Probiotici a colazione: i migliori per l’inverno

Aggiungere i probiotici a colazione aiuta l’organismo nella digestione e nel funzionamento del sistema immunitario: ecco i migliori per l’inverno.

Aggiornato il 10 aprile 2019

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per probiotici si intendono quegli “organismi viventi che, somministrati in adeguata quantità, comportano un beneficio all’ospite”.
Questo vuol dire che quando si assumono i probiotici e gli alimenti che li contengono, l’intestino viene colonizzato da batteri benefici, capaci di riportare equilibrio alla flora intestinale che può essere stressata da malattie, agenti inquinanti e cibo scadente.

I probiotici, inoltre, supportano la digestione e vengono consigliati durante o dopo una terapia a base di antibiotici per riequilibrare l’intestino, dato che questi medicinali non distinguono tra batteri buoni e nocivi nella loro azione distruttiva. Inoltre, secondo alcuni studi, contribuiscono a mantenere attive le difese naturali e a ridurre i processi infiammatori e possono contribuire a ridurre i tempi del transito intestinale ed a garantire una maggiore regolarità. Anche se il ruolo è ancora da approfondire, l’uso dei probiotici potrebbe prevenire allergie, obesità e sindrome metabolica. Infine, secondo una ricerca dell’University of Orebro, in Svezia, i probiotici potrebbero combattere la depressione.

Probiotici negli alimenti: i benefici per la salute

Gli esperti invitano a consumarli d’abitudine a colazione, perché alcune analisi scientifiche hanno dimostrato che funzionano meglio se consumati insieme ad altri alimenti. La quantità giusta da assumere affinché abbia effetto, comunque, non dovrebbe essere inferiore a un miliardo di bacilli al giorno.

Durante l’inverno, quando l’organismo è in balia con più facilità all’assalto di virus e batteri, abbassamenti repentini delle temperature e, quindi, a influenze di vario genere, aiutare le difese naturali del sistema immunitario diventa quanto mai urgente. Vediamo, allora, quali sono i migliori e più conosciuti probiotici a disposizione, da aggiungere alla propria colazione.

  • Tra i lactobacilli probiotici più noti ci sono Lactobacillus Acidophilus, Lactobacillus Casei, sp. rhamnosum, Lactobacillus johnsonii, largamente impiegati in preparati probiotici ad uso alimentare.
  • I bidifobatteri “Bifidobacterium” sono un genere di batteri presenti nel tratto gastrointestinale e nella bocca di molti mammiferi, compreso l’uomo. Sono uno dei principali generi di batteri che costituiscono la flora batterica buona del colon. Anche i bifidobatteri sono usati nell’industria alimentare come probiotici. Alcuni ceppi di Bifidobacterium inibiscono gli agenti patogeni e i batteri nocivi che colonizzano e infettano la nostra mucosa intestinale, aiutando localmente il sistema immunitario a svolgere un lavoro migliore.
  • I probiotici sono presenti in alimenti fermentati come il kefir, originario del Caucaso, e tutt’oggi molto usato in Russia. Viene preparato in modo tradizionale utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di Kefir formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti, ma può essere preparato anche con altri liquidi con contenuto di zuccheri come il latte di soia o il latte riso e persino solo con l’acqua zuccherata. Considerato un elisir di lunga vita, è particolarmente indicato per chi ha bisogno di energia o per chi si sta riprendendo da un trattamento di antibiotici, agli anziani, e soprattutto alle donne in gravidanza grazie al suo contenuto di acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto.
  • Il tè kombucha, bevanda di origine orientale, giunta in Europa dalla Cina e dalla Russia, è esaltato soprattutto per la sua attività probiotica all’interno del tratto intestinale. Viene definito come una bevanda viva, dall’azione attiva sull’organismo, che avrebbe aiutato più persone a risolvere il problema dei calcoli renali, dell’artrite e del peso in eccesso. È, però, sempre consigliabile consultare il proprio medico per comprendere se l’assunzione di tè kombucha possa essere adatta alla propria situazione di salute.

Articolo originale pubblicato il 27 novembre 2015

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