Prima volta dal pediatra tra ansie e dubbi

La prima visita dal pediatra comporta sempre ansia per i genitori. L'importante è fidarsi del medico che si è scelto e ricordarsi di appuntare tutti i consigli.

Pubblicato il 14 aprile 2011

Davanti al primo figlio è sempre difficile sapere come comportarsi, in particolare se il piccolo è ammalato. L’alleato numero uno dei neo genitori è ovviamente il pediatra. Dopo la nascita, infatti, è necessario scegliere il medico a cui affidare il proprio bambino. E la decisione non è sempre così semplice.

La prima visita pediatrica è importante. Si getteranno le basi per un rapporto destinato a durare nel tempo e che accompagnerà il bambino negli anni della crescita. Lo specialista, infatti, non si occuperà del piccolo solo in caso di malattie, ma per i primi anni si impegnerà  anche a valutare il suo corretto sviluppo psicomotorio. Dovrà essere a disposizione dei genitori per consigli sull’alimentazione, sull’igiene e la cura del bebè.

Il primo incontro avviene in genere a un paio di settimane dalla nascita e comunque non oltre il mese e mezzo. Sarà un appuntamento di conoscenza reciproca in cui poter dar sfogo a tutte le paure e le ansie. Un occasione che permetterà al pediatra di valutare lo stato di salute generale del bambino e conoscere la storia clinica di tutta la famiglia. Le varie misure: lunghezza, circonferenza cranica e peso verranno poi ripetute in tutte le successive visite dette “filtro”, durante le quali sarà premura del medico confrontare i dati raccolti  con le tabelle percentili (o carte di crescita).

Ovviamente il primo appuntamento dura più a lungo dei successivi. Si parlerà di alimentazione, di eventuali aggiunte di vitamine o fluoro che verranno valutate caso per caso, correzione di alcuni stili di vita dei genitori e tanti consigli su come evitare piccoli incidenti domestici.

I successivi controlli saranno poi concordati con lo specialista. Ma in linea di massima si svolgeranno secondo un calendario generale e in studio. Eccetto quei casi in cui è richiesta una frequenza maggiore o un intervento costante del medico che potrà addirittura decidere per visite domiciliari. Solo nei casi più gravi di patologie croniche o invalidità. Per tutti gli altri anche in caso di febbre, in genere, è preferibile la visita ambulatoriale dove si può sempre contare su test rapidi utili per la diagnosi.

È bene ricordare che il secondo controllo è previsto tra il secondo e il terzo mese. In quell’occasione si comincerà a parlare di vaccinazione. Nel terzo controllo, fra il quarto e il sesto mese, sarà il momento di decidere come comportarsi con l’alimentazione complementare. Intorno al sesto mese, infatti, verranno introdotte le prime pappe. Quarto controllo tra il settimo e il nono mese in genere si controlla lo sviluppo psicomotorio e si possono eseguire test per il controllo dell’udito. Il quinto controllo è previsto fra il decimo e il dodicesimo mese. In questa visita si dovranno affrontare diverse tematiche che vanno dall’alimentazione che comincerà a essere più varia ai primi passi che se il bambino non ha già compiuto sicuramente sarà in grado di muovere in tempi brevi.

Dopo il primo anno la frequenza dei controlli si riduce notevolmente. I genitori sono meno ansiosi e gestiscono i problemi quotidiani con molta più serenità. Scegliere bene il proprio pediatra è importantissimo perché gli si affida il bene più prezioso.

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