Rabarbaro, tutte le proprietà del superfood

Favorisce la digestione, protegge il fegato e libera dalla stitichezza: i benefici di questa pianta che arriva da lontano.

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Il rabarbaro, pianta conosciuta fin dai tempi di greci e romani per le qualità officinali, entra grazie alle sue proprietà di diritto tra i superfood. Tra quei cibi, cioè, molto nutrienti, ricchi di principi attivi e in grado di apportare quantità notevoli di vitamine, antiossidanti, sali minerali.

Certo, non sembrerà esotico come lo zenzero (pur provenendo dalla Cina), e neppure cool e instagrammabile come il Blue Majik, tuttavia una volta scoperti i benefici che è in grado di portare al fisico se inserito nella dieta non potrete farne a meno.

Vediamo insieme tutte le proprietà del rabarbaro, come consumare questo superfood ed eventuali controindicazioni.

Rabarbaro proprietà

Il rizoma del rabarbaro essiccato, cioè la prosecuzione sotterranea del fusto, con un corpo a metà strada tra bulbo e radice, e le radici decorticate sono utilizzati da sempre per preparati di erboristeria, e oggi anche in omeopatia.

I principi attivi dietro ai suoi benefici sono soprattutto l’acido crisofanico, la reina, l’emodina, i glicosidi. Le principali proprietà del rabarbaro sono:

  • azione eupeptica (che favorisce una buona digestione)
  • azione coleretica (che stimola la produzione di bile nel fegato)
  • proprietà epatoprotettiva
  • azione decongestionante
  • azione lassativa contro la stitichezza

L’uso esterno, invece, è affidato alla tintura madre al 10%, per favorire la cicatrizzazione, per lenire ragadi anali o emorroidi, per impacchi contro scottature e affezioni cutanee.

Rabarbaro, come inserirlo nella dieta

Per quanto riguarda l’alimentazione, le foglie più giovani del rabarbaro possono essere consumate, con moderazione, come verdure a foglia verde (il periodo di raccolta è di solito quello che precede l’estate).

Per infusi ed estratti, invece, si utilizza la polvere derivata dal rabarbaro essiccato, da acquistare in erboristeria. In generale, per contrastare la stitichezza con un infuso, si utilizzano 1-2 grammi di polvere in una tazza d’acqua da bere al mattino o alla sera. Il rabarbaro può essere prescritto anche in pasticche con dosi tra i 0,3 grammi e il 1 grammo di prodotto.

Effetti collaterali e controindicazioni

L’utilizzo eccessivo o prolungato del rabarbaro, specialmente per i suoi effetti purganti, può portare a spasmi gastro-intestinali e a perdita di elettroliti.

Il rabarbaro va evitato in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini con meno di 12 anni di età.

In ogni caso, meglio evitare il fai da te: prima di iniziare ad utilizzare questo utile rimedio naturale, è consigliabile – se non obbligatorio – chiedere il parere del medico curante, per essere sicuri di opportunità, dosi e modalità di assunzione.

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