Romulus di Matteo Rovere: 5 cose da sapere

Il regista de Il Primo re firma la sua prima serie, in onda su Sky, con Andrea Arcangeli e Marianna Fontana: ecco tutto quello che sappiamo finora.

Spettacolo

Matteo Rovere ci riprova: dopo aver portato sul grande schermo la fondazione di Roma, con Il primo re con Alessandro Borghi, firma per Sky Original la serie tv Romulus, prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia.

Composta da 10 episodi (che andranno in onda su Sky), la serie segna per Rovere l’esordio alla regia di un progetto televisivo.

Matteo Rovere e il cast di Romulus (Courtesy Press Office)

Rovere ha detto: “Romulus è un racconto di sentimenti, guerra, fratellanza, coraggio e paura. È un grande affresco epico, una ricostruzione fortemente realistica degli eventi che hanno portato alla fondazione di Roma. Ma soprattutto è un’indagine sulle origini e il significato profondo del potere in Occidente: un viaggio in un mondo arcaico e spaventoso, dove tutto è sacro e gli uomini sentono ovunque la presenza misteriosa e ostile degli dei“.

Ecco 5 cose da sapere su Romulus.

  1. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane (7 mesi) tra la Capitale e i dintorni.
  2. Nel cast ci sono Andrea Arcangeli (tra i protagonisti di Trust, la serie tv di Danny Boyle), Marianna Fontana (protagonista di Indivisibili, di Edoardo De Angelis e di Capri-Revolution, con la regia di Mario Martone) e Francesco Di Napoli (baby camorrista ne La paranza dei bambini diretto da Claudio Giovannesi). Accanto a loro, Giovanni Buselli, Silvia Calderoni, Sergio Romano, Demetra Avincola, Massimiliano Rossi, Ivana Lotito, Gabriel Montesi e Vanessa Scalera. Sono più di 700 le presenze stunt previste.
  3. Due le città ricostruite (di Tonino Zera – già collaboratore di Rovere ne Il primo re – le scenografie) per girare la serie, sulla base di ricerche storiche documentate, ambientata otto secoli prima di Cristo, in un mondo primitivo e brutale.
  4. Tutti e dieci gli episodi sono girati in protolatino, una lingua simile al latino classico creata ad hoc dai ricercatori dell’università La Sapienza come ipotetico idioma parlato nella quotidianità intorno all’VIII secolo a.C.
  5. Il punto di vista del racconto è quello di tre ragazzi: Iemos, Wiros e la giovane vestale Ilia.

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