato che può aumentare il rischio di di infarti e ictus.

Pubblicato il 27 giugno 2012
Fitness

Quando si parla di pillola anticoncezionale non si possono non menzionare le controindicazioni. Nonostante venga considerato il contraccettivo ormonale più sicuro tra quelli reversibili, la pillola è allo stesso tempo motivo di timore per molte donne: ritenzione idrica, trombosi venosa, calcoli alla cistifellea e tumore al fegato sono i rischi che solitamente i ginecologi elencano prima di prescriverla. Adesso, direttamente dalla Danimarca – il New England Journal of Medicine ha divulgato lo studio – ne arriva un altro: aumento del rischio di infarti e ictus.

La pillola anticoncezionale, grazie alla combinazione di un estrogeno e un progestinico, serve – assunta quotidianamente – a inibire gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione. Inoltre, per diverse donne la pillola può avere vantaggi per la salute, oltre alla funzione contraccettiva per la quale è stata originariamente concepita.

Infatti essa contribuisce a mantenere il ciclo mestruale regolare, garantendo un flusso meno intenso e più breve, con tanto di meno dolore durante la settimana rossa. A volte viene prescritta dal medico per curare disturbi che causano forti sanguinamenti, come ad esempio fibromi ed endometriosi, ma anche in quei casi in cui i disturbi ormonali o l’acne hanno la meglio sul corpo femminile.

Però, viste le controindicazioni, ogni donna dovrebbe ben valutare la possibilità di iniziare ad assumere la pillola contraccettiva. In particolare adesso, a seguito dell’indagine danese, che ha visto coinvolte più di 1.600.000 donne fra i 15 e i 49 anni che ne fanno uso regolarmente: queste, seguite per 15 anni, hanno dimostrato che la probabilità di eventi cardiovascolari aumenterebbe oltre il 50% con dosi di estrogeno etinilestradiolo dai 30 ai 40 microgrammi.

Un dato spaventoso? Si, soprattutto visto che lo stesso sembra valere per cerotti e anelli vaginali. Il pericolo, in questo caso, sarebbe pari o superiore a quello delle pillole a più alto dosaggio, mentre le pillole e le spirali in cui è presente solo il progestinico non dovrebbero incidere sul rischio cardiovascolare. Riguardo invece le nuove pillole a base dello stesso estrogeno prodotto dalla donna non esistono abbastanza dati. Vincenzina Bruni, del consiglio direttivo della Società Italiana della Contraccezione, spiega:

«L’etinilestradiolo stimola la produzione di fattori della coagulazione e ciò comporta l’incremento di rischio cardiovascolare; è perciò ragionevole che all’aumentare delle dosi cresca la probabilità di eventi avversi a livello arterioso. Se però consideriamo il numero assoluto di effetti collaterali gravi scopriamo che è basso, e soprattutto che varia molto fra le diverse casistiche raccolte nel mondo, da 2-3 fino a 9 o più “eventi” cardiovascolari ogni 10 mila donne. Questo perché le “condizioni di contorno” cambiano: età e fattori di rischio incidono parecchio sul pericolo cardiovascolare associato alla pillola».

Inoltre, se la pillola va abbinata a elementi come il fumo o particolari caratteristiche genetiche i rischi aumentano a dismisura. Per questo ogni donna dovrebbe ponderare ogni possibile conseguenza dell’assunzione di questo farmaco, senza però bollarlo come pericoloso. È necessario essere informate per poter compiere scelte consapevoli, insomma, anche riguardo al tipo di contraccettivo da usare, in base al proprio corpo e alla propria età.

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