Rocketman, recensione e colonna sonora del film su Elton John

Presentato al Festival di Cannes 2019, il biopic sulla rockstar britannica arriva nei cinema in Italia il 29 maggio: ecco perché non perderlo.

Spettacolo

Dopo aver infiammato il Festival di Cannes 2019 e il suo red carpet, Rocketman, il biopic su Sir Elton John è pronto a conquistare i botteghini di mezzo mondo: arriva al cinema, in Italia, il 29 maggio il film diretto da Dexter Fletcher con Taron Egerton nel ruolo della rockstar inglese.

La redazione di DireDonna l’ha adorato: ecco la recensione e il racconto dei costumi e della colonna sonora del film, due dei tanti motivi per non perdere il biopic sull’artista britannico.

Bryce Dallas Howardì, Gemma Jones, Taron Egerton e Jamie Bell in Rocketman (Courtesy Paramount Pictures)

I costumi di Rocketman

È stato compito del costumista Julian Day, già autore dei costumi di Bohemian Rhapsody (su Freddie Mercury), Nowhere Boy (su John Lennon) e Control (su Ian Curtis di Joy Division), creare gli oltre 60 abiti di scena della più stravagante e originale tra le rockstar.
Non si trattava di riprodurre semplicemente gli stessi abiti indossati da Elton, ma di reinterpretarli. Non poteva essere senza passione. È un ottovolante di film; le persone non avranno un momento per respirare“, ha spiegato Day.
Per prepararsi il costumista ha avuto l’opportunità di visitare gli archivi personali di Elton John: “sono rimasto molto sorpreso da quanti dettagli ci fossero in ogni pezzo“.
Il preferito della star? Il costume della Regina Elisabetta, usato nel film per un concerto australiano: “In realtà – spiega ancora Day – non lo ho mai indossato, ma aveva un Luigi XIV. Non volevamo ripetere ciò che era già stato visto, doveva adattarsi al nostro film. Volevamo creare il nostro look, non necessariamente un Elton diverso, solo il nostro Elton“.

Taron Egerton in Rocketman (Courtesy Paramount Pictures)

Tra i più belli, il costume da diavolo arancione, con cui inizia il film: “Riflette la lotta tra la luce e l’oscurità che esiste nella storia di Elton – ha detto Taron Egerton – Trascorro gran parte del film in questo costume mentre Elton racconta la sua vita mentre si trovava nella clinica di riabilitazione. Quel costume è un po’ come l’armatura di Elton per iniziare processo di guarigione, ma più a suo agio cresce, inizia a togliere le cose e la sua armatura si ritira. Alla fine è in una vestaglia soffice e calda con nient’altro che gli occhiali, che simboleggia la sua crescita attraverso quel processo“.
E a promuovere il lavoro di Julian Day, Elton John in persona, che ha raccontato: “Sono stato molto contento di quello che Julian ha fatto con i costumi. Per me, indossare quei costumi bizzarri era sempre una questione di empowerment. Non mi era permesso di indossare vestiti alla moda quando ero un ragazzino. Così, quando sono uscito di casa e sono andato a vivere con Bernie e abbiamo ottenuto un appartamento, ho iniziato a indossare cose più scandalose. Penso, però, fosse il desiderio di creare delle performance. Questa è una cosa molto britannica. Non ci sono molte star americane che lo hanno fatto. I Rolling Stones, i Beatles, i Kinks, gli Who, David Bowie, T. Rex, Rod Stewart, provengono da un’enorme schiera di persone, che, penso, a causa del vaudeville e dei musical inglesi, e dell’idea di mettersi in mostra e messo su uno spettacolo, sentiva il bisogno di farlo. Mick Jagger indossava le cose più belle. Bowie indossava le cose più belle. Marc Bolan fu la prima persona che conoscevo che indossava il mascara. Mentre io ero seduto a un pianoforte, quindi non mi muovevo sul palco. Per anni ne ero geloso, volevo un po  di libertà. Sono bloccato su una tavola di nove piedi. Volevo essere anche visto. E l’ho adorato. A Bernie non piaceva troppo quando esageravo, ancora meno quando ero oltraggioso, ma per me era parte integrante. Quando faccio uno spettacolo, anche adesso, 20 minuti prima di andare in scena, scelgo il mio vestito. E poi quando metto il mio vestito, sono nella parte. È come andare in battaglia“.

Taron Egerton in Rocketman (Courtesy Paramount Pictures)

La recensione

Una colonna sonora che già da sé vale il prezzo del biglietto. E poi i costumi strepitosi (di Julian Day), l’interpretazione di Taron Egerton (troppo belloccio per essere Sir Elton John ma comunque disposto a imbolsirsi un po’ pur di apparire credibile), le feste droga, sesso e rock’n roll dove da un momento all’altro può sbucare anche Bob Dylan: non sarà un capolavoro, Rocketman di Dexter Fletcher, sempre troppo attento a non allontanarsi troppo dall’agiografia della rockstar che arriva al successo dal nulla della periferia londinese, cade ma riesce ad affrancarsi dai demoni del passato, eppure regala due ore di puro intrattenimento. Elton John si regala un biopic tutto piume e colore, occhiali immaginifici da cui tentare di vedere un mondo migliore, performance musicali pazzesche come solo a Hollywood sanno fare e trascina lo spettatore in una fiaba consolatoria, ché de questi tempi ce n’è bisogno. Rimboccandosi le maniche – e con un pizzico di fortuna – si arriva dove si vuole, ci dice Sir Reggie. E al buio della sala ci crediamo anche, of course… una volta usciti, se non altro potremo riascoltare a tutto volume le sue meravigliose canzoni.  “Hai scritto canzoni che tutto il mondo ama, Elton…”, gli dice Bernie, l’amico e complice di una vita: in fondo conta solo questo.

Taron Egerton, Elton John e David Furnish sul set (Courtesy Paramount Pictures)

Rocketman: la colonna sonora

Nella colonna sonora Rocketman: Music From The Motion Picture, è in vendita dal 24 maggio, il celebre produttore e compositore Giles Martin reinterpreta e i successi di Elton John, adattando la musica in modo sartoriale alla narrativa del film, creando un vero spettacolo mozzafiato anche grazie alla magistrale interpretazione di Taron Egerton. Il singolo Rocket Man è un’interpretazione del classico di Elton John del 1972.
Era così importante per me  che la musica che ho composto e registrato fosse cantata da Taron. Volevo che mi interpretasse in tutti i sensi attraverso i testi di Bernie e la mia musica – e quindi non solo con la recitazione. Ho lasciato Taron nelle mani di Giles Martin, di cui mi fidavo perché è geniale. Non volevo vegliare sul processo e mi sono fidato che facessero ciò che dovevano fare artisticamente e alla fine  sono rimasto stupito dal risultato. Ottenere la musica giusta è stata la cosa più importante, dato che le canzoni del film sono parte integrante della storia“, ha dichiarato Elton John.
“La fortuna di avere Elton coinvolto nel film è che siamo stati in grado di lavorare con lui per reinterpretare le sue canzoni più classiche. Giles Martin ha un gusto impeccabile e un’abilità enorme dare una nuova versione alle canzoni rimanendo fedele al passato”, ha spiegato Taron Egerton.

Tra le 22 tracce, anche una nuova canzone di Elton John e Bernie Taupin, (I’m Gonna) Love Me Again eseguita da Elton John e Taron Egerton, che accompagna i titoli di coda del film.
L’album è prodotto da Giles Martin (eccetto (I’m Gonna) Love Me Again coprodotto da Giles Martin e Greg Kurstin) ed è stato registrato tra il 2017 e il 2019 nei leggendari Abbey Road Studios e AIR Studios. I produttori esecutivi dell’album sono Elton John, David Furnish, Matthew Vaughn e Dexter Fletcher. Tutte le canzoni sono scritte da Elton John e Bernie Taupin, tranne Thank You For All Your Lovingm scritta da Elton John e Caleb Quaye, Don’t Go Breaking My Heart scritta da Ann Orson e Carte Blanche, Pinball Wizard scritta da Pete Townshend.

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  • Rocketman | Ufficio Stampa